Scarponi, scarpette da arrampicata, scarpe da avvicinamento… il mondo delle calzature da montagna è complesso e variegato, e decine di brand si contendono l’attenzione di noi appassionati. Oggi parliamo di corsa in montagna, sport in costante crescita, analizzando le migliori scarpe Salomon da trail running.

Da anni il marchio francese è una delle realtà di punta per gli appassionati di corsa in salita (e in discesa). La loro proposta è davvero enorme, con decine e decine di modelli dedicati esclusivamente al trail. Ma quali sono i migliori? E come scegliere quello che fa al caso nostro?

Con questo articolo cerchiamo di rispondere a queste domande.

Salomon: la storia del marchio

La storia del brand francese inizia con l’acciaio – le segherie savoiarde – e finisce con le piume – i modelli da trail ultraleggeri. Un’epopea che li ha resi un punto di riferimento tra i brand che si occupano di outdoor.

Il marchio vede la luce nel 1957 ad Annecy (Francia, Alta Savoia), dove François Salomon apre un’officina per produrre lame da segheria. Nel 1957 l’azienda prende la strada che la renderà celebre: inizia a produrre lamine in acciaio per sci, e rivoluziona gli attacchi per gli scarponi.

Negli anni ’80 la Salomon diventa leader mondiale nel campo sciistico, e negli anni ’90 decide di dare l’assalto al mercato delle scarpe da trekking. Innovazione e design sono punti di forza dei francesi, che presto esplorano anche gli altri sport da montagna.

La svolta arriva nel 2006, quando nasce la Speedcross, ibrido tra scarpa da trail running e avvicinamento che si propone come una novità assoluta. Un modello di nicchia, sperimentale. Previsione di vendite: 1.000 paia. Vendite effettive: un milione di paia all’anno, solo in Europa.

Inizia la collaborazione con grandi nomi della corsa in montagna. E sempre più le scarpe Salomon diventano sinonimo di prestazione, velocità, ricerca tecnlogica, leggerezza, reattività. La porta a cui bussare se si vuole fare il salto di qualità da appassionato a professionista.

La loro storia ricca di successi prosegue fino ad arrivare fino ad oggi. La Salomon presenta una delle proposte più complete – e complicate! – per tutti gli amanti della corsa in montagna, in ogni sua sfumatura.

Questo marchio è forse più che mai il simbolo della popolarità in ascesa di quello che un tempo era uno sport per pochi. Anche grazie ad alcuni grandi nomi che, scarpe Salomon ai piedi, hanno contribuito a far conoscere questa disciplina anche a chi pensava che la montagna fosse solo sci e alpinismo.

Kilìan: un ambasciatore d’eccezione

Fra vent’anni racconteremo con nostalgia ai nostri nipoti l’epoca d’oro di Messi e Cristiano Ronaldo, Lebron James e Stephen Curry, Federer e Nadal… idoli che sicuramente nella nostra fantasia non avranno paragone con i futuri campioni osannati dalle nuove generazioni.

A questa lista gli appassionati di outdoor possono tranquillamente aggiungere almeno un altro nome, ormai diventato leggendario. Infatti il Messi del trail running è ancora in attività, e nei prossimi continueremo a godere dei suoi exploit.

Parliamo di Kílian Jornet i Burgada, l’ultratrailer e sci alpinista catalano con un elenco di record e vittorie lungo quanto le sue interminabili gare sulle Alpi.

Personaggio poco esposto e con una personalità decisamente meno debordante rispetto agli idoli di altri sport, rimane però un punto di riferimento per tutti gli amanti di fatica e natura.

Il trail running è uno sport sfaccettato, con molte varianti e sottodiscipline, e non è detto che non ci siano atleti ancora più esplosivi e performanti di Kilian. Quel che è certo è che, malgrado il suo carattere schivo, è diventato una bandiera della corsa in montagna e non solo.

Con le sue avventure si fa testimone di un modo di vivere la natura a 360°, eleggendola a stile di vita, più che a semplice sfondo per i suoi record.

Guardando i suoi video su Youtube ci fa sembrare facili le imprese più assurde. Un neofita potrebbe credere che quelle corse in salita, da lui affrontate con la leggerezza di un bambino che gioca, non siano in fondo così dure. Alla prima prova il neofita si dovrà ricredere…

Ma qui più che di Kilian ci interessiamo alle sue scarpe Salomon, che immancabilmente lo accompagnano. Bianche e rosse, dall’aspetto di Formula 1 ultraleggere, eleganti e aggressive, questi pesi piuma raccontano di un modo nuovo di vivere la montagna. Poca protezione e resistenza, tanta velocità e precisione.

