Il mondo del drop zero

Avete mai visto qualcuno correre con la Vibram Five Fingers? Potrebbe essere un’esperienza che vi mette un po’ di dolore solo a guardarla

Perché la prima cosa che viene in mente è che quella persona sta sentendo male ai piedi.

Ma in realtà le cose potrebbero essere un po’ diverse da ciò che sembrano…

Sono scarpe (o forse meglio definirle guanti) che hanno la stessa forma del piede, comprese le dita separate una dall’altra, e che al posto della classica suola da scarpe hanno una sottile protezione in materiale Vibram.

Nient’altro.

Si tratta di un modello estremo, che curiosamente era nato solo per essere usato sulle barche a vela.

Poi un certo Barefoot Ted chiese all’azienda di sponsorizzarlo…

Questo tipo particolarmente logorroico ma simpatico, non era il primo a voler avere maggiore libertà di movimento sui piedi e correre in modo naturale.

Grazie anche a libri di successo come Born To Run, il movimento dei piedi nudi (o quasi) si è diffuso velocemente negli scorsi decenni.

Ma qual è il motivo di tale diffusione?

Esistono molti studi che dimostrano come le nostre scarpe da running classiche siano a volte controproducenti per la nostra salute.

L’elevata ammortizzazione da un lato sembra attutire i traumi, ma dall’altro ci porta a correre usando i piedi in modo non proprio naturale. Fate una prova: correte 100 metri con delle scarpe classiche, ammortizzate, e poi fate lo stesso con dei sandali, di quelli bassi, senza troppa protezione.

Vi accorgerete subito della differenza su come appoggiate i piedi. Non scenderete più di tallone.

E la sensibilità col terreno? L’avete mai sentita? Se avete sempre corso con scarpe “normali”, probabilmente no. Eppure è una bellissima sensazione, che potrebbe farvi sentire più a contatto con la strada, o con il sentiero se fate trail running.

Inoltre, la struttura delle scarpe da corsa classiche tende a guidare troppo il piede, a dirgli cosa fare, anche quando non avrebbe bisogno. Pensiamo ad esempio alle scarpe che cercano di ridurre l’iperpronazione del piede, cosa che in alcuni casi va fatta, ma non sempre.

C’è poi, ovviamente, il drop, che i minimalisti del Barefoot running vorrebbero ridotto a zero… Si tratta della differenza di altezza tra la parte anteriore della scarpa e quella posteriore. Di solito la parte anteriore è leggermente più bassa di quella posteriore.

Si parla di millimetri, ma tanto basta per cambiare il modo in cui appoggiamo il piede a terra durante la corsa.

Un drop elevato, ad esempio di 12 mm, promuove un appoggio del piede che prevede il tallone come primo punto di impatto a terra. Mentre drop di 0-6 mm aiutano ad atterrare con il mesopiede o con la punta.

Quali sono i vantaggi del Barefoot Running?

Volendo riassumere i vantaggi del correre in modo naturale, possiamo dire che possono essere i seguenti:

  • migliore sensibilità col terreno
  • libertà di movimento del piede
  • riduzione degli infortuni
  • promozione di meccanica di corsa più naturale
  • migliore economia di corsa

Ma c’è da dire che questo non vale per tutti i runner. E il passaggio ad una scarpa che promuove questo tipo di impostazione potrebbe a volte farci più male che bene.

Vediamo perché.

Perché Altra sta avendo successo

Non serve per forza indossare le Five fingers per avvicinarsi al mondo più “naturale”…

Le scarpe Altra sono un ottimo esempio di come si può dare più attenzione alla libertà di movimento, allo spazio tra le dita, ad una meccanica del piede più naturale, senza però stravolgere completamente quello a cui siamo abituati.

Con le Altra si passa ad un altro livello, ma lo si fa in relativa sicurezza. Infatti passare al barefoot running non è affatto uno scherzo.

Certo, può essere benefico per i nostri piedi… Certo, l’uomo non è nato con le scarpe e il piede è fatto per essere libero…

Ma un cambio drastico può portare ad infortuni molto seri, perché i nostri piedi e gmabe non sono abituati.

