É mattina presto, una domenica di metà ottobre. Ci troviamo al nostro solito punto di ritrovo con gli amici e si parte, destinazione montagna per una bella escursione.

Parcheggiata l’auto, ci prepariamo e iniziamo la salita. Dopo poche centinaia di metri, inizia a diventare abbastanza ripida, la zona è priva di alberi e il sole, nonostante sia ottobre, si fa sentire. E la temperatura sale. Ecco che dopo pochi minuti iniziamo ad avere caldo e ci fermiamo per togliere la maglia maniche lunghe, restando solo con la t-shirt da trekking.

Continuiamo così per un’oretta circa, ma ad un certo punto il sentiero si inoltra nel bosco e diventa un po’ più pianeggiante. Anche la temperatura che sentiamo sembra essere più fresca, e una leggera brezza raffredda il petto, fradicio di sudore.

Quindi ci fermiamo per una breve sosta e per metterci qualcosa. Ma cosa mettiamo? La maglia lunga in micropile di prima? Troppo caldo. Di restare in maglietta non se ne parla o rischiamo di prenderci un raffreddore o un’influenza.

Ecco che allora ci ricordiamo di aver messo nello zaino anche il nostro gilet… semplicemente perfetto per questo momento!

Questo è un classico esempio che spiega il perché avere un gilet tra il nostro equipaggiamento sia una cosa saggia.

Sono moltissime, infatti, le situazioni in cui ci si trova ad aver bisogno di una via di mezzo, un capo che protegga dal vento ma al tempo stesso non faccia troppo caldo, che lasci il corpo respirare, ma riparando anche da un’eventuale pioggia leggera.

Il gilet (chiamato anche vest) fa proprio questo.

É un indumento che non tutti i principianti prendono in considerazione all’inizio. Si è già dovuto sborsare parecchi soldi per pantaloni, scarponi, zaini e il resto dell’attrezzatura… un gilet sembra proprio un accessorio non necessario. E poi lo zaino è sempre pieno, non c’è posto per un oggetto che magari non useremo…

Ma basta fare un giro con chi ha esperienza di montagna, o iscriversi ad un corso del CAI per capire quanto siano pratici e utili questi indumenti.

É vero che non sono sempre necessari, dipende dal periodo, dalla quota, dalle zone che frequentiamo. Ma possiamo dire che nella maggior parte dei casi un buon gilet sarà molto apprezzato.

Come scegliere il gilet da trekking

Essenzialmente un gilet da trekking deve fare bene alcune cose, tra cui, a seconda dell’utilizzo e del modello, troviamo proteggere dal vento e dall’aria, proteggere dall’umidità e dalla pioggia, traspirare, tenere un po’ di calore, essere resistente e durare a lungo.

E infine, ma non ultimo per importanza, deve essere confortevole quando lo indossiamo.

Vediamo allora ognuno di questi punti, così da capire veramente di cosa abbiamo bisogno per le nostre uscite e quale modello ci conviene cercare.

Protezione dal vento

Uno dei motivi principali per cui vogliamo usare i gilet, è che ci proteggono dall’aria e dal vento, soprattutto sul petto e sulla schiena. Queste sono le parti più esposte all’aria e quando sono sudate si raffreddano velocemente, anche se abbiamo una buona maglietta tecnica che di certo aiuta, ma non risolve.

Tenete sempre conto del cosiddetto effetto Windchill, cioè del fatto che la temperatura esterna e quella che invece percepiamo possono essere molto diverse tra loro. Infatti il vento ci fa sentire più freddo, perché porta via calore dal nostro corpo. A causa di questo, pur essendoci ad esempio 5° nell’ambiente esterno, potremmo sentirne 0° sul nostro corpo… É quindi un aspetto da tenere bene a mente quando si cammina in montagna, soprattutto in media e alta quota, o in autunno e inverno.