Non sono scarpe per tutti, e la Salomon lo sa bene. Lasciamo pure al loro ambassador numero uno queste monoposto e concentriamoci pure sul loro vasto catalogo, che anche grazia a Kilian è ormai una Bibbia per ogni trail runner.

Scarpe Salomon: caratteristiche generali

Quando si esplora il catalogo delle scarpe Salomon ci si trova di fronte a una selva di modelli con nomi e sigle misteriosi, che spesso si assomigliano.

Diventa davvero difficile trovare quello che cerchiamo, visto che la scelta della casa francese è quella di proporre scarpe iperspecializzate. Il che significa che dobbiamo avere ben chiaro qual è il nostro stile di corsa, per poi individuare il modello più adatto tra i tanti disponibili.

Iniziamo con delle linee guida di base.

Calzata precisa e ammortizzazione minima

Così come per altri pezzi di attrezzatura, ogni brand dà ai suoi prodotti un’impronta specifica, che li differenzia dalla concorrenza.

Ad esempio, le scarpe Salomon da trail running tendono ad avere una calzata aderente, stretta e precisa, e un’ammortizzazione minima.

La premessa è che nel loro smisurato catalogo troveremo anche eccezioni che confermano la regola, ma l’identikit del loro modello medio è questo. Una scarpa performante, da terreni tecnici, dove comodità e durata vengono in secondo piano rispetto ad agilità e velocità.

Motivo per cui le scarpe “high cushion” (molto ammortizzate) di Salomon sono dei modelli “secchi” (poco ammortizzati) e minimali rispetto alle scarpe “high cushion” di marchi come Hoka e Altra. Non a caso nominiamo due brand noti per i loro “cuscini” generosi sotto i piedi.

Le scarpe di Salomon generalmente forniscono quindi una corsa più solida e molta sensazione al suolo. Tendenzialmente le persone con i piedi più larghi faticano a trovare scarpe Salomon abbastanza spaziose nella parte centrale del piede. Tuttavia la casa francese ha alcuni modelli che sono disponibili in una versione “ampia”.

Drop relativamente alti

Le scarpe Salomon tendono ad avere un drop più elevato rispetto alla media delle rivali. Il drop – come ricorderemo a breve – è la differenza di altezza tra il tallone e la punta del piede dentro alla scarpa, misurata in mm.

In genere le scarpe rese famose da Kilian si collocano nell’intervallo di 6-10 mm, mentre molti concorrenti puntano ai 4-5mm o addirittura al radicale drop 0.

I modelli S/Lab

Quando trovate dei modelli con la sigla “S / Lab”, sapete che siete davanti a un modello da gara, pensato soprattutto per i professionisti o per gli appassionati più assidui.

Le scarpe Salomon S/Lab sono leggere e puntano tutto sulla velocità. Usarle per allenamenti lunghi e lenti significa distruggerle presto, mentre dovrebbero essere preservate esclusivamente per il giorno della gara.

Il sistema Quicklace

Altro marchio di fabbrica è il sistema Quicklace, ovvero di allacciatura rapida. Le scarpe Salomon da trail running non hanno quindi i classici lacci, ma un sottile cordino con una “fibbia” che lo fa scorrere fino alla tenuta desiderata. Basta tirare la fibbia, e le scarpe sono “allacciate”.

La fibbia e il laccio in eccesso si infilano quindi in una tasca sulla parte superiore della linguetta, evitando di avere parti svolazzanti durante la corsa.

Modelli impermeabili

Salomon produce anche versioni impermeabili di molti dei loro modelli popolari, sia con inserto in Gore-Tex che con inserto impermeabile di loro proprietà.

Le versioni impermeabili sono estremamente simili alle versioni non impermeabili in termini di supporto, ammortizzazione e sensazione del sentiero. Ma ovviamente forniscono una migliore protezione dagli agenti atmosferici e tendono anche ad essere significativamente meno traspiranti.

Contagrip

Infine, le scarpe Salomon utilizzano la mescola di gomma “Contagrip” per le suole, in tre varianti principali. Contagrip TA è la versione più “appiccicosa” e meno resistente, Contagrip MD è la meno appiccicosa e più resistente e Contagrip MA è una buona via di mezzo.