Il tendine d’Achille, le caviglie e i polpacci sono tra le parti più a rischio. Il passaggio deve avvenire in modo estremamente graduale, si parla di mesi in cui si alternano scarpe di drop diversi, per poi iniziare magari con qualche corsetta su un prato a piedi nudi, e così via.

Con le Altra si può sperimentare senza rischiare di farsi male, se facciamo bene i nostri compiti.

Altra questione da valutare è la pronazione del piede, di cui accennavo prima. Se sappiamo di avere un piede che prona gravemente, cede troppo verso l’interno, le scarpe Altra potrebbero non essere la soluzione, anzi.

Perché in quel caso si ha bisogno di supporto, e anche di rigidità della suola, per evitare che l’arco collassi verso l’interno e ci provochi problemi e infortuni.

Questo succede durante un normale allenamento, per chi ha questo problema, ma succede ancor più spesso durante le uscite lunghe, quando la stanchezza ci porta usare male i muscoli dei glutei e delle gambe, indebolendo anche quelle parti del piede che devono sostenere l’arco.

È il motivo per cui scarpe come Hoka puntano a suole piuttosto rigide e talloni ben fermi e strutturati.

C’è da dire che in molti casi runner che soffrivano di iperpronazione hanno risolto allenando i muscoli dei piedi e riadattandosi lentamente a scarpe più flessibili, come le Altra.

Ma questo processo va provato solo se seguiti da un professionista, e comunque non è detto che modificare questi aspetti legati alla meccanica di corsa porti per forza a dei miglioramenti.

Anni e anni di abitudine a portare scarpe “tradizionali”, ad atterrare con il tallone, a correre magari non usando bene braccia, addominali e schiena, possono essere difficili da far dimenticare al nostro corpo.

Ma sperimentare, con un buon programma, può farci diventare runner migliori.

Spazio per le tue dita

Le scarpe Altra non si differenziano dalla altre solo per il drop zero.

Un altro elemento caratteristico di questo brand è la sua missione nel cercare di darci una calzatura che sia confortevole.

E su questo si potrebeb dire “beh, tutte le marche cercano di farlo…”. Verissimo, ma Altra è stata una delle prime a cercare di dare comfort e maggiore libertà sulla parte anteriore della scarpa.

Se conoscete o averte sentito parlare del mondo dell’ultrarunning, forse sapete cosa intendo dire.

Quando si affrontano lunghe distanze, cioò quelle che superano la distanza della maratona, siamo nel campo dell’ultrarunning.

Un contesto particolare, molto impegnativo, ma di cui fanno parte ormai migliaia e migliaia di runner. I limiti si stanno abbassando sempre più, e anche chi assolutamente non avrebbe mai detto di poter correre un’ultra si è poi ritrovato a provarle e ad amarle.

Quello che conta dire in questo articolo, è che aumentando di molto la lunghezza del percorso aumentano anche le ore in cui restiamo con i piedi dentro alle scarpe.

E più tempo può significare problemi di vario tipo.

Ad esempio durante la corsa il piede tende a gonfiarsi leggermente. È un fenomeno assolutamente normale, ma può farci sentire “stretti” e desiderare una scarpa più grande.

un problema correlato è la comparsa di vesciche. Queste sono causate da sfregamento continuo su un punto della scarpa, oppure tra le dita, o anche sulla pianta del piede.

Il sudore bagna la pelle e la rende più vulnerabile alle vesciche.

Ecco perché è più facile che compaiano quanto più restiamo con i piedi “intrappolati”.

Uno dei modi per evitare questi problemi è quello di dare più spazio ai piedi. Cosa non sempre semplice da fare, perché lasciare più spazio potrebbe voler dire anche diminuire la stabilità e la tenuta del piede.

Ma Altra anche su questo riesce a fare un ottimo lavoro: lascia spazio in punta, ma allo stesso tempo assicura un’eccellente tenuta su tutta la scarpa.

Ammortizzazione e protezione

Altro elemento che differenzia le Altra, è la protezione che offrono.

Se pensiamo alle Five Fingers citate prima, capiamo subito come non sia affatto facile stare ore ed ore in guantini del genere senza ritrovarsi con i piedi esausti e doloranti.

