Continuiamo le nostre guide sulle migliori corde per arrampicata e alpinismo e oggi vi parliamo di quelle della Petzl, un marchio molto conosciuto, tra i più rinomati sul mercato.

Petzl ha una lunga storia alle spalle, e questa esperienza l’ha portata a diventare un punto di riferimento per moltissimi alpinisti e amanti della montagna, che vogliono acquistare prodotti affidabili e di qualità.

La corda è una parte importantissima del nostro equipaggiamento, ecco perché molti scelgono di averne una che possa rispondere a tutte le esigenze di un climber. Petzl ha un catalogo molto ampio, che va dalle lampade frontali agli imbraghi e molto altro.

Oggi vedremo le loro migliori corde, le loro caratteristiche e perché vale la pena acquistarle.

Ma prima di passare al marchio Petzl, facciamo un breve ripasso sulle caratteristiche generali delle corde da arrampicata e alpinismo per sapere esattamente cosa si deve valutare al momento dell’acquisto.

Attività in cui si usa la corda

Ci sono moltissime attività lavorative in cui è previsto l’uso di corde. Pensiamo ad esempio alla potatura di alberi, alla pulizia di vetri di palazzi, ai lavori quota in generale…

Petzl e altri marchi propongono attrezzatura anche per questo tipo di attività. Ma il nostro scopo è di concentrarci solo sulla montagna e sulla parte “ludica”, ovvero arrampicata e alpinismo.

In queste due attività la corda è uno dei componenti principali dell’attrezzatura.

Per salire le montagne non è per forza necessario legarsi. Pensiamo ad Alex Honnold o agli anni ’80 in cui Manolo scalava senza alcuna corda. Si tratta di una disciplina spettacolare, che comporta rischi enormi. Si sta diffondendo sempre più ma le conseguenze possono essere fatali. Basta una piccola distrazione, un crampo, un insetto che ci disturba o della pioggia per farci precipitare. Chi compie queste imprese ha nervi saldi e controllo quasi assoluto sulle proprie emozioni. Sbagliare significa morire, quasi sempre.

Ma per chi preferisce metodi di arrampicata più tradizionali (e decisamente meno pericolosi) l’utilizzo della corda è indispensabile. Sia per affrontare una falesia, dove ci leghiamo con il nostro compagno e a turno scaliamo, facendo passare la corda nei rinvii collegati agli spit. Sia che siamo impegnati su una via in alta montagna.

Nel primo caso ci si affida a corde robuste, di diametri elevati, perché le cadute e i “voli” sono molto frequenti: in molte pareti, a seconda della difficoltà e del livello del climber, si procede qualche metro e si cade, e si ripete il tutto. Il peso è certo importante, ma non è indispensabile avere sempre il materiale più leggero.

Nel caso invece dell’alpinismo le situazioni possono essere diverse, spesso si preferisce portare con sé una corda sottile, che ci permette di abbassare il peso complessivo del nostro materiale. E in molti casi non ci si assicura con chiodi alle pareti, dipende dal grado. Cambiano quindi anche le lunghezze e i tipi di corde.

Sono situazioni che richiedono attrezzatura leggermente diversa e chi ha esperienza sa cosa deve portare a seconda della giornata che intende fare.

Anche nelle ferrate può capitare di dover usare una corda, o uno spezzone. Perché magari il tratto che stiamo percorrendo è franato, oppure mancano dei fittoni lungo una cengia, e così via. In questi casi si tratta si corde statiche, impiegate per mettere corde fisse sul percorso. Vedremo dopo la differenza con le corde dinamiche.

Vediamo innanzitutto le varie caratteristiche e i tipi di corde.

Caratteristiche e tipi di corde

Corde statiche e corde dinamiche

Le corde si suddividono principalmente in due categorie: quelle statiche e quelle dinamiche.

Le prime non sono adatte per arrampicare, perché si tratta di corde che non hanno caratteristiche di elasticità. Questo provocherebbe danni al climber in caso di caduta, perché tutta la forza dell’impatto verrebbe trasmessa sulla persona.

Sono adatte per mettere corde fisse, o spostare carichi su pareti. Un esempio può essere quando ci troviamo di fronte una cengia molto esposta e vogliamo avere una sicurezza in più: in questo caso fissiamo una fissa alla parete per procedere o far procedere altri.