Scarpe Salomon: guida all’acquisto

Abbiamo cercato di riassumere quali siano le caratteristiche generali delle scarpe Salomon da trail running. Rimane da capire come scegliere quelle che ci accompagneranno nelle nostre prossime corse, iniziando ad orientarci nel complesso labirinto della loro offerta.

Protezione

Abbiamo detto che le scarpe Salomon tendono ad avere una protezione minore rispetto alla media, soprattutto quando si tratta dei loro modelli da gara. Come per ogni altra caratteristica generale dei loro prodotti, va detto che esistono eccezioni, e che il marchio francese cerca di avere almeno un modello per tutti i gusti.

In ogni caso, prima dell’acquisto bisogna chiedersi se si ha davvero bisogno di protezione, e in che misura. Per farlo si deve valutare il tipo di terreno che affronteremo più spesso.

Inutile comprare una scarpa a prova di bomba se nel 90% dei casi corriamo su un sentiero del parco cittadino, dove al massimo possiamo inciampare in qualche sasso. Montagna, collina, strade sterrate, percorsi misti di asfalto e terra: qual è il tipo di percorso sul quale correremo più spesso?

Per ognuna di queste tipologie di sentiero c’è un livello di protezione ottimale, che sarà massimo per la roccia più tecnica (in particolare per le discese) e minimo per un facile sterrato.

Chiaramente durante una gara potremmo rinunciare a proteggere completamente piedi e dita, in favore di leggerezza e velocità. Questo se tecnica ed esperienza ce lo permettono!

Le scarpe da trail running con una protezione minima sono pensate per terreni uniformi e si avvicinano molto alle scarpe da asfalto. Sono scarpe agili, per chi corre su terreni comodi, dove concentrarsi più sulla performance che su equilibrio e stabilità.

La maggior parte degli appassionati per gli allenamenti sceglie terreni non lontani da casa, con queste caratteristiche. Ecco quindi che le scarpe Salomon (relativamente) “indifese” come le Sense Ride non rappresentano un problema.

Le scarpe più protettive e pesanti sono invece pensate per sentieri impegnativi, con rocce appuntite e sconnesse.

Si tratta di modelli che non garantiscono una velocità di crociera molto elevata, ma ci ricompensano con una corsa senza pensieri, anche sulle discese più tecniche. Sono particolarmente importanti per atleti pesanti, dalla corsa poco agile.

In questa categoria non possono non venire in mente le già nominate Speedcross.

Grip (trazione)

Il termine “grip” è un must nelle recensioni delle scarpe di trail running. Con grip si intende la capacità della suola della scarpa di fare attrito su ogni tipo di terreno, evitando di scivolare anche su rocce viscide o discese impervie.

Anche in questo caso, non esiste un modello ideale. Se riteniamo che la trazione sia una caratteristica fondamentale per noi, possiamo puntare su scarpe che adottano una mescola di gomma relativamente morbida. Che nel caso delle scarpe Salomon sarà la Contagrip TA. Più morbida è la suola, e più aggressivi i suoi tasselli, maggiore è la presa sul terreno.

Il punto debole di questi modelli è la scarsa resistenza, fattore importante se riteniamo di usarle per lunghi e frequenti allenamenti.

Ancora una volta, prima dell’acquisto dovremmo ragionare sui “nostri” sentieri. Abbiamo davvero bisogno di un buon grip, o questa caratteristica passa in secondo piano?

Un solido sterrato, per quanto ripido, non richiede un grip superlativo per permetterci di avanzare, e quindi in questo caso le priorità saranno altre.

Bisogna inoltre considerare il tipo di clima della zona in cui corriamo.Se infatti viviamo in regioni umide e piovose, avremo probabilmente spesso a che fare con sentieri fangosi.

In questo caso il grip è molto importante, e ci sono modelli pensati appositamente per questo tipo di terreni. Le Speedcross ancora una volta sono un’ottima scelta.

Un modello come le Sense 4 Pro fa invece molto bene sull’asciutto, l’ideale per terreni tecnici con rocce e traversi.

Drop (differenziale)

Un altro termine misterioso che viene usato sempre nei siti specializzati in scarpe da trail running è “drop”. Di che cosa si tratta, ed è davvero importante per la scelta di un modello?

Come già detto, il drop – misura che va da 0 a 12mm – è la differenza di altezza che una scarpa presenta tra il tallone e la punta, determinando quindi l’inclinazione del piede.

