Prima di analizzare le caratteristiche dei migliori base layer da trekking bisogna rispondere a una domanda, ovvero… che cos’è il base layer? Se in inglese la definizione è molto chiara, in italiano lo è un po’ meno.

Si tratta letteralmente dello “strato di base”, che quindi potremmo tradurre come “maglia di sotto”, “maglia di base” o qualcosa del genere. Se battezzarlo è complesso, lo è molto meno definire di cosa si tratta.

Parliamo di quelle maglie a maniche lunghe che si indossano a contatto con la pelle, a meno che sotto non abbiamo una maglietta “della salute” o altro intimo da montagna. Sono maglie tipiche dell’abbigliamento “a cipolla”, caratteristico di tutti gli appassionati di escursionismo.

Vediamo quindi che tipi di base layer da trekking esistano, e quale scegliere per le nostre avventure in montagna.

Guida per vestirsi a cipolla in montagna

Chiunque frequenti vette e sentieri conosce i vantaggi dell’abbigliamento cosiddetto a cipolla, o a strati. Un’attività dinamica che prevede un aumento di quota in ambienti dal clima instabile richiede infatti che ci si adatti a bruschi cambi di temperatura.

Diversi strati ci danno quindi la possibilità di affrontare i passaggi in ombra, le soste per rifiatare e le tirate su canaloni assolati con il giusto abbigliamento. Ma qual è il modo migliore per vestirsi a strati in montagna?

L’importante è pensare ad ogni strato come a parte di un sistema. Ogni pezzo si basa infatti sugli strati che lo circondano per funzionare al meglio. Ad esempio, se hai un base layer che assorbe bene l’umidità, ma indossi uno strato intermedio o esterno completamente in gomma, sarai comunque zuppo di sudore.

Quindi, prenditi il tempo necessario per abbinare strati intermedi ed esterni con le stesse prestazioni degli strati base di cui parliamo oggi.

Base layer: strato di base

I base layer, protagonisti di questo articolo hanno due funzioni principali:

  • mantenerci caldi
  • mantenerci asciutti

Che sia realizzato in lana, poliestere o un mix di tessuti, un base layer – o maglia di base – è fatto per trattenere il calore del corpo e far uscire l’umidità dalla pelle. E queste due caratteristiche vanno di pari passo: mantenere il corpo asciutto porterà a sua volta a più calore.

I base layer da trekking sono indossati sotto uno strato intermedio o un “guscio” durante i mesi invernali o come strato esterno durante l’autunno e la primavera.

Lo spessore e il materiale del tuo strato di base avranno un grande impatto sul calore e sulla traspirabilità, come vedremo.

Mid layer: strato intermedio

Per le attività ad alto dinamismo, come l’escursionismo e l’arrampicata, la traspirabilità è la massima priorità. Consigliamo quindi una giacca in pile o una giacca sintetica per bilanciare il calore e la ventilazione.

Se invece hai intenzione di usare il tuo strato isolante solo nei periodi di inattività, come ad esempio in bivacco dopo il tramonto, considera un piumino caldo e ben ripiegabile.

Outer layer: strati esterni, o gusci

Gli strati esterni sono la parte più specializzata del sistema e i loro design complessi possono comportare un esborso notevole.

Una giacca antipioggia impermeabile, traspirante e ripiegabile, è necessaria per attività come l’arrampicata e l’escursionismo zaino in spalla.

Invece in condizioni invernali resistenza alle intemperie e calore hanno la priorità, quindi si può optare per le giacche da sci. Il loro design offre più tasche per riporre attrezzature o effetti personali e una vestibilità più lunga per proteggerti dalla neve.

L’alternativa sono le classiche giacche hardshell che sono un mix tra un impermeabile e una giacca da sci: resistenti, ripiegabili, calde e relativamente traspiranti.

Per le stagioni di mezzo meglio optare per le giacche softshell. Non sono impermeabili, ma proteggono dal vento e da piogge leggere, non appesantiscono troppo lo zaino e consentono di indossare un impermeabile sopra, in caso di temporale.

Il loro punto di forza è la grande traspirabilità, che le rende ideali per le attività dinamiche, a differenza delle hardshell.

Esempio di abbigliamento a cipolla

Nel concreto, come dovrebbe vestirsi un’escursionista nelle varie stagioni? Proviamo a fare qualche esempio.

Inverno

  • Strato di base: un base layer in lana merino, sotto il quale potremmo indossare dell’intimo termico, in caso di temperature particolarmente rigide
  • Strato intermedio: una maglia/giacca in micropile traspirante
  • Strato esterno: una giacca hardshell da tenere nello zaino per le soste o in caso di nevicata/pioggia. In caso di tempo asciutto, un piumino

Primavera

  • Strato di base: un base layer in poliestere relativamente leggero, o una t-shirt da montagna
  • Strato intermedio: una maglia/giacca in micropile traspirante
  • Strato esterno: una giacca softshell da tenere nello zaino per le soste o i tratti all’ombra/in alta quota. In alternativa, un impermeabile in caso di pioggia

Estate

  • Strato di base: una t-shirt da montagna
  • Strato intermedio: una maglia/giacca in micropile traspirante da tenere nello zaino per soste o tratti all’ombra
  • Strato esterno: una hardshell o un piumino nel caso si passi la notte fuori o si prevedano lunghe soste in alta quota. In alternativa, un piumino

Autunno

  • Strato di base: un base layer in lana merino o poliestere
  • Strato intermedio: una maglia/giacca in micropile traspirante
  • Strato esterno: una giacca softshell da tenere nello zaino per le soste o i tratti all’ombra/in alta quota. In alternativa, un impermeabile in caso di pioggia

Base layer da trekking: guida all’acquisto

Materiali: lana merino

Lo abbiamo ripetuto in diversi articoli: la lana merino, nonostante un costo più elevato rispetto ai tessuti sintetici, è il migliore materiale per l’abbigliamento tecnico.

È morbida e confortevole, ha una regolazione della temperatura eccellente e previene i cattivi odori. Certo, i base layer in lana merino sono piuttosto costosi e meno durevoli rispetto alla concorrenza in poliestere.

Ma se eviti di lavarli ad alte temperature e te ne prendi cura, questi capi dureranno a lungo e ti manterranno asciutto, comodo e caldo.

Materiali: poliestere

Per un’alternativa economica alla lana, puoi sempre rivolgerti al poliestere. I tessuti sintetici in poliestere top di gamma possono tenere il passo in termini di assorbimento dell’umidità e la differenza di comfort non è poi così rilevante.

Lo svantaggio è la prevenzione dei cattivi odori, un settore in cui il poliestere non può reggere il confronto con la lana. Inoltre, i tessuti in poliestere non regolano altrettanto bene le temperature, quindi è più importante far corrispondere il peso del tessuto con l’uso e le condizioni previste.

Nonostante gli svantaggi, i tessuti in poliestere sono consigliabili per chi vuole risparmiare e non va in montagna in maniera continuativa.

Materiali: mix

Come per qualsiasi altro materiale da outdoor, anche nel caso dei base layer esistono gli ibridi.

Alcuni importanti marchi stanno sperimentando miscele che mirano a offrire il comfort e le prestazioni della lana merino con la durata e l’assorbimento dell’umidità del poliestere.

È il caso del Capilene Air di Patagonia, che unisce il 51% di lana merino con il 49% di poliestere. O di NuYarn di Black Diamond che avvolge le fibre merino attorno a un’anima di nylon, quindi intreccia il filo insieme al poliestere.

Ad oggi, più aumentano le prestazioni di queste miscele più aumentano i prezzi. Bisogna quindi calcolare l’effettivo risparmio rispetto a un 100% lana, anche se la tendenza per il futuro fa sperare in soluzioni economiche ed efficaci.

Materiali: seta

La seta è uno dei tessuti più morbidi e confortevoli per i base layer da trekking e racchiude una quantità impressionante di calore in un design leggero e sottile.

Ma in quanto a regolazione della temperatura la seta non regge il confronto con i tessuti rivali. Inoltre non riesce a tenere il passo con la lana merino o il poliestere in termini di assorbimento dell’umidità e si trasforma in una sauna durante le attività ad alto dinamismo.

Inoltre, la seta è molto meno resistente del poliestere e dovrebbe essere sempre indossata sotto uno strato intermedio o esterno per proteggerla dai raggi UV e dall’abrasione.

Per concludere, non resiste agli odori come la lana e dovrebbe essere sempre lavata a mano.

Traspirabilità

La traspirabilità di un base layer da trekking dipende da una serie di fattori, tra cui il tipo e la qualità del tessuto, lo spessore e l’apertura della trama.

In generale, la lana merino leggera offrirà il meglio in termini di traspirabilità, anche se alcuni sintetici leggeri di alta qualità non sono molto lontani.

Questo significa che per le attività in cui dovrai sudare (sci, bicicletta, arrampicata) probabilmente vale la pena spendere di più per ottenere uno strato di base più performante. Quindi o lana o mix di alta qualità, con almeno il 50% di lana.

Spendere meno, in particolare su uno strato di base spesso e in poliestere, produrrà meno traspirabilità. Che sia o meno un problema dipende dalle preferenze personali e dalla tua tendenza a surriscaldarti.

Prevenzione dei cattivi odori

La lana merino eccelle nel rimuovere l’umidità dalla pelle. E meno accumulo di sudore significa meno accumulo di cattivi odori. Se stai facendo un lungo viaggio, come ad esempio il cammino di Santiago, e non vuoi portare più strati di base o sciacquarli ogni notte, la lana merino è la scelta migliore.

Alcuni sintetici o mix vanno bene per la prevenzione degli odori, a condizione che tu non stia sudando molto. Ma niente batte la lana merino nel mantenerti asciutto e senza puzza.

Resistenza

La lana merino è morbida e performante, ma tende a sviluppare piccoli fori nel tempo che alla fine ostacolano le prestazioni del prodotto, mentre i sintetici dovrebbero durare di più.

Indicativamente, di solito otteniamo una o due intense stagioni da una maglia di base leggera in lana merino standard, anche delle migliori marche e seguendo le loro istruzioni di lavaggio.

Certo, questi base layer vengono utilizzati molto, ma è comunque un ciclo di vita piuttosto breve. Invece i tessuti sintetici garantiscono una durata di circa il doppio.

Alcune aziende stanno mescolando lana e sintetici per aumentare la resistenza del base layer senza compromettere il comfort a contatto con la pelle. Se non si nota un grande calo in termini di comfort o prestazioni, le miscele merino / sintetiche sono invece un passo avanti in termini di durata.

Calore

Tra tutti i tessuti utilizzati nelle maglie di base, la lana merino ha le migliori proprietà di incameramento del calore. In generale, si ottiene un migliore rapporto calore / peso con la lana che con il poliestere, e questa fibra naturale regola anche meglio la temperatura.

La stessa maglietta che ti tiene al caldo in inverno ti manterrà quindi abbastanza fresco quando sudi nelle stagioni intermedie. Anche la seta è notevolmente calda per il suo spessore sottile, ma la sua mancanza di traspirabilità è un forte inconveniente.

È anche importante valutare se indosserai il tuo base layer come strato esterno. Mentre la lana non fa molto per bloccare il vento, alcuni tessuti in poliestere sono così fitti che hanno la capacità di resistere alle raffiche d’alta quota.

E tieni presente che anche il calore è direttamente correlato allo spessore del materiale.

Base layer leggeri

Logicamente, i base layer da trekking leggeri sono i migliori in quanto a traspirabilità, ma fanno il minimo per tenerti al caldo. È qui che la lana merino brilla: svolge un lavoro ammirevole di regolazione della temperatura per il peso e lo spessore.

Tuttavia, più sottile è la lana, meno resistente diventa. Per questo motivo, la maggior parte delle maglie di base leggere è realizzata in poliestere. Questi sono ideali per lo sci di inizio stagione, le escursioni estive e le attività ad alto rendimento come lo sci di fondo.

Gli sciatori discesisti e gli alpinisti invernali sceglieranno probabilmente un baselayer di peso medio più caldo e comodo.

Base layer di peso medio

Per la più ampia varietà di condizioni, uno strato base di peso medio ha più senso. Fornirà il calore di cui hai bisogno ma sarà comunque abbastanza traspirante per lo sforzo fisico, specialmente se realizzato con lana merino o poliestere di alta qualità.

I base layer di peso medio sono la scelta più popolare per gli sciatori discesisti: sono molto caldi durante la salita, ma è improbabile che si surriscaldino in discesa.

Sono però meno popolari dei base layer leggeri per l’escursionismo o lo scialpinismo in condizioni moderate, perchè non regolano la temperatura altrettanto bene dei modelli leggeri.

Ma nelle fresche condizioni primaverili e autunnali, un base layer di peso medio può funzionare anche come strato esterno.

Base layer pesanti

Le maglie di base più pesanti sono specializzati in basse temperature o attività relativamente sedentarie (fotografia, notte in bivacco…).

Lo spessore extra inibisce la traspirazione ed è facile iniziare a sudare anche durante brevi passeggiate. Tieni presente che non devi ottenere tutto il tuo isolamento da un singolo capo di abbigliamento. Di conseguenza, puoi sempre aggiungere strati più caldi sopra un base layer leggero o di peso medio.

Ma per l’alpinismo invernale, il freddo estremo o le attività al campo base/bivacco, un baselayer pesante può essere la scelta migliore. Per queste occasioni si può puntare a maglie di lana merino da 400 g / m², che in altri condizioni si trasformerebbero in saune.

Lunghezza e design dei base layer da trekking

Gli strati base sul mercato sono realizzati in due stili principali: pezzo unico o zip, entrambi spesso a collo alto.

Molte persone optano per uno stile a pezzo unico, ma ci sono una serie di motivi per scegliere un modello con cerniera. Un aspetto positivo è la capacità della maglia di adattarsi alle mutevoli condizioni meteorologiche.

Basta chiudere la cerniera per avere più calore all’inizio della salita, e aprirla quando inizi a sudare. E se vuoi rimuovere del tutto la maglietta, è bello non doverti togliere il casco per farlo.

Inoltre, la copertura extra che ottieni con il colletto rialzato fa comodo quando le temperature calano.

Il rovescio della medaglia è che i colletti possono fluttuare se apri la cerniera delle magliette mentre corri. E avere una cerniera sullo strato vicino alla pelle non è comodo come una maglia “pulita” e senza zip.

Vestibilità

Per prestazioni ottimali, gli strati base devono avere una vestibilità aderente. Questo aiuta i tessuti ad assorbire l’umidità dalla pelle in modo più efficiente. Ma per chi vuole indossare un base layer anche in situazioni casual o in città, la vestibilità troppo aderente potrebbe essere un problema.

Il consiglio è quindi di valutare la vestibilità della maglia di base a cui si è interessati, perchè va oltre alla semplice taglia e può influenzare le prestazioni.

Caratteristiche fondamentali del livello base

I base layer possono variare da semplici maglie a collo alto a maglie con zip, cappuccio e tasche sul petto, come felpe.

Se sai che andrai a sovrapporre uno strato intermedio o esterno sopra il tuo strato di base, più semplice è, meglio è. Tuttavia, coloro che indossano il loro strato di base come strato esterno, apprezzeranno le tasche con zip e i passanti per i pollici.

E gli scalatori e gli sciatori trarranno vantaggio da un cappuccio stretto o da un passamontagna che si adatta sotto il casco. Inoltre, alcuni strati di base hanno anche la capacità di bloccare i raggi solari (misurati dal rating UPF).

Come al solito, è bene identificare per cosa utilizzerai il tuo baselayer prima di determinare le funzionalità di cui hai bisogno.

Le migliori offerte

Chiariti quali sono i criteri per scegliere o base layer da trekking, diamo un’occhiata alle migliori offerte che si trovano su Amazon. Nel capitolo successivo proporremo invece le nostre recensioni dei migliori modelli secondo noi.

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I 5 migliori base layer da trekking: recensioni

Patagonia Capilene Air Crew

Iniziamo con un prodotto sintetico, ma di alta qualità. La scelta dei sintetici rispetto alla lana merino ha alcuni vantaggi, i più evidenti dei quali sono il costo e la durata.

Per poco più della metà del prezzo di concorrenti in lana, il Capilene Midweight in poliestere offre simili capacità di assorbimento del calore e dell’umidità.

E probabilmente durerà per molte più stagioni. Inoltre, aggiungiamo pure che Patagonia ha aggiornato l’ultima versione della maglia di base Capilene Midweight con materiali riciclati al 100%.

Cosa sacrifichi scegliendo un base layer sintetico? Il poliestere è abbastanza confortevole ma non così morbido sulla pelle e non regola la temperatura corporea né respinge gli odori come la lana. Questo non significa che il tuo Capilene diventerà puzzolente molto rapidamente. Patagonia infatti ha fatto passi da gigante a riguardo, grazie al trattamento HeiQ Fresh anti-odore. Semplicemente ti ritroverai a lavarla più spesso.

Patagonia M's cap Air Crew Maglia Lunga, Forge Grey-Feather Grey X-Dye, L Uomo
  • Massimo calore unito al massimo comfort
  • Tessuto morbido e delicato sulla pelle
  • Polsini e orlo elasticizzati

Smartwool Merino 250 ¼ Zip

Passiamo ora alla tanto decantata lana merino, con uno dei modelli migliori in commercio. Smartwool è da anni leader nel settore degli strati di base in 100% lana merino e questo modello ha tutte le qualità che cerchiamo.

È caldo, morbido sulla pelle, resiste all’umidità e non trattiene la puzza come le maglie in poliestere. Nel complesso, è un ottimo strato di base per lo sci e altri sport invernali, e ha anche una classificazione UPF 50+ (protezione solare) per l’uso come strato esterno in condizioni climatiche più miti.

Inoltre la zip sul collo permette di regolare il calore nelle situazioni più dinamiche. Difetti? Uno solo: la lana merino non è economica.

Smartwool, Abbigliamento Uomo/NTS Midweight Zip T, Nero (Black), S
  • Vestibilità aderente.
  • Tessuto intrecciato; UPF 50+.
  • Cerniera frontale di 25 cm, con cursore con logo a blocco semiautomatico.

Helly Hansen Lifa Stripe Crew

Base layer da trekking a portata di tutte le tasche, ti manterrà comunque asciutto e abbastanza caldo nella maggior parte delle condizioni sul sentiero. Il tessuto utilizzato è il polipropilene, ed è specializzato nell’assorbimento dell’umidità dalla pelle (molto meglio del poliestere).

Lo svantaggio di questo materiale rispetto al poliestere o al nylon è che non è altrettanto caldo. Il Lifa Stripe Crew rientra nella categoria delle maglie di base leggere, il che significa che fornisce un po’ di isolamento ma richiede un buono strato intermedio.

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Helly Hansen HH LIFA Stripe Crew, Maglia Termica a Maniche Lunghe, Base Layer Leggero e Traspirante Uomo, Nero, M
  • La maglia intima termica HH Lifa Stripe Crew di Helly Hansen è pensata per offrire un isolamento leggero e un elevato comfort per l'uso quotidiano e per le attività sportive più intense
  • Adatto per qualsiasi tipo di sport: ottimale per sci, alpinismo, trekking, corsa, ciclismo e vela, l'intimo termico da uomo a manica lunga è l'indumento ottimale per gli uomini che amano lo sport
  • Con un tessuto traspirante in fibra Lifa, la maglietta termica offre un'asciugatura rapida, una traspirabilità elevata e leggerezza, cuciture piatte per un'alta vestibilità

Icebreaker 200 Oasis

L’Oasis Crew di Icebreaker è realizzato al 100% in lana merino, è molto morbido e ha una vestibilità performante, che funziona bene per lo sci e l’escursionismo con clima fresco.

Il diretto concorrente in questa lista è lo lo Smartwool Merino 250 sopra. Entrambi i modelli sono realizzati al 100% in lana merino e i prezzi sono simili. Entrambi sono comodi, assorbono bene l’umidità e non trattengono gli odori come i sintetici.

Ma l’Oasis è leggermente più morbido e caldo, e di conseguenza meno traspirante.

Icebreaker 200 Oasis LS - Maglia Mezza Zip da Uomo
  • Vestibilità aderente, traspirante e confortevole
  • Cuciture sulle spalle sfalsate per evitare lo sfregamento
  • Cuciture piatte per evitare sfregamenti

Outdoor Research Echo

Modello economico, ha uno straordinario rapporto qualità/prezzo. Dal deserto alle montagne, questa maglia a maniche lunghe è ottima quando si tratta di attività intense, combinando traspirabilità, durata e mobilità, in un pacchetto incredibilmente leggero.

Versatile e utilizzabile sia come strato di base che come strato esterno, difficile trovare un rivale che faccia meglio a questo prezzo entry-level.

Outdoor research
  • Kunstfaser, Langarmshirts, Funktionsunterwäsche, Herren
  • AirVent?: 100% polyesterzur Materialangabe nach Textilkennzeichnungsgesetz