Quindi il gilet deve fermare il vento. Molti sono infatti classificati come “wind-stopper” proprio per questo. Alcuni modelli, quelli più leggeri, nascono proprio per bloccare l’aria, e spesso non hanno altre caratteristiche rilevanti. Oppure ne troviamo che oltre al vento possono proteggere anche dalla pioggia, o tenerci al caldo.

Per chi cerca uno strato leggerissimo e non ingombrante, esistono modelli che si ripiegano e diventano grandi quanto un pugno.

Protezione dalla pioggia

Molti gilet sono idrorepellenti, altri sono quasi completamente impermeabili. Ricordiamo infatti che c’è una sostanziale differenza tra idrorepellenza e impermeabilità. La prima sta ad indicare che l’indumento non si bagna facilmente, perché riesce a far scivolare via l’acqua, ma sotto ad una pioggia vera e propria non riesce a proteggere bene, e dobbiamo aggiungere uno strato, tipo una giacca.

Mentre se il prodotto è impermeabile significa che non lascerà passare l’acqua, ma anche qui ci sono capi diversi, alcuni reggono meglio di altri. Dipende dalla colonna d’acqua, un dato che può andare da 1000mm fino a 20.000 mm. Più alto è questo dato è più il gilet riuscirà a proteggerci.

Ma è chiaro che se cerchiamo di restare completamente all’asciutto dobbiamo avere una giacca hardshell, che copra anche le braccia e sia davvero resistente agli agenti atmosferici (dai un’occhiata al nostro articolo dedicato alle giacche).

Materiali e traspirabilità

La traspirabilità è una caratteristica molto importante. Dopotutto quando siamo in montagna ci muoviamo molto e questo comporta sudare, a volte in grandi quantità se fa davvero caldo.

E come tutti i capi di abbigliamento per la montagna, anche il gilet deve garantire un certo grado di traspirabilità, così che l’umidità che si crea sulla nostra pelle venga fatta uscire e non rimanga a inzupparci.

Il concetto di traspirabilità è per forza di cose collegato al tipo di materiale impiegato. Ecco perché la maggior parte dei gilet tecnici per lo sport sono fatti in poliestere, un materiale che viene impiegato da molti anni per la produzione di tantissimi indumenti sportivi (magliette, intimo, giacche…) e che oltre ad essere resistente è appunto traspirante.

Alcuni modelli di gilet sono però in materiali diversi: possono essere in pile o piuma o altri materiali. In questo caso se hanno un ulteriore strato impermeabile all’esterno potranno tenere la pioggia, altrimenti non avranno questo tipo di capacità, ma solo quella termica.

I gilet in pile sono un esempio di quanto appena detto: non sono adatti per proteggere dal vento, né dalla pioggia. Vanno usati solo in condizioni di bel tempo, oppure mettendoci sopra un altro strato più resistente.

Lo stesso vale per i gilet imbottiti in piuma: avranno ottime proprietà termiche, proteggendoci dal freddo, ma in quanto a idrorepellenza non potranno far molto.

Esistono invece gilet davvero sottili, anti-vento e che offrono buona protezione dalle intemperie, che sono adatti alle giornate più calde e quando lo sforzo è intenso. Anche per chi fa trail running, ad esempio, e cerca il massimo della traspirabilità.

Capacità termiche

Dicevamo che questo punto dipende dal tipo di gilet che abbiamo. Alcuni non sono fatti per tenere il calore, servono solo come anti-vento o per la pioggia. Altri invece possono avere proprietà termiche vere e proprie, come è il caso di quelli in piuma o in pile.

Se ci serve un capo per escursioni estive, possiamo prenderne uno non imbottito, di quelli composti da un unico strato. Andrà molto bene anche in primavera e in autunno, nelle giornate più calde.

Se invece ci piace fare trekking anche d’inverno, potremmo scegliere un imbottito. La piuma è l’imbottitura che garantisce, di solito, una migliore capacità di mantenerci al caldo; inoltre questi modelli possono essere facili da comprimere e molto leggeri. Ma la piuma potrebbe bagnarsi più rapidamente se non rivestita da un buon materiale idrorepellente.

Esistono anche soluzioni imbottite con materiale sintetico, in ovatta ad esempio, che offrono comunque calore e danno anche più protezione contro l’umidità.

Altra soluzione è quella rappresentata dal classico gilet in pile, che può andar bene in molte occasioni, ma che, come accennavamo prima, deve anch’esso essere rivestito con uno strato impermeabile se intendiamo portarlo sopra al resto.

Resistenza e durabilità

Punto debole di molti gilet “minimali”, ovvero quelli leggerissimi e sottilissimi che di solito si vedono anche addosso ai runner, è che al primo ramo o rovo che trovano si lacerano subito.

Ci sono poi diversi gradi di resistenza, anche in quei modelli, ma diciamo che non sono il massimo se vogliamo qualcosa di resistente. Dobbiamo in questo caso scegliere quelli con uno strato leggermente più spesso.

Più resistenza significa però, quasi sempre, un po’ più di peso e un po’ meno traspirabilità. Per chi fa trekking o alpinismo ci sono tantissimi modelli che sono proprio una via di mezzo, resistenti e che traspirano a sufficienza. Per chi fa corsa in montagna potrebbe invece essere necessario restare su quelli meno resistenti, che sono più fragili ma offrono eccellente ventilazione, necessaria per il tipo di sforzo molto intenso.

Più sotto vedremo alcuni esempi.

Sulla durata possiamo dire che i gilet possono durare molti anni, anche 15-20 se trattati bene. É quindi sensato spendere un po’ di più all’inizio per avere un capo che duri a lungo, che ci offre comfort e qualità elevati, e che non necessita di essere sostituito troppo in fretta, dando così una mano anche all’ambiente.

Il comfort

Tutto l’abbigliamento da montagna deve essere confortevole. Questo è abbastanza ovvio. Dopotutto dobbiamo passare molte ore con addosso magliette, giacche, intimo, etc. Un indumento scomodo, che irrita o ci infastidisce in alcuni punti è da evitare.

I gilet sono di solito molto comodi. L’unico punto che potrebbe dar fastidio è sotto le ascelle se prendiamo una taglia troppo piccola o stretta. Ma generalmente queste zone sono rivestite in materiali morbidi che non creano problemi.

Con cappuccio o senza

Su questo punto possiamo dire che avere un cappuccio può essere utile, ma non è indispensabile. Anzi, a volte potrebbe anche essere d’impiccio, magari perché abbiamo lo zaino o perché dobbiamo mettere una giacca sopra.

La maggior parte dei gilet è infatti priva del cappuccio. Ma è questione di gusti, si trovano anche modelli che lo offrono.

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L’importanza di avere gli strati giusti

Dopo aver visto le caratteristiche principali dei gilet da trekking, soffermiamoci un momento su un aspetto troppo spesso trascurato da chi è alle prime armi.

Quando si va in montagna è preferibile essere vestiti a strati. Il motivo è che così facendo sarà molto facile toglierne uno quando fa caldo, o viceversa, aggiungerne uno se la temperatura cala.

Ma quello a cui bisogna fare attenzione è che tutti questi strati devono avere una cosa in comune: essere traspiranti. Infatti non serve a nulla avere un’ottima maglietta tecnica super costosa se poi sopra ci mettiamo un k-way che crea un effetto serra. L’umidità rimarrebbe incastrata tra la maglietta e il k-way, lasciandoci comunque bagnati.

Lo stesso vale se mettiamo una maglia in pile pesante, di quello non proprio adatto a fare sport. Meglio un capo in micro-pile.

Ecco perché è bene avere l’abbigliamento tecnico giusto su tutti gli strati.

Gilet o giacca?

Molti si chiedono cosa sia meglio, se il gilet o la giacca. Ma la domanda non si pone, nel senso che la risposta sarebbe: entrambi. Sono due elementi diversi, che quasi sempre vanno portati entrambi con noi.

Si può scegliere di lasciare a casa la giacca solo se facciamo un giro breve, il meteo è davvero buono e restiamo a quote molto basse. Altrimenti la giacca va sempre portata. E dovrebbe essere anti-pioggia, soprattutto se il nostro gilet non tiene molto l’acqua.

I 7 migliori gilet da trekking

Ecco allora la nostra scelta di gilet per il trekking. Ne abbiamo individuati 7 e siamo certi che tra questi troverete quello giusto per voi.

CMP Windproof Waistcoat

CMP è il nome che identifica tutti i prodotti outdoor dell’azienda Campagnolo, un marchio nato a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, e che ha origini negli anni ’50. Si tratta di un’azienda di famiglia che è cresciuta moltissimo e che ora produce ottimi capi di abbigliamento per la montagna, spesso a prezzi più bassi di altri.

Questo Windproof Waistcoat è un prodotto leggerissimo, pensato soprattutto per chi fa trail running e corsa, ma che va benissimo quando si è in escursione in giornate molto calde e si ha bisogno di uno strato minimale, quel tanto che basta per proteggerci dall’aria man mano che saliamo di quota, senza però aggiungere ulteriore calore.

Realizzato in poliestere al 100%, ha una comoda cerniera su tutta la lunghezza del tronco, ed è provvisto di alcuni piccoli ma efficaci inserti riflettenti per essere visti al buio.

La parte posteriore a contatto con la schiena è fatta in rete mesh, estremamente traspirante, ideale proprio per tutte le situazioni in cui si suda molto.

Questo modello è ottimo per evitare di raffreddare il petto e la gola, dispone infatti di un collo alto, ma per quanto riguarda l’acqua è solo leggermente idrorepellente, non protegge dalla pioggia.

Disponibile in 5 diverse colorazioni

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Decathlon Trek 500

Ecco invece un modelllo della Decathlon pensato per essere un anti-vento, ma con un tocco di calore in più.

Il Trek 500 è un ottimo prodotto, ideato per chi vuole un gilet leggero, ma molto confortevole, per le mezze stagioni o per i giorni estivi più freschi.

Al suo interno è rivestito da tessuto morbido con buone proprietà termiche. Sulla schiena troviamo il Microgrid, un pile appositamente studiato per traspirare e lasciare che l’umidità esca. Questo materiale proviene da fonti riciclate.

É idrorepellente, presenta 3 diverse tasche di cui una con la zip per riporre gli oggetti più importanti.

Sotto le braccia offre degli ottimi inserti in lana merinos, che oltre a diminuire i cattivi odori hanno anche il grande vantaggio di essere confortevoli a contatto con la pelle e soprattutto traspirano benissimo. Forse ci stupirà sapere che la lana non è solo uno dei materiali migliori in assoluto in quanto a capacità termiche, ma è anche molto traspirante. Viene infatti usata in moltissimi prodotti per la montagna, di solito in quelli di fascia più alta e più costosi.

Un motivo in più per scegliere questo gilet, che per quello che offre ha un costo decisamente basso.

Haglofs L.I.M. Barrier

Andiamo su di livello e anche di prezzo per vedere questo Haglofs LIM Barrier. Si tratta in questo caso di un capo molto tecnico, per chi vuole fare escursionismo avanzato, alpinismo o anche sci-alpinismo.

Realizzato al 100% in poliammide, e imbottito con uno dei migliori materiali in circolazione, il Primaloft: è la versione sintetica della piuma d’oca, frutto di anni di ricerche che hanno permesso di sviluppare un materiale che riesce a dare gli stessi risultati in termini di calore, ma avendo anche il vantaggio di essere idrorepellente, quindi più versatile rispetto alla piuma. Inoltre non ha bisogno di particolari accorgimenti, può essere schiacciato e compresso senza il rischio di rovinarlo. In questo gilet Haglofs ha adottato un particolare tipo di Primaloft, l’Aerogel, composto da aria per il 95%, e le capacità termiche sono eccellenti.