Altra ha quindi pensato di offrire la protezione necessaria, sia in termini di ammortizzazione che di protezione dalle asperità, cosa fondamentale soprattutto nel trail running.

Correre sui sentieri, dove è normale posare i piedi su punti taglienti o che possono provocare dolore, necessita per forza di cose di uno strato sotto la pianta che funga da barriera.

Ecco perché le Altra, nonostante il drop zero, non sono affatto scarpe minimaliste. Anzi, la loro categoria è simile a quella in cui si posizionano anche le Hoka.

Flessibilità

Prima accennavo al fatto che la libertà di movimento è importante per il mondo “naturale” del running.

Questo si traduce nello scegliere scarpe che non costringono il piede all’interno, non lo pressano, ma anche nell’avere un’ottima flessibilità evitando quelle intersuole e suole troppo rigide, che non lascerebbero il piede libero di flettersi.

Come dicevo, Altra produce scarpe vere e proprie, che hanno una struttura, ma lascia che siano molto flessibili.

Questo lo si nota sia nella flessione quando pieghiamo il piede per spingere in avanti, sia tutt’attorno alla scarpa.

Anche nella zona del tallone lo si avverte, perché non viene troppo rinforzata e resa rigida come in altri marchi, questo per lasciare il piede libero di usare il suo naturale movimento.

Altre calzature tendono invece a “guidare” e sostenere sul tallone, supportandolo per evitare che ceda verso l’interno.

Ecco il motivo di quella sensazione di libertà che proviamo nelle scarpe Altra.

Altra running: le scarpe migliori

Altra Running da strada

Iniziamo con la line Altra dedicata alla strada.

Altra Rivera

La prima scarpa da strada che vediamo è l’Altra Rivera, una tuttofare, che va bene per moltissime situazioni, quando magari non sappiamo ancora che allenamento vogliamo fare e vogliamo avere un modello che vada bene in ogni caso.

La sua versatilità permette di andare anche sugli sterrati e anche qualche semplice sentiero.

È una scarpa flessibile, che offre un’ottima ammortizzazione ma anche una buona reattività. Il tutto è garantito da una schiuma denominata Ego, che funziona a meraviglia.

C’è ovviamente spazio nella parte anteriore per le dita, ma non come su altre Altra, un po’ meno, quindi una calzata leggermente più aderente.

Alcuni runner potrebbero sentire che il tallone non è ben tenuto dalla scarpa, ma è soggettivo. D’altronde è proprio la filosofia Altra che non prevede scarpe troppo strutturate.

L’altezza sia davanti che dietro è ovviamente la stessa, (0 drop, ricordate?) di 26mm, quindi non una scarpa minimalista, ma neanche troppo ammortizzata. Offre sia comfort che ottima sensibilità col terreno.

Altra Torin 5

Virando verso un’alternativa con più ammortizzazione, vediamo ora le Torin 5.

Si tratta di un modello creato, appunto, con l’idea di donare maggiore comfort sotto i piedi, soprattutto a chi pesa di più o a chi intende farne un uso prolungato, per molte ore di corsa.

Nonostante tutto il comfort, le Torin si sentono leggere ai piedi, non danno quella sensazione di pesantezza o ingombro che si potrebbe immaginare.

Anche qui troviamo la schiuma Ego ma in versione Max, per un totale di 28 millimetri di stacco, maggiore rispetto alle Rivera viste prima.

Ovviamente non avremo quel “contatto” con la strada che si può avere in scarpe meno ammortizzate, perchè i millimetri in più, anche se pochi, vanno a ridurre la sensibilità. Un po’ quello che succede in molte scarpe di marca Hoka.

Ma la comodità è davvero eccellente, garantita da un morbido cuscino sotto di noi.

La suola è composta da gomma che oltre a dare ottima aderenza, anche in condizioni di bagnato, sembra avere anche una buona durata generale.

Sul tallone abbiamo una tenuta bilanciata, che offre un po’ di supporto senza però stravolgere la filosofia Altra.

La tomaia è fatta in materiale mesh e offre molta traspirabilità, evitando di surriscaldare i nostri piedi.

Anche in questo caso, come per le Rivera, le Torin sono indicate per usi diversi, ma soprattutto per i giorni in cui vogliamo prendercela comoda e andare a velocità ridotte, anche per molte ore.

