La salita al Forte Verena è un’escursione semplice ma ricca di emozioni. Dedicata a chi ama coniugare l’interesse naturalistico con quello storico, regala una vista mozzafiato sui pascoli del Dossi, la Piana di Vezzena e sulla Cima Portule.

Scheda tecnica

Difficoltà: media

Tipo di percorso: E

Lunghezza TOTALE: 12,7 km

Durata TOTALE a+r: 4 h

Dislivello: 520 m

Punto più basso: 1.625 m

Punto più alto: Forte Verena 2045 mt

Luogo di Partenza: Casera di Campovecchio o Rifugio Verenetta

Punti di appoggio: Rifugio Verenetta, Rifugio Verena, Casara di Campovecchio

Cartografia: Tabacco 1:25.000, foglio 50, Altopiano dei sette comuni, Asiago, Ortigara (clicca qui se hai bisogno di acquistarla)

Come arrivare al punto di partenza dell’escursione e dove parcheggiare

Se provenite da Roana dovete prendere la SP78 fino a raggiungere la frazione di Mezzaselva e Via Verenetta, direzione ovest. Procedete lungo la salita che porta agli impianti sciistici e lasciare l’automobile nell’ampio parcheggio del Rifugio Verenetta.

Nel caso in cui in cui preferiate partire dalla Casera Campovecchio ricordate che nei pressi di questa malga i posti auto, presenti ai lati dell’incrocio, sono veramente pochi quindi potreste avere qualche piccolo problema di parcheggio.

Itinerario e sentieri da seguire

Sia che partiate dalla Casera Campovecchio sia dal Rifugio Verenetta, la direzione che dovete prendere è quella verso il sentiero CAI 820, una vecchia mulattiera di guerra che sale leggermente e si immerge nel bosco. Dal Rifugio potete decidere anche di iniziare con un percorso naturalistico che parte dal parcheggio e si immette a metà strada nel sentiero.

Percorrete la strada per circa 2 chilometri, passando presso la Croce del Civello. Al termine della mulattiera troverete un bivio molto importante. A sinistra salirete direttamente sul Forte Verena mentre a destra allungherete di circa un’ora il tragitto, passando per il monte Rossapoan.

Prendete la direzione di destra, proseguendo per il sentiero 820. La strada in questo tratto è pianeggiante; in prossimità della Malga Verena scende dolcemente fino ad arrivare alla Casera. Dopo una sosta, potete riprendere la vostra passeggiata diretti al Monte Verena.

La via d’accesso alla strada è tracciata sin dal prato della Malga. Non seguite i sentiero che si apre all’improvviso subito dopo la Malga: questo percorso, che si snoda dolcemente in mezzo al bosco, è il risultato della famosa tempesta di Vaia del 2018.

Vi invitiamo comunque a fare molta attenzione da questo punto in poi perché la segnaletica, anche se presente, è disegnata sui sassi e sugli alberi. Seguitela con attenzione; in caso contrario tornate indietro fino al segnale precedente e poi proseguite.

Continuate la vostra escursione passando davanti all’Abisso Spiller. Qui la strada inizia a salire e vi porta fino al monte Rossapoan, situato a 1.890 metri di altezza.

Vi consigliamo di seguire la deviazione che trovate a destra e concedervi così cinque minuti per visitare la famosa batteria Rossapoan, uno spiazzo utilizzato durante la Prima Guerra Mondiale per piazzare i cannoni. Non fatevi trarre in inganno dalla vista dei semplici ruderi ma alzate gli occhi verso l’orizzonte perché il punto forte di questa tappa intermedia è proprio la vista. Con lo sguardo infatti potrete abbracciare non solo l’Altopiano dei Sette Comuni ma anche alcune delle vette trentine come la Cima Mandriolo.

A questo punto non vi rimane altro che riprendere la strada e raggiungere, dopo aver percorso qualche tornante, il Forte Verena e l’omonimo rifugio situati a 2.045 metri di altezza. Il Forte è famoso perché fu proprio dalle sue pareti che venne sparato il primo colpo di cannone che sancì l’entrata in guerra dell’Italia nel 1915. Sempre nello stesso anno un colpo sparato dagli austriaci riuscì a penetrare le mura del forte e a uccidere, con il crollo, ben 44 militari. Da quel momento in poi il Forte non è stato più utilizzato.

Per prendere la via del ritorno dovete recarvi vicino le piste da sci del Rifugio Verena e cercare la segnaletica per Casera di Campovecchio. Seguite con attenzione la segnaletica CAI (il sentiero è sempre l’820), e iniziate a scendere di quota. Ci vorrà all’incirca un’ora per raggiungere il Rifugio Verenetta o la Malga Campovecchio e terminare così l’escursione.

Alternative al percorso

Non esistono delle vere alternative al percorso quanto piuttosto un’abbreviazione. La funivia situata accanto al Rifugio Verenetta vi porta direttamente sul Forte Verena, potrete quindi utilizzarla per evitare la salita o la discesa!

È pericoloso?

Il percorso fino al Forte è di tipo escursionistico. Non ci sono grandi difficoltà, i tratti ripidi sono pochi e la strada sterrata è abbastanza larga. La facilità di questa escursione è data anche dal fatto che l’intero giro si percorre in circa tre ore ed è quindi perfetto sia per chi non ha molto tempo a disposizione sia per chi non è allenato.

Abbigliamento e attrezzatura consigliata

La facilità del percorso non deve trarre in inganno. Ogni passeggiata in montagna deve essere effettuata con l’attrezzatura più indicata per il tipo di escursione. Per godervi la passeggiata fino al Forte vi consigliamo di utilizzare delle scarponi da trekking dotate di suola morbida e antiscivolo (meglio se VIBRAM). Sceglietele leggere ma con un buon grip sul terreno. Consultate il meteo, prima di decidere come vestirvi. In caso di dubbio, affidatevi alla famosa regola dei tre strati: tre tipi di abbigliamento per rimanere asciutti e al caldo con qualsiasi condizione atmosferica.

Usate uno zainetto leggero e portate con voi la crema solare, fascia o cappellino, un paio di occhiali da sole. Ricordate i bastoncini da trekking, una borraccia, una carta topografica e un GPS per il trekking.

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Quando andare?

È un’escursione ideale da fare da Maggