Ne abbiamo già parlato nel nostro articolo sui migliori scarponi da montagna. Per anni si è dato per scontato che le calzature da montagna dovessero essere pesanti, rigide, scomode. Ultimamente questa certezza va sgretolandosi, e parlando delle migliori scarpe da trail running cercheremo di capire anche il perché.

Il trail running, o corsa in montagna, è una disciplina che ha visto un boom straordinario negli anni 2000. Suddivisa in miriadi di sottocategorie, di fatto il minimo comune denominatore di questo sport è la corsa all’aperto, a stretto contatto con la natura, su sentieri, piste forestali, strade bianche.

Ovviamente montagna è sinonimo di dislivello. Il trail runner è quindi abituato a salite spacca-polmoni e discese vertiginose. Situazioni in cui è fondamentale avere ai piedi delle scarpe affidabili, allo stesso tempo veloci e protettive.

Proprio questi modelli, ormai prodotti da tutti i più grandi brand di outdoor, oltre che da realtà nate proprio per la corsa in montagna, sono usati anche per l’escursionismo. Si tratta infatti di scarpe resistenti ma comode, ammortizzate ma piene di trazione. L’ideale per moltissimi tipi di trekking, per i quali gli scarponi potrebbero essere solo un peso inutile.

Ancora più di zaini, giacche softshell, hardshell e ramponi, le scarpe da trail running hanno invaso il mercato con miriadi di varianti. Come capire quali scegliere in base al nostro stile di corsa? E quali modelli sono validi anche per l’escursionismo classico?

Cerchiamo di fare chiarezza con una guida che orienti alla scelta e con delle recensioni dei migliori modelli per correre e camminare sui sentieri selvaggi che più amiamo.

Guida per scegliere le migliori scarpe da trail running

Sarebbe ridicolo limitarsi ad elencare le migliori scarpe da trail running in assoluto. Ogni amante della montagna ha infatti peso, altezza, piedi, stile di corsa e di camminata diversi. Di conseguenza la scarpa perfetta in assoluto non esiste. Esiste solo la scarpa migliore per noi, e per quello che vogliamo fare in montagna.

I campioni della corsa in montagna gareggiano per centinaia di chilometri (e diversi Everest di dislivello) con addosso scarpe leggere, minimaliste. Se un atleta principiante, e magari più pesante di loro, dovesse indossare quei modelli, si ritroverebbe presto infortunato.

L’importante è quindi avere degli elementi per scegliere in base alle nostre caratteristiche, evitando di imitare i professionisti.

Calzata

Se leggete delle recensioni di scarpe da trail running online vi troverete di fronte a un lessico spesso poco chiaro (cushioning, drop 0, EVA…). E si rischia anche di perdersi in lunghe dissertazioni su caratteristiche iper-specifiche, che non si capisce bene che differenza facciano sul sentiero.

Il punto è che tutte queste caratteristiche passano in secondo piano se il modello acquistato è scomodo. Può sembrare un’ovvietà, ma spesso si finisce a parlare del “sesso degli angeli”, ignorando i dati essenziali.

Le scarpe da trail running devono essere comode: niente vesciche, niente dita dei piedi che battono in discesa, niente slittamento del piede ad ogni curva.

É quindi importante sapere che i diversi marchi – e anche i diversi modelli – spesso hanno delle loro calzate che mantengono anche con il passare degli anni e delle edizioni. Nelle recensioni che leggiamo per scegliere la nostra scarpa dobbiamo quindi andare subito a cercare i commenti relativi alla calzata.

È una scarpa fasciante, ottima per chi ha i piedi stretti? Ha una tomaia elastica, che si adatta al piede, o una tomaia rigida, che lo tiene in sede ma che può infastidire chi ha le piante larghe?

Cerchiamo quindi di capire, anche in base alle altre nostre scarpe, se abbiamo il piede largo o stretto, se vogliamo più spazio per le dita o una calzata più precisa e stringente, tipo guanto. Ci piace che il tallone sia ben fermo, o lo vogliamo mobile, libero di muoversi?

Buone notizie: per ognuna di queste sfumature ci sono diversi modelli di scarpe da trail running.

Come trovare la calzata giusta per te

Come già detto, ogni brand punta su un diverso tipo di calzata. Alcuni rimangono più neutri, altri vanno più all’estremo, facendo la gioia di chi cerca qualcosa di molto specifico.