Una scarpa con drop 12 avrà quindi un “tacco alto”, mentre una scarpa drop 0 idealmente si avvicina a un piede scalzo. Ma che differenza fa?

Le scarpe da trail running dal drop elevato ci portano ad appoggiare per primo il tacco, “rullando” poi verso la punta.

I modelli con un drop basso incoraggiano invece l’atterraggio con la parte centrale del piede. Prova a fare qualche passo di corsa a piedi nudi: dove appoggi per primo il piede? Naturalmente, ti troverai ad appoggiare il mesopiede, la parte più morbida, “ammortizzata”. Un drop basso riproduce questo tipo di movimento.

Ma allora è meglio un drop alto o uno basso?

Su questo tema ci sarebbe molto da dire, e non c’è totale unanimità nella comunità dei runner. Riassumendo, c’è chi sostiene che il drop minimale porti a uno stile di corsa più naturale, che mette al riparo dagli infortuni.

In mancanza di evidenze scientifiche incontrovertibili, gli stessi fisioterapisti suggeriscono di alternare scarpe con drop diversi (evitando scarti troppo grandi da un giorno all’altro). In questo modo andremo a sollecitare il piede con diversi tipi di appoggio, rafforzandolo.

Il nostro consiglio è di iniziare con un drop “classico”, tra i 5e gli 8mm, e di cambiare solo se qualche dolore ci suggerisce che non abbiamo bisogno di una piattaforma più o meno inclinata.

E proprio in questa fascia di drop si collocano quasi tutte le scarpe Salomon da trail running, rendendole in questo senso ideali anche per un primo approccio a questo sport.

Ammortizzazione

Da non confondersi con il drop, il cosiddetto “cushioning” è il livello di ammortizzazioneofferto dalle scarpe da trail running.

Va sottolineato che drop e ammortizzazione sono due fattori ben distinti. Esistono quindi scarpe molto ammortizzate che allo stesso tempo hanno drop piuttosto bassi.

L’ammortizzazione è infatti determinata solo dallo spessore e dalla morbidezza dell’intersuola: la parte della scarpa tra suola e piede, solitamente costituita da una sorta di schiuma.

L’intersuola assorbe parte dello shock derivato dall’impatto con il terreno, e non influisce in alcun modo sull’inclinazione tacco-punta.

Ancora una volta, non c’è un livello di ammortizzazione migliore degli altri. Dipende dal tipo di sentiero che affrontiamo, dal nostro peso e dalla nostra tecnica di corsa.

Un atleta più pesante o che si concentra su percorsi lunghi, non troppo tecnici e con diverse discese dovrebbe puntare su ammortizzazione elevata. Il cushioning infatti ammorbidisce ogni impatto, rendendo più confortevole la corsa, ma meno accurata la sensazione del terreno.

In questo caso le recentissime Salomon Ultra-Glide (all’uscita di questo articolo non ancora disponibili sul mercato italiano) potrebbero fare al caso suo.

Gli atleti più leggeri, e abituati a corse in salita tecniche e non troppo lunghe, punteranno invece su scarpe con un’ammortizzazione bassa e una grande sensibilità. Come nel caso delle già nominate scarpe Salomon della famiglia S/Lab, come le S/Lab Sense 8.

Impermeabilità

Si è detto che esistono scarpe Salomon da trail running impermeabili, con inserti in Gore-Tex o materiali proprietari. Ma ne abbiamo davvero bisogno?

Questi modelli costano di più e sono molto più caldi, tanto da diventare fastidiosi se indossati per allenamenti estivi.

La maggior parte dei corridori di montagna preferisce indossare modelli leggeri anche quando piove (protetti dalla giusta antipioggia), visto che fanno uscire l’acqua molto facilmente. A differenza delle membrane impermeabili, che la trattengono all’interno, nel caso riesca a entrare attraverso polsini e calzini.

Se invece viviamo in zone particolarmente piovose o nevose, il Gore-Tex è d’obbligo per evitare piedi freddi e umidi, che fanno passare la voglia di correre e possono causare vesciche.

La buona notizia è che moltissimi modelli vengono ormai prodotti sia in versione normale che GTX (in Gore-Tex, appunto), permettendoci di scegliere.

Le migliori offerte

Chiariti quali sono i criteri per scegliere le scarpe Salomon, diamo un’occhiata alle migliori offerte che si trovano su Amazon. Nel capitolo successivo proporremo invece le nostre recensioni dei migliori modelli secondo noi.