Le corde dinamiche sono invece quelle più adatte per arrampicare perché appunto si possono allungare quando vengono sollecitate. Se provando a tirarle con le mani questo sembra impossibile, quando si cade il peso del nostro corpo fa si che che si allunghino, a volte anche di metri. Il vantaggio è evidente: come dicevamo prima, significa che il trauma che riceviamo è decisamente minore.

Le corde dinamiche sono a loro volta suddivise in singole, gemellari e mezze corde.

Le singole (o semplici) sono le classiche corde che si usano per legarsi al compagno mentre si arrampica. Sono anche l’oggetto delle nostre recensioni in questo articolo, che vedremo dopo.

Le corde gemellari sono invece molto sottili, e devono essere sempre usate in coppia. Il loro utilizzo è principalmente per fare corde fisse o andare in conserva.

Infine le mezze corde sono adatte soprattutto per l’alpinismo e i punti di ancoraggio.

Concentriamoci allora sulle più classiche e diffuse corde per arrampicare, ovvero le corde singole dinamiche.

Materiali e struttura

Le corde moderne sono prodotte principalmente in nylon. Questo garantisce maggior elasticità e resistenza rispetto alle corde che si usavano una volta, ovvero quelle in canapa. Queste erano pesanti e quando si cadeva non riuscivano ad attutire i colpi, lasciando tutto il trauma sull’alpinista.

La struttura delle corde moderne prevede una parte interna, detta anima o “core” in inglese. E una esterna che viene definita guaina o anche camicia. Questo tipo di struttura fu inventata dall’azienda Edelrid, di cui abbiamo recensito le corde (vedi articolo qui) e rispetto al passato costituisce una sorta di piccola rivoluzione perché tra i vantaggi vi è sicuramente una miglior resistenza generale, sia al peso che all’abrasione, oltre che a maggiore flessibilità e leggerezza.

Lunghezza

Le corde si trovano di solito in misure da 60 o 70 metri, ma sono disponibili anche corde da 100m o altre misure. Diciamo che lo standard sono 60 o 70.

Come capire che lunghezza ci serve? Dobbiamo basarci sul tipo di parete che vogliamo fare. Indicativamente se intendiamo scalare una via di 20 metri in falesia avremo bisogno di una corda da almeno 40 metri, ci serve sempre il doppio di quello che vogliamo fare.

Se una volta il peso era un problema, al giorno d’oggi si possono acquistare corde più lunghe perché i nuovi materiali permettono di mantenerle comunque abbastanza leggere.

Diametro

I diametri possono andare da 9 a 10,5mm.

Come fare per capire quale diametro è adatto alle nostre uscite? Dicevamo che chi fa alpinismo di solito preferisce diametri sottili per agevolare il trasporto. Chi fa arrampicata sportiva può invece puntare su diametri maggiori, che sono in grado di garantire maggiore resistenza e soprattutto maggiore attrito quando passano nel gri-gri o nel secchiello. La capacità frenante viene in questo modo aumentata, molto utile soprattutto ai principianti.

Lo svantaggio è che però la corda si usura più velocemente, ma alcuni trattamenti che le aziende usano le rendono comunque molto longeve.

Una via di mezzo molto versatile è tra i 9,4 e i 9,6mm.

Peso

Il peso di una corda è dato in grammi per metro. Dipende molto dal tipo di materiale impiegato.

Ovviamente per il peso complessivo si guarda anche alla lunghezza totale della coda stessa. Si sente quando stiamo portando sullo zaino una corda pesante. Quindi se possibile puntiamo alla leggerezza.

Forza di arresto

La forza di arresto è un aspetto fondamentale di ogni corda. Viene misurata in kN ed è la forza che la corda trasmette ad un peso, in questo caso il climber. Meglio avere corde con forze basse, perché avremo meno trauma su chi arrampica.

Trattamenti

Dicevamo prima che esistono trattamenti per rendere le corde più resistenti. Ma anche più scorrevoli, o impermeabili. Quest’ultimo trattamento è particolarmente importante se intendiamo portare la corda in situazioni in cui ci sono ghiaccio o fango, perché senza trattamento avremo corde che diventano più pesanti e meno scorrevoli. Il che non è poco quando siamo impegnati su una via difficile.

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Quanto spendere?

La classica risposta a questa domanda è “dipende”. Ma per semplificare diciamo che non è necessario spendere troppo quando si è agli inizi.

É decisamente oneroso cominciare una nuova passione. Nel caso dell’arrampicata significa acquistare il casco, l’imbrago, la corda, le scarpette, il sacchetto porta-magnesite, i moschettoni, eventuale abbigliamento, altri accessori… La lista potrebbe essere quasi infinita.