Indicativamente, tutte le scarpe da trail running della Salomon – marchio di punta del settore – tendono a calzare piuttosto strette. Sono quindi adatte a chi vuole una calzata precisa e avvolgente, performante più che comoda.

Un’altra opzione per piedi stretti sono i modelli dell’italiana La Sportiva, che offre diverse possibilità a chi cerca modelli tecnici, resistenti e sensibili.

Se invece cercate delle scarpe con un generoso spazio per l’avampiede, alcuni modelli sono disponibili anche in versione “wide” (larga, appunto).

È il caso ad esempio della Hoka Speedgoat 4, il popolarissimo modello per corse lunghe e ultra (distanze superiori alla maratona). Le Speedgoat proseguono nel solco della tradizione della francese Hoka: ammortizzazione elevata, ottima trazione e comodità che si fa sentire soprattutto nelle lunghe discese.

Marchi come Topo Athtletic e Altra, forse meno noti al grande pubblico ma ben conosciuti dagli appassionati, optano per piante larghe su tutti i loro modelli.

La filosofia alla base di questa scelta è di coinvolgere anche le dita dei piedi in fase di spinta. Ottimo per la meccanica di corsa, e buona notizia per chi soffre di vesciche con le scarpe a punta stretta.

Stabilità

Ognuno corre in modo diverso, e a seconda dell’appoggio del piede tutti i runner, compresi quelli di montagna, si possono dividere in tre categorie:

  • neutri
  • pronati
  • supinati

Il piede neutro appoggia prima il tallone centrale-esterno, successivamente il mesopiede (la parte centrale) per finire con la spinta della parte centrale della punta.

Il piede pronato tende a ruotare decisamente verso l’interno, mentre quello supinato verso l’esterno.

Non necessariamente pronazione e supinazione portano a dolori o a infortuni, perché il corpo può adattarsi e compensare l’appoggio “scorretto”. Ma se il pronatore e il supinatore continuano ad avere problemi muscolo-tendinei, dovrebbero fare più attenzione alla stabilità della scarpa che acquistano.

I pronatori dovrebbero infatti optare per le scarpe da trail running più stabili, che diano sostegno a un piede probabilmente piatto. La scarpa più adatta a loro è piuttosto rigida, e la caviglia è tenuta in sede da una conchiglia molto solida.

Al contrario, i supinatori tendono ad avere una pianta del piede arcuata e un appoggio pesante, che può essere bilanciato con una scarpa ben ammortizzata.

Come capire il tuo tipo di appoggio

Ma come fare a capire se siamo neutri, supinatori o pronati? Un buon indizio – oltre a eventuali dolori – è lo stato di usura delle nostre scarpe.

Di solito il supinatore noterà un’eccessiva usura sull’esterno della suola. Al contrario, il pronatore noterà che la propria suola si è consumata nella parte interna, in prossimità del tallone-mesopiede.

Altra classica prova è quella dell’impronta: basta bagnare le piante dei piedi e appoggiarle su una superficie dove sia visibile l’impronta, come ad esempio uno scottex.

  • Un piede supino ha un’impronta che nella parte centrale (mesopiede) risulta molto sottile
  • Un piede iperpronato ha un’impronta uniforme, dove la parte centrale è larga quasi quando tallone e punta
  • Un piede neutro ha la classica impronta con un mesopiede leggermente più affusolato di punta e tallone, senza esagerazioni

Protezione

Per scegliere le scarpe da trail running è necessario capire anche di quale livello di protezione abbiamo bisogno. E per farlo bisogna valutare il tipo di terreno che affronteremo più spesso.

Inutile comprare una scarpa-carro armato se nel 90% dei casi corriamo su un sentiero del parco cittadino, dove al massimo possiamo incrociare qualche radice.

Montagna, collina, strade sterrate, percorsi misti di asfalto e terra: qual è il tipo di percorso sul quale correremo più spesso?

Per ognuna di queste tipologie di sentiero c’è un livello di protezione ottimale, che sarà massimo per la roccia più tecnica (in particolare per le discese) e minimo per un facile sterrato.

Le scarpe da trail running con una protezione minima sono pensate per terreni uniformi e si avvicinano molto alle scarpe da asfalto. Sono scarpe agili, per chi corre su terreni comodi, dove concentrarsi più sulla performance che su equilibrio e stabilità.

Le scarpe più protettive e pesanti sono invece pensate per sentieri impegnativi, con rocce appuntite e sconnesse. Si tratta di modelli che non garantiscono una velocità di crociera molto elevata, ma ci ricompensano con una corsa senza pensieri, anche sulle discese più tecniche.