Nonostante le caratteristiche termiche, che potrebbero far pensare ad un capo pesante, il Barrier è leggerissimo, il che lo rende perfetto essere riposto nello zaino per qualunque uscita.

CMP Softshell Vest – Donna

Un altro prodotto della CMP, questa volta dedicato alle donne. Si tratta di un gilet in softshell, caratterizzato da tecnologia Clima Protect di CMP che garantisce traspirabilità ma anche una leggera capacità termica.

É un modello molto morbido e confortevole, che ripara dal vento e anche dalla pioggia, ma senza essere impermeabile, solo idrorepellente.

Molto comode le 3 tasche, tutte con cerniera, e il collo alto a riparare la gola.

Montura Wind Revolution

E passiamo invece ad un altro grande marchio, Montura, per parlare di uno dei loro prodotti migliori.

Il Wind Revolution è un capo tecnico indicato per chi fa trekking, ma anche per climber e per l’outdoor in generale.

Caratterizzato da materiali di elevata qualità, riesce a dare un comfort impareggiabile. Il tessuto impiegato è il poliestere DWR Stretch, molto morbido ed estremamente traspirante, in parte anche foderato in rete.

La cerniera è a tutta lunghezza, e presenta due comode tasche con zip. Il collo è molto alto per garantire protezione. Quest’ultimo, assieme alle maniche al girovita sono rivestiti con materiale elastico per dare massima libertà di movimento.

Un prodotto che ha ottima durata che non deluderà nemmeno il trekker più esigente.

Decathlon Trek 100

Il Trek 100 è un gilet imbottito, realizzato per le giornate fresche di mezza stagione. Dal look molto piacevole e casual, può essere indossato anche in città.

L’imbottitura è in ovatta, riciclata al 70%, fatta di fibre elicoidali che offrono resistenza, comfort e calore. Non teme l’umidità. Nonostante questo non è un gilet impermeabile, ma ha una buona idrorepellenza.

Un vantaggio di avere un’imbottitura in ovatta è che si può lavare tranquillamente in lavatrice senza preoccuparsi di danneggiarla, ovviamente se fatto ad un massimo di 30°.

Dotato di elastici per stringere o allentare il giro vita.

Grande vantaggio di questo modello è le sue dimensioni: una volta tolto può essere compresso fino a diventare poco più grande di una mano. Perfetto per i viaggi e quando non abbiamo molto spazio a disposizione.

Salewa Sorapis

Questo di Salewa è un gilet davvero leggero, sottilissimo, che non si sente addosso.

Realizzato con struttura in softshell con tecnologia Durastretch che lo rende resistente ed elastico, e non teme gli spallacci dello zaino o sfregature contro la roccia. Creato con trattamento anti odore, che permette di evitare molti lavaggi.

É il gilet ideale per chi fa alpinismo ed escursionismo. Semplice, minimale, che può essere messo ovunque ed essere usato in tantissime situazioni.

SALEWA Sorapis Dst M VST Gilet da Uomo, Uomo, Gilet, 00-0000028044, Premium Blu Navy, 3XL
  • Collo alto stretto con cerniera
  • Cerniera frontale con patta interna antivento completa
  • Tasca sul petto con cerniera

Conclusioni sui gilet da trekking

Scegliere l’abbigliamento per andare in montagna può essere piacevole, ma anche frustrante. In questi anni abbiamo a disposizione talmente tante marche e prodotti diversi che orientarsi diventa sempre più difficile.

Ma in tutto questo c’è ovviamente anche un lato positivo, ovvero il fatto che più modelli si trovano e più possibilità abbiamo di trovare il prodotto che si avvicina alle nostre esigenze, anche quelle più particolari.

Il gilet diventerà un compagno fidato di tantissime escursioni, ne siamo certi perché lo portiamo sempre anche noi in molte delle nostre avventure.

Non vi resta quindi che individuare quello adatto a voi e… iniziare a camminare.

Non avete trovato il gilet ideale tra quelli che vi abbiamo proposto oggi? Provate a dare un’occhiata alla sezione Piumini e Gilet.