É quindi normale cercare di risparmiare dove si può. Se da un alto è meglio farlo su oggetti che non hanno a che fare direttamente con la nostra sicurezza (meglio risparmiare su una maglia che sull’imbrago…) dall’altro lato è anche vero che per le corde non serve spendere una cifra folle.

Restando su circa 100€ troviamo modelli di buona qualità, che garantiscono sicurezza, anche se magari non offrono il massimo delle caratteristiche.

Lasciamo stare però prodotti a prezzi stracciati. Ma nemmeno svuotiamo il portafogli con corde da esperti, a meno che non si possa farlo.

Per avere la certezza che la corda sia buona, è importante che riporti l’indicazione della normativa EN 892.

Si tratta di una certificazione prevista per legge e che impone alcuni importanti requisiti minimi di sicurezza per la vendita. Secondo questi requisiti, le corde devono essere testate prima di essere immesse sul mercato.

In pratica vengono misurate la resistenza ad alcuni carichi, per replicare le condizioni delle cadute di un climber in parete. In questo modo si può capire se la corda attutisce gli impatti o meno. E se resiste.

Manutenzione della corda e sostituzione

Quando si parla di sostituire la corda si sentono le più varie affermazioni. C’è chi dice che una corda può durare anche 20 anni.

Sicuramente i materiali moderni permettono di allungare la vita e di poter usare la stessa corda per molto tempo. Ma è anche vero che si usurano col tempo, perdono elasticità, possono presentare difetti che ne compromettono l’efficacia e la sicurezza.

Il consiglio che molti danno è di cambiarla ogni 5 anni, a prescindere da quanto sia stata utilizzata.

É una sorta di regola di buon senso. In fin dei conti la corda è un elemento fondamentale della catena di assicurazione. Se per qualche motivo viene a mancare, possiamo rischiare la vita.

Ma ognuno può decidere quanto usarla.

Consigliamo però di tenerla bene. Questo vuol dire usare sempre una sacca da mettere sotto la corda mentre si arrampica. Così facendo eviteremo che la corda si sporchi e, nel caso dovessimo inavvertitamente calpestarla, non sfregherebbe contro sassi e rocce del terreno. Non sembra, ma il solo sfregamento sul terreno può danneggiare una corda, è quindi un punto da tenere bene a mente quando si sta per iniziare una via.

Ricordarsi poi di controllarla ogni volta che si esce. Ci potrebbero essere alcuni tagli o abrasioni di cui non ci eravamo accorti. In quel caso, meglio sostituirla.

Come pulire la corda? Basta immergerla in acqua, ma che non sia superiore ai 30 gradi o si rovinerebbe. Si possono usare detergenti a patto che siano quelli specifici per corde. Ricordiamoci poi che come con qualsiasi altro materiale da montagna non bisogna lasciarla asciugare al sole, né vicino a fonti di calore. Cercate un posto ventilato, ma all’ombra.

Il marchio Petzl

Chi frequenta la montagna avrà sentito nominare Petzl almeno una volta nella vita. Si tratta di un marchio davvero famoso e ben conosciuto in tutto l’ambiente dell’alpinismo e dell’escursionismo. Questo perché da anni produce decine di oggetti e attrezzatura per ogni tipo di attività in montagna.

Se quello che ti serve è una lampada frontale, Petzl ne ha quante ne vuoi. Se invece hai bisogno di moschettoni, imbraghi, gri-gri o caschi, anche qui Petzl ha un catalogo davvero ben assortito.

Ma questi sono materiali che anche molte altre aziende offrono. Cosa distingue Petzl dal resto?

Sicuramente l’esperienza.

L’azienda nasce negli anni ’30 in un paesino francese tra le montagne, dove Fernand Petzl, un appassionato speleologo e scalatore, si mette a ideare nuovi modi per aumentare la sicurezza durante le sue escursioni e giri in grotta. Non era facile trovare materiali e attrezzatura in giro, non c’erano negozi specializzati allora. Decise quindi di fabbricarli lui stesso.

Quello a cui puntava era di creare prodotti tecnologicamente avanzati, in grado di offrire comfort ed elevati standard di sicurezza.

La sua fabbrica crebbe negli anni a seguire fino a diventare quello che è oggi, un’azienda tra le principali al mondo nella produzione di attrezzatura da montagna, soprattutto per arrampicata, ma anche per alpinismo in generale, sci alpinismo ed altri sport.