Come trovare il livello di protezione più adatto a te

Quando si parla di scarpe protettive non si può non nominare la celebre serie delle Salomon Speedcross, un modello adatto sia per il trail running che per l’escursionismo.

Altrettanto popolare è La Sportiva Ultraraptor, che offre la protezione di uno scarponcino e che farà da scudo contro ogni tipo di impatto, ma a discapito di velocità e precisione.

Un’alternativa meno nota ma altrettanto valida delle Ultraraptor è la Mizuno Wave Mujin 7, vero e propria armatura per chi ha come priorità la sopravvivenza dei piedi su terreni ultra-impegnativi.

Agli antipodi stanno le scarpe da trail running minimaliste, ultraleggere e agili, che non offrono protezione, ma prestazione. Consigliate agli atleti più preparati e atletici, queste scarpe non perdonano troppi errori, urti o terreni particolarmente irregolari.

È il caso delle Scarpa Spin RS (265 grammi contro, ad esempio, i 350 delle Ultraraptor), o di tutta la Serie S-Lab della Salomon, pensata per amatori esigenti o professionisti veri e propri.

Grip (trazione)

Il termine “grip” ricorre in tutte le recensioni delle scarpe di trail running. Con grip si intende la capacità della suola della scarpa di fare attrito su ogni tipo di terreno, evitando di scivolare anche su rocce viscide o discese impervie.

Anche in questo caso, non esiste un modello ideale. Se riteniamo che la trazione sia una caratteristica fondamentale per noi, possiamo puntare su scarpe che adottano una mescola di gomma relativamente morbida. Più morbida è la suola, e più aggressivi i suoi tasselli, maggiore è la presa sul terreno.

Perché allora non dovrebbero tutti comprare scarpe da trail running a suola morbida?

Questi modelli hanno sì un grip eccellente, ma compensano con una scarsa durabilità. Per molti runner potrebbero essere quindi un acquisto sbagliato, soprattutto se si corre su terreni non troppo ripidi, dove la longevità della suola conta più del grip.

Come scegliere il modello in base al grip

Ancora una volta, prima dell’acquisto ragioniamo sui “nostri” sentieri. Abbiamo davvero bisogno di un buon grip, o questa caratteristica passa in secondo piano?

Un solido sterrato, per quanto ripido, non richiede un grip superlativo per permetterci di avanzare, e quindi in questo caso le priorità saranno altre.

Bisogna inoltre considerare il tipo di clima della zona in cui corriamo. Se infatti viviamo in regioni umide e piovose, avremo probabilmente spesso a che fare con muri di fango. In questo caso il grip è molto importante, e ci sono modelli pensati appositamente per questo tipo di terreni.

È il caso delle Inov8 Mudclaw, ovvero “artiglio da fango”: un nome che parla da solo. Si tratta quasi di ramponi da fango, con dei tacchetti che paiono usciti da un campo da calcio.

E se correre nel fango è la nostra perversione, l’intero catalogo Inov8 può fare al caso nostro. Si tratta infatti di un brand inglese, nato per affrontare i sentieri britannici più sdrucciolevoli.

Se invece cerchiamo un grip da clima asciutto, che faccia presa sulle rocce dei sentieri più ripidi, possiamo puntare alle Saucony Peregrine 10. Basta guardare la suola aggressiva, piena di appigli non troppo rigidi, per capire che razza di ventosa sia questa scarpa.

Sull’asciutto si comportano bene anche tutte le Hoka, scarpe francesi più note per l’ammortizzazione, ma che anche in fatto di grip non temono rivali.

Drop (differenziale)

Un altro termine esoterico che viene usato sempre nei siti specializzati in scarpe da trail running è “drop”. Di che cosa si tratta, ed è davvero rilevante per la scelta di un modello?

Il drop – misura che va da 0 a 12mm – è la differenza di altezza che una scarpa presenta tra il tallone e la punta, determinando quindi l’inclinazione del piede.

Una scarpa con drop 12 avrà quindi un “tacco alto”, mentre una scarpa drop 0 idealmente si avvicina a un piede scalzo. Ma che differenza fa?

Il drop e l’appoggio del piede

Le scarpe da trail running dal drop elevato ci portano ad appoggiare per primo il tacco, “rullando” poi verso la punta.