ALTRA Torin 5 Scarpe da corsa - Donna, Sneakers alte di tela Chuck Taylor All Star Seasonal , 39 EU
  • Nuova schiuma Altra EGO MAX intersuola lussuosa e leggera
  • Tomaia in rete progettata per un maggiore comfort e traspirabilità
  • Progettato pensando alle prestazioni per comfort, vestibilità e sensazione

Altra Paradigm 6

Altro modello che offre tanto spazio per le dita dei piedi, e ancora più protezione sotto, le Altra Paradigm 6 sono un modello che esce un po’ dagli schemi dell’azienda.

Questo perché offre un ottimo sostegno al piede, quasi da scarpa stabile, per chi ha eccessiva pronazione.

Sembrerebbe un po’ un controsenso in questo mondo di corsa naturale, ma Altra ha voluto aggiungere al catalogo anche questo modello per aiutare chi ha bisogno di un po’ di supporto in più.

Cosa che succede anche a chi non ha problemi di pronazione, ma corre le lunghe distanze e si ritrova con i piedi stanchi.

Nella versione precedente aveva funzionato molto bene. Le numero 6 sembrano riproporre e mantenere gli aspetti migliori.

L’ammortizzazione è molto elevata siamo su circa 30mm di stacco, confortevole ma non eccessivamente morbida, grazie alla schiuma Ego Max, che abbiamo visto anche sulle Torin 5.

Nonostante l’altezza della scarpa, le Paradigm non danno problemi di stabilità.

Il sostegno è garantito da alcuni inserti posti nella parte mediale interna della scarpa, e la cosa interessante è che a detta di Altra questi si mettono in funzione solo quando il piede lo richiede, ad esempio quando è stanco, come accennavo prima.

Inoltre è presente la tecnologia Innovarch, che prevede di avvolgere il piede dai lati per dargli maggiore sostegno.

Restando sulla parte alta della scarpa, la tomaia è in mesh e offre un’ottima traspirabilità. E nonostante la stazza è una scarpa abbastanza leggera, siamo a circa 290 grammi.

Altra Provision 6

L’altra scarpa che offre caratteristiche di stabilità è la Provision. Si tratta di un modello che è stato rivisto in molte parti rispetto alla versione 5.

Come per le Paradigm, il supporto dipende un po’ da quanto sostegno abbiamo bisogno. Ad esempio, stringendo o allentando i lacci avremo una sensazione diversa su questo punto.

Cosa che di solito non succede con altre scarpe, dove il supporto presente è quello e basta, non si può “regolare”.

Questo è dovuto al sistema Guide Rail System, che connette il supporto mediale con i lati della scarpa e si modifica a seconda di come stringiamo i lacci. Davvero ottimo.

Anche qui l’intersuola permette di fare un po’ di tutto, perché l’ammortizzazione è ben presente ma anche reattiva, tendente al rigido più che al morbido.

Altra Running per trail

Passiamo adesso a quelle dedicate al mondo dei trail runner.

Altra Timp 3

Modello che ha rivisto alcune caratteristiche rispetto alla versione precedente.

Questa è una scarpa ideale per chi cerca il drop zero nel trail, ma senza soffrire si scarsa protezione da rocce e altri problemi sui sentieri.

Le Timp offrono il giusto compromesso per proteggerci da tutto.

Il grip di queste scarpe è notevole, si sono rivelate fantastiche in ogni occasione. Grazie alla MAxTrac, una suola studiata per dare il meglio off-road.

L’ammortizzazione è ben bilanciata, così da dare anche maggiore stabilità sui punti più tecnici. Non è troppo morbida come potrebbe essere quando indossiamo delle Salomon UltraGlide o le Hoka Speedgoat.

Sicuramente ottime per macinare chilometri e chilometri in montagna, soprattutto per le ultratrail.

Altra Lone Peak 6

Una scarpa che ha visto diverse edizioni, ma che ha quasi sempre soddisfatto i fan.

La caratteristica prncipale della Lone Peak è che in punta c’è davvero tanto spazio per le dita.

Assieme alla Olympus, che vedremo dopo, è quella che ne offre di più.

Raggiungere questa capacità di spazio senza compromettere la stabilità della scarpa è un gran risultato. Infatti le Lone Peak sono adatte anche a terreni tecnici, dove la stabilità è fondamentale se vogliamo evitare di ritrovarci con le caviglie distrutte…

Il tutto è ottenuto stringendo un po’ di più sulla parte mediale della scarpa.

L’ammortizzazione è garantita dalla schiuma Ego, ma qui non siamo di fronte a tanto stacco, parliamo di circa 25 mm, ben inferiore rispetto ad altre scarpe.

C’è anche molta sensibilità col terreno, quindi non adatte a chi vuole il massimo comfort, ma perfette per chi ama la sensazione di piede libero e a contatto con il suolo.

Anche il grip è molto buono, ma oltre ad essere efficace nei tratti più difficili, non si farà troppo sentire sui percorsi sterrati e più compatti, dove solitamente i tasselli pronunciati potrebbero dare un po’ di fastidio in altri modelli.

ALTRA AL0A547L Lone Peak 6 Scarpe da trail running da uomo, Mix Master Jam Z-rap - Bambini, 48 EU
  • Vincitore del premio del mondo del corridore 2022: la migliore scarpa da trail
  • Rimani concentrato: con la nostra suola MaxTrac e il modello multi-direzionale TrailClaw per una trazione aderente, puoi concentrarti sul sentiero davanti a te
  • Andare oltre: la piattaforma di ammortizzazione bilanciata posiziona il tallone e l'avampiede alla stessa distanza da terra, favorendo gli atterraggi a basso impatto

Altra Olympus 4

Molto spazio in punta e uno stacco di ben 33 mm, così si presentano le Altra Olympus, delle vere “bestie” da trail.

Non sono affatto scarpe minimaliste, data la quantità di ammortizzazione, ma tutto è coniugato con il drop zero.

Nonostante la stazza che anche qui troviamo, queste scarpe sono abbastanza leggere e non danno alcun fastidio ai piedi. Simili alle Hoka Speedgoat, per intenderci.

La tomaia è fatta in materiale a rete che risulta adesso essere più leggero e più traspirante. Qui hanno fatto un bel lavoro.

L’intersuola rimane molto simile, e per fortuna. Si tratta di un’ammortizzazione generosa ma mai troppo morbida, nonostante il look sembri dire il contrario.

Anche la suola è stata ripensata ed è ora veramente grippante, aderente a tutti i terreni. Fatta in mescola Vibram Megagrip, sempre affidabile. Qualche difficoltà nel far cadere il fango, che a volte resta attaccato, ma per il resto è un’ottima suola.

Le Olympus sono sicuramente scarpe ideate per chi non ha fretta. Quindi semplicemente perfette per affrontare le ultra, anche quelle che salgono su terreni tecnici, che siano di 50 km o 200km.

Altra Superior 5

Chiudiamo questo lungo articolo con le Superior 5.

Sono le Altra da trail più leggere, appena 250 grammi circa. E non si direbeb che siano adatte a sentieri, visto che assomigliano più a scarpe da strada.

Invece sono perfette per i trail di moderata difficoltà, non per quelli più ostici, dove invece possono andar molto bene le Lone Peak.

La suola presenta tasselli efficaci, anche in condizioni di bagnato e di fango. Nessun problema da questo punto di vista.

La tomaia è molto traspirante e comoda. Hanno ovviamente il classico spazio anteriore per le dita.

L’ammortizzazione è minima ma morbida, e permette un’eccellente sensibilità con il terreno.

Perfette per giri brevi.

ALTRA Scarpe Superior 5, Blue-Orange, US 9
  • Rimani concentrato: con la nostra suola MaxTrac e il modello multidirezionale TrailClaw per una trazione aderente, puoi concentrarti sul sentiero di fronte a te
  • Vai oltre: piattaforma ammortizzante bilanciata posiziona il tallone e l'avampiede alla stessa distanza dal suolo, il che incoraggia atterraggi a basso impatto
  • Stai comodo: le puntali Altra FootShape firmate consentono alle dita dei piedi di diffondersi e incoraggiano una forma corretta e a basso impatto durante la corsa