Ambassador

Gli ambassador sono atleti sponsorizzati da un marchio. Possono gareggiare in competizioni, oppure più semplicemente provare i materiali dell’azienda e recensirli. Ogni grande marchio ha il suo team di atleti e Petzl non è da meno. Tra le sue file troviamo due personaggi eccezionali, nomi di punta dell’arrampicata mondiale, ovvero Chris Sharma e Alex Huber. Vale la pena spendere due parole su questi due atleti.

Alexander Huber

Alex Huber è tedesco ed è diventato famoso negli anni per le sue imprese, spesso affrontate assieme al fratello Thomas, altro grande climber.

Nel 1996 è riuscito a scalare il primo 9a+ del mondo. Se non avete dimestichezza con i gradi in arrampicata, vi basti pensare che 9a+ è una via di difficoltà estrema, dove spesso ci si deve affidare ad appigli pressoché inesistenti.

Ha inoltre aperto 5 nuove vie su El Capitan, nel parco dello Yosemite negli Stati Uniti. Ha poi aperto e ripetuto altre importanti vie sul Monte Bianco, sulle Tre Cime di Lavaredo, in Pakistan, in Patagonia. Un vero alpinista completo e dalle doti eccezionali.

Chris Sharma

Su Chris Sharma basta dire è stato per molto tempo considerato il miglior climber al mondo. Ha salito molte tra le vie più difficili, parliamo di gradi 9a e 9b. Tra le varie imprese anche una via su un arco di roccia in mezzo al mare, a Maiorca. Vive in Spagna dove continua ad arrampicare e provare nuove vie, instancabile da questo punto di vista.

Le 6 migliori corde Petzl

Petzl Volta 9,2 mm

La Volta è una corda singola molto sottile, ed è il massimo della leggerezza. Oltre a questo, è anche decisamente resistente e versatile, facile da utilizzare in qualsiasi situazione. É anche davvero maneggevole grazie al processo EverFlex.

Trattata con il Duratec Dry, trattamento che la rende longeva e performante. Lavorata con Ultrasonic Finish, altra tecnologia della Petzl che prevede di unire guaina e anima alle estremità, in modo da evitarne la rottura.

Ideale per: alpinismo, utilizzo su roccia, neve e ghiaccio.

Specifiche Tecniche:

  • Diametro: 9,2 mm
  • Peso: 55 grammi al metro
  • Trattamento: Duratec Dry, UltraSonic Finish, EverFlex
  • Forza di arresto: 8.6 kN
  • Allungamento statico: 7,5 %
  • Allungamento dinamico: 33 %

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Petzl Arial 9,5 mm

Saliamo di diametro e vediamo invece questa Arial. Si tratta di una 9,5 mm, il che la colloca tra le corde di medio spessore. Questo la rende decisamente versatile, è infatti ideale sia per arrampicare che per l’alpinismo.

Simile alla Volta per i trattamenti impiegati nella sua costruzione, ovvero Duratec Dry, Ultrasonic e Everflex, la Arial si differenzia però per la resistenza, soprattutto all’abrasione, che in questo caso è maggiore e la rende più adatta al lavoro delle vie.

Un modello eccellente, consigliato per chi cerca alta qualità, prestazioni e versatilità.

Ideale per: sia arrampicata che alpinismo

Specifiche Tecniche:

  • Diametro: 9,5 mm
  • Peso: 58 grammi al metro
  • Trattamento: Duratec Dry, UltraSonic, Everflex
  • Forza di arresto: 8.8 kN
  • Allungamento statico: 7,6 %
  • Allungamento dinamico: 32 %

PETZL Arial 9.5 mm, Corda Unisex-Adulto, Rosso, 60 m
  • Diametro: 9,5 mm; Peso al metro: 58 g
  • Tipo di corda: (CE EN 892, UIAA): corda singola; Costruzione: 40 tempo; Materiali: Poliammide
  • Percentuale guaina: 40%; Numero di cadute fattore 1,77: 7

Petzl Contact Wall 9,8 mm

Continuiamo a salire di diametro e troviamo la Contact Wall. Si tratta di una corda singola specificamente progettata per essere usata nelle palestre indoor e nelle pareti artificiali.

Abbiamo esempi di centri del genere in tutta Italia, sono strutture che se da un lato non hanno il fascino delle vie in ambiente, sono senza alcun dubbio davvero comode e perfette per allenarsi (un esempio qui).

La lunghezza è di 30 o 40m, ed è dotata di ottima flessibilità, perfetta per le manovre con i dispositivi di assicurazione. Molto buona anche la resistenza all’abrasione.