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  • Scarpa da corsa leggera con suola Ortholite rimovibile realizzata in mousse EVA e un rivestimento in Gore-Tex per piedi sempre asciutti e freschi, Confortevole, Amortizzazione e supporto anatomico dei piedi grazie all'intersuola EVA
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Le 5 migliori scarpe Salomon da trail running: recensioni

Le migliori entry level: Sense Ride 4

La famiglia Sense Ride ha sempre proposto scarpe relativamente ammortizzate, soprattutto sul tallone, e indulgenti, adatte anche a chi inizia a correre in montagna.

Grazie al cuscinetto Optivibe, le Sense Ride 4 sono una combinazione di protezione dagli impatti, comfort e reattività, per una corsa morbida, anche sulla lunga distanza.

I principianti apprezzeranno la capacità di queste scarpe Salomon di adattarsi a vari terreni, dando stabilità, senza eccedere nel peso (diminuito rispetto alle Sense Ride 3). E una volta che le loro prestazioni miglioreranno, la scarpa li asseconderà con la sua calzata fasciante e la sua agilità.

Le migliori per le lunghissime distanze: S/Lab Ultra

Progettate per le gare più lunghe, le Salomon S/Lab Ultra sono scarpe veloci, reattive, stabili e protettive. E, soprattutto, ammortizzate quanto basta per macinare chilometri in montagna.

Se per le distanze medio-lunghe altri modelli fanno meglio in quando a velocità e agilità, le S/Lab Ultra sono decisamente più adatte a superare la barriera della maratona.

Intersuola e suola si comportano bene su qualsiasi tipo di terreno, dall’asfalto al tecnico, e saranno apprezzati da tutti i trail runner più esigenti. Ed è a loro che questo modello si rivolge, come tutti quelli targati S/Lab: prezzo e prestazioni sono alti, e sarebbero sprecati per un principiante.

Le migliori per le vertical: S/Lab Sense 7

Le vertical sono gare/allenamenti su terreni particolarmente ripidi e spesso tecnici. Queste pendenze riducono naturalmente la velocità, e impediscono al piede di impattare troppo duramente con il terreno. I modelli dedicati a queste corse possono quindi puntare tutto su leggerezza e precisione, curandosi meno di protezione e resistenza.

Le S/Lab Sense 7 tra le scarpe Salomon sono quelle più vertical-oriented. Con un drop di soli 4mm (piede praticamente a terra, grande sensibilità del terreno), protezione minima e tomaia ultraleggera, non sono scarpe per tutti.

Queste piume sono di una precisione chirurgica, hanno un grip da urlo e permettono al runner di concentrarsi solo sui suoi sforzi, dimenticando di avere delle scarpe ai piedi. Dedicate a chi cerca di sconfiggere la gravità, soprattutto il giorno della gara.

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Le migliori per il fango: Speedcross 4

Comfort e calzata sono le grandi sorprese di queste scarpe Salomon che potrebbero dare l’idea di scomodità a un primo approccio.

La coppa del tallone non è troppo profonda e ha buoni livelli di ammortizzazione intorno alla caviglia. Il grip è ottimo nella maggior parte delle condizioni, dal fango all’asfalto, grazie a tasselli ben distanziati e aggressivi.

Di fatto le Speedcross non hanno bisogno di grandi presentazioni, visto che sono tra le più popolari scarpe da trail di sempre. Possono essere usate anche per escursionismo e avvicinamento, e nella loro versione in Gore-Tex ci accompagneranno in qualsiasi condizione climatica.

Le migliori da allenamento: Ultra/Pro

La Salomon Ultra/Pro è una scarpa che eccelle soprattutto nelle corse più lunghe su sentieri abbastanza morbidi e non tecnici. Offre una corsa più ammortizzata e una tomaia più resistente rispetto ad altri modelli Salomon, anche se certo non ha cuscini estremi come quelli delle scarpe Hoka.

Questo modello è comodo anche dopo molti km, grazie ai sostegni che avvolgono la parte centrale del piede, fornendo un abbraccio stabilizzante anche quando iniziano a gonfiarsi.

La suola Premium Wet Contagrip è ottima sia su rocce scivolose che su terreno asciutto e ripido.

Non fatevi ingannare dal nome: non è pensata solo per le ultramaratone, né tantomeno solo per i professionisti. Si tratta di una scarpa “tuttofare” di ottima qualità, che resisterà per mesi agli urti del nostro ciclo settimanale di allenamenti.

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