I modelli con un drop basso incoraggiano invece l’atterraggio con la parte centrale del piede. Prova a fare qualche passo di corsa a piedi nudi: dove appoggi per primo il piede? Naturalmente, ti troverai ad appoggiare il mesopiede, la parte più morbida, “ammortizzata”. Un drop basso riproduce questo tipo di movimento.

Ma allora è meglio un drop alto o uno basso?

Su questo tema si sono spesi fiumi di inchiostro, e sarebbe il tema di un intero articolo. Riassumendo, c’è chi sostiene che il drop minimale porti a uno stile di corsa più naturale, che mette al riparo dagli infortuni.

La corrente rivale ribatte invece che il drop basso costringe polpacci e tendini d’Achille a uno sforzo e allungamento continui… e quindi a maggiori infortuni. Chi ha ragione?

Come scegliere il drop

Per ora non esiste uno studio scientifico che abbia dato incontrovertibilmente ragione all’una o all’altra scuola di pensiero. Gli stessi fisioterapisti suggeriscono di alternare scarpe con drop diversi (evitando scarti troppo grandi da un giorno all’altro), così da sollecitare il piede con diversi tipi di appoggio, rafforzandolo.

Il nostro consiglio è di iniziare con un drop “classico”, tra i 5 e gli 8mm, e di cambiare solo se qualche dolore ci suggerisce che non abbiamo bisogno di una piattaforma più o meno inclinata.

Ricordiamo comunque che il cambio di drop va effettuato gradualmente, alternando scarpe diverse nel primo periodo. È infatti provato che un passaggio troppo repentino tra due appoggi diversi a pieno carico può portare ad infortuni.

Questo vale soprattutto per le scarpe a drop 0, alle quali si dovrebbe arrivare solo dopo un lungo periodo di rodaggio, da affiancare al rinforzo dei tendini di Achille con esercizi specifici.

Per fortuna l’offerta anche in questo caso è enorme, e troveremo una scarpa adatta al nostro drop ideale.

Le già nominate Inov8, Altra e Topo Athletic puntano molto sul drop 0, evidenziando i vantaggi della “corsa naturale”.

Marchi come Hoka e Saucony si attestano invece su drop medi, adatti a tutti, tra i 4 e i 6mm. La Salomon e la La Sportiva hanno invece diversi modelli con 8/10mm di differenziale tacco-punta. Un drop che farà felice chi è abituato ai classici modelli da strada, per i quali questi valori sono stati lo standard per anni.

Ammortizzazione

Da non confondersi con il drop, il cosiddetto “cushioning” è il livello di ammortizzazione offerto dalle scarpe da trail running.

Va sottolineato che drop e ammortizzazione sono due fattori ben distinti. Esistono quindi scarpe molto ammortizzate, dotate di una morbida e alta “zeppa”, che allo stesso tempo hanno drop piuttosto bassi.

L’ammortizzazione è infatti determinata solo dallo spessore e dalla spugnosità dell’intersuola: la parte della scarpa tra suola e piede, solitamente costituita da una sorta di schiuma.

L’intersuola assorbe parte dello shock derivato dall’impatto con il terreno, e non influisce in alcun modo sull’inclinazione tacco-punta.

Come scegliere l’ammortizzazione migliore per noi

Come per tutti i fattori fin qui analizzati, il mercato offre l’intero spettro di ammortizzazione: dalla minima alla massima.

Chi dovrebbe ricercare modelli con cushioning elevato?

Un atleta più pesante o che si concentra su percorsi lunghi, non troppo tecnici e con diverse discese. Il cushioning infatti ammorbidisce ogni impatto, rendendo più confortevole la corsa, ma meno accurata la sensazione del terreno.

Immaginiamo di indossare dei guanti da neve: caldi, confortevoli, morbidi. Tutte qualità positive, tuttavia non vorremmo mai usarli per un lavoro manuale di fino. Lo stesso vale per le scarpe.

Chi volesse puntare su un’ammortizzazione da materasso, non ha che bussare a casa Hoka. Il marchio francese ha fatto del cushioning il suo marchio di fabbrica, come dimostrano le intersuole dei suoi modelli, simili a marshmellow. Il massimo per ultramaratone e discese a rotta di collo.

Gli atleti più leggeri, e abituati a corse in salita tecniche e non troppo lunghe, punteranno invece su scarpe con un’ammortizzazione bassa e una grande sensibilità. Come nel caso dei già nominati modelli da gara S-Lab della Salomon.

Impermeabilità

Le scarpe da trail running impermeabili, in Gore-Tex o materiali simili, garantiscono un piede asciutto e caldo anche nelle condizioni climatiche più inclementi. Ma ne abbiamo davvero bisogno?