Ideale per: palestre indoor

Specifiche Tecniche:

  • Diametro: 9,8 mm
  • Peso: 60 grammi al metro
  • Trattamento: Everflex, Ultrasonic Finish
  • Forza di arresto: 8,4 kN
  • Allungamento statico: 9%
  • Allungamento dinamico: 35%

PETZL Contact Wall 9.8 mm, Corda Unisex-Adulto, Verde, 40 m
  • Diametro: 9,8 mm; Peso al metro: 60 g
  • Tipo di corda: (CE EN 892, UIAA): corda singola; Costruzione: 40 tempo; Materiali: Poliammide
  • Percentuale guaina: 41%; Numero di cadute fattore 1,77: 7

Petzl Mambo 10,1 mm

Con un diametro di 10,1 mm la Mambo è la compagna ideale per chi cerca il massimo della sicurezza.

Lo spessore consente di avere un ottimo attrito quando passa nel gri-gri o nel secchiello, questo consente di ottenere una frenata maggiore rispetto a corde di diametri minori. Perfetta quindi per chi vuole il massimo controllo o per principianti.

Ideale per: palestre indoor e falesia, anche principianti

Specifiche Tecniche:

  • Diametro: 10,1mm
  • Peso: 65g per metro
  • Trattamento: Everflex, Ultrasonic Finish
  • Forza di arresto: 8,5 kN
  • Allungamento statico: 8,5%
  • Allungamento dinamico:34%
PETZL Mambo 10.1 mm, Corda Unisex-Adulto, Turchese, 50 m
  • Diametro: 10,1 mm; Peso al metro: 65 g
  • Tipo di corda: (CE EN 892, UIAA): corda singola; Costruzione: 40 tempo; Materiali: Poliammide
  • Percentuale guaina: 37%; Numero di cadute fattore 1,77: 7

Petzl Paso 7,7mm

Non si tratta di una corda singola supersottile, ma di una mezza corda. Ideale per situazioni estreme, dove ghiaccio e freddo sono di casa. Non è solo estremamente compatta, ma anche decisamente leggera.

Corda che nasce con trattamento Guide UIAA Dry, che garantisce di mantenerla asciutta, in qualsiasi condizione.

Ideale per: alpinismo e arrampicata su ghiaccio

Specifiche Tecniche:

  • Diametro: 7,7mm
  • Peso: 40 grammi per metro
  • Trattamento: Guide UIAA Dry, Ultrasonic Finish, Everflex
  • Forza di arresto: 6 kN (mezza), 10 kN (gemella)
  • Allungamento statico: 8,5%
  • Allungamento dinamico: 31
PETZL – Paso Guide, Corda Doppia da 7,7 mm di Diametro con Trattamento UIAA Dry. 50 m
  • Diametro: 7.7 mm, 7.7 mm
  • Attività specifica: Arrampicata multipitch, Arrampicata su ghiaccio
  • Lunghezza corda: 50 m

Petzl Push 9mm

Aggiungiamo anche una corda specifica per chi ama la speleologia. La Petzl Push è semi statica, ed è disponibile nelle lunghezze da 40 fino a 70metri. Ottima prensilità per agevolare la discesa.

Presente il Middle-mark a metà corda e prodotta con rifinitura Ultrasonic Finish.

Ideale per: speleologia e torrentismo

Specifiche Tecniche:

  • Diametro: 9 mm
  • Peso: 56 grammi per metro
  • Trattamento: Thermo Shield, Pro Dry, Duo Tec
  • Forza di arresto: 4 kN
  • Allungamento statico: 3,5

PETZL Corda Push 9 Mm 70 M Arancione, Unisex Adulto, One Size
  • Corda semistatica da 9 mm di diametro destinata alla pratica autonoma della speleologia e del torrentismo, per garantire una buona prensilità e un eccellente rapporto peso/resistenza.Utilizzabile in speleologia, torrentismo e per il sollevamento. 70 m

Conclusioni

Eccoci alla fine della nostra guida sulle corde Petzl. Oltre ad aver rivisto le principali caratteristiche delle corde e alcuni consigli importanti che diamo sempre a chi inizia con questa bellissima attività, abbiamo fatto una breve carrellata di quelle che secondo noi sono le migliori corde di questa eccellente azienda.

Come sempre vi ricordiamo che oltre a questo articolo potete trovare tutte le altre informazioni sulle corde in Migliori corde da arrampicata e alpinismo.

Non ci resta che augurarvi, come sempre, buona salita!