Questi modelli costano di più e sono molto più caldi, tanto da diventare fastidiosi se indossati per allenamenti estivi.

La maggior parte dei runner preferisce indossare modelli leggeri anche sotto la pioggia, visto che fanno defluire l’acqua molto facilmente. A differenza del Gore-Tex, che la trattiene all’interno, nel caso riesca a entrare attraverso i calzini.

Se invece viviamo in zone particolarmente piovose o nevose, il Gore-Tex è d’obbligo per evitare piedi freddi e umidi, che fanno passare la voglia di correre.

La buona notizia è che moltissimi modelli vengono ormai prodotti sia in versione normale che GTX (in Gore-Tex, appunto), permettendoci di scegliere.

Riassumendo:

  • se metti il piede in acqua o nella neve fino al livello dei lacci, il Gore-Tex è utile
  • se entri con l’intero polpaccio in un torrente, o piove/nevica a dirotto, l’acqua entrerà comunque, e il Gore-Tex la intrappolerà. In questo caso, anche se può sembrare controintuitivo, meglio delle scarpe leggere

Longevità

Mediamente le scarpe da trail running durano tra i 600 e gli 800 km. Superata questa soglia, le suole diventano lisce e le intersuole si induriscono, costringendoci a un cambio per evitare scivolate e ginocchia doloranti.

Come già detto, più morbida è la gomma dell’intersuola, più breve sarà il ciclo di vita della scarpa.

Un suggerimento sempre valido è quello di alternare almeno due paia di scarpe da trail running, così da aumentarne la durata e abituare il corpo a diversi tipi di appoggio.

Questa rotazione evita squilibri e difetti di postura che potrebbero essere legati all’uso continuo di uno stesso modello. La stessa rotazione è consigliabile anche per quanto riguarda i sentieri: meglio alternare sterrati, roccia, asfalto, salite, discese…

Chi gareggia spesso può anche pensare di acquistare una scarpa da usare solo per la competizione, che garantisca ottime performance anche a discapito della durabilità.

Le migliori offerte

Chiariti quali sono i criteri per scegliere le tue scarpe da trail running, diamo un’occhiata alle migliori offerte che si trovano su Amazon. Nel capitolo successivo proporremo invece le nostre recensioni dei migliori modelli in commercio.

Bestseller No. 1
adidas Terrex Agravic Flow, Scarpe da Trail Running Uomo, AMAACI/NEGBÁS/AMALRE, 44 EU
  • Materiale: Sintetico
  • Materiale Interno: Sintetico
  • Altezza Tallone: 22 mm
Bestseller No. 4
CMP – F.lli Campagnolo Maia Shoes, Scarpe da Trail Running Uomo, Nero Nero U901, 43 EU
  • Materiale esterno: sintetico
  • Materiale interno: sintetico
  • Suola: gomma
Bestseller No. 6
Salomon Speedcross 4 Uomo Scarpe da trail running, Nero (Black/Black/Black Metallic), 43 ⅓ EU
  • Scarpe da corsa e da trail running maschili, Ideali per lunghe distanze e su percorsi sterrati
  • Calza perfettamente sul piede, Rapida da mettere grazie al sistema di allacciatura Quicklace, Materiale superiore resistente all'acqua per mantenere i piedi asciutti, Rete antidetriti per evitare che pietre e detriti entrino nella scarpa
  • Scarpa da corsa leggera con suola Ortholite rimovibile realizzata in mousse EVA per piedi sempre asciutti e freschi, Confortevole, Amortizzazione e supporto anatomico dei piedi grazie all'intersuola EVA

Le 5 migliori scarpe da trail running: recensioni

Le migliori tuttofare: Salomon Peregrine 10

Le Peregrine sono un modello da trail running storico, amato e indossato ormai da anni da schiere di appassionati. Il segreto del suo successo è la capacità di accontentare un po’ tutti: gli amanti della velocità, della sicurezza, del grip estremo, dell’ammortizzazione…

Le Peregrine 10 centrano ancora una volta il punto di equilibrio tra tutti questi fattori, rappresentando il modello ideale tanto per il principiante quanto per l’appassionato più esigente.

La calzata fasciante e precisa dà il meglio di sé sui terreni tecnici, e un’intersuola più morbida le rende più piacevoli in discesa rispetto alle già ottime edizioni precedenti. Una scarpa che possiamo tranquillamente indossare anche nelle nostre escursioni.

Saucony Peregrine 10, Scarpe da Trekking Uomo, Vizired/Citron, 44 EU
  • aggetti aggressivi realizzati PWRTRAC gomma aderente
  • Pwrfoam Soletta e Everun topsole per l'ammortizzatore
  • Rinforzato a piedi proteggere dai detriti percorso

Le migliori per corsa ed escursionismo: La Sportiva Ultraraptor

Basta vederle per capire che le La Sportiva Ultraraptor non hanno alcuna ambizione di leggerezza e agilità. Questi “dinosauri” nascono per divorare ogni tipo di sentiero, proteggendo piedi e dita da urti e rocce instabili.

Certo non le useremo per battere il nostro record personale di velocità, ma in compenso possono accompagnarci anche in lunghe e impegnative escursioni. Un modello ibrido, che si rivolge tanto ai runner quanto agli appassionati di trekking stufi del “Vecchio Scarpone”.

Offerta
LA SPORTIVA Ultra Raptor, Scarpe da Trail Running Unisex-Adulto, Black, 45 EU
  • Tessuto air-mesh - La tomaia è in tessuto air-mesh molto traspirante.
  • EVA - La piattaforma in EVA morbida a spessore differenziato (maggiore in punta, inferiore sul tallone) per un ottimo assorbimento dell'impatto in qualsiasi situazione e riduzione del ramp-angle.
  • Sistema allacciatura integrato alla tomaia - Il sistema di allacciatura è integrato alla tomaia a mezzo di fettucce cucite sul tessuto elastico interno e con rinforzi in alta frequenza sul mesh esterno: questo permette di ripartire la tensione dell'allacciatura su tutta la tomaia ed avvolgere meglio il piede.

Le migliori drop 0: Inov8 Terraultra G270

Osannate nelle recensioni dei siti specializzati, queste Inov8 Terraultra G270 sono un concentrato di tecnologia e amore per il trail running. Il drop 0 non è certo per tutti, e per chi non è abituato è consigliabile un periodo di rodaggio in alternanza con modelli dai drop più elevati.

Chi invece si sente pronto alla corsa naturale, troverà nelle G270 un incredibile mix di leggerezza, grip stellare, velocità e protezione. Qualche recensore si è sbilanciato definendole le migliori scarpe da trail running di sempre… noi ci limitiamo a definirle le migliori drop 0: un must per gli appassionati di questa nicchia.

Inov8 Terraultra G270 Scarpe da Trail Corsa - SS21-45.5
  • Mesh traspirante - Migliora la ventilazione e la traspirazione.
  • Strato protettivo - Fornisce protezione alla parte superiore dei piedi.
  • Linguetta leggera Si adatta comodamente alla pelle.

Le migliori scarpe da gara: Salomon S/Lab Sense 7

Queste iconiche piume bianche e rosse sono sinonimo di velocità tanto quanto una Ferrari o Usain Bolt. Limato via ogni grammo in eccesso, rimane l’essenziale: una scarpa avvolgente, precisa e iper-sensibile, adatta a professionisti e atleti che vogliono brillare nel giorno della gara.

Sono scarpe che avranno vita breve e che non andranno molto d’accordo con atleti sopra i 70 chili. Ma come una Formula 1, se affidate al giusto “pilota” porteranno a infrangere tutti i record personali, e a divertirsi come non mai sui sentieri più impervi e tecnici, soprattutto in salita.

Salomon S-Lab Sense 7 Scarpe da Trail Corsa - SS19-42
  • La struttura Natural Motion consente un movimento libero del piede.
  • Sbalzo basso di 4 mm.
  • La tomaia interna avvolge l'avampiede e migliora la sensazione di corsa e la tenuta del piede.

Le migliori per le lunghe distanze: Hoka Speedgoat 4

Hoka è da anni sinonimo di ammortizzazione fuori dalla norma. Veri e propri cuscini, le Speedgoat 4 sono le migliori amiche degli ultrarunner e di chiunque voglia correre in discesa con la facilità e la velocità che solitamente si raggiungono su uno sterrato in piano.

Grip, leggerezza e comodità completano l’identikit di una scarpa iconica, che aiuta a preservare la salute di articolazioni e piedi assorbendo lo shock di ogni nostro passo. Non sarà il modello più sensibile e preciso là fuori, ma è quello che vorrete avere ai piedi dopo diverse ore di corsa su ogni tipo di terreno!

Foto di Free-Photos da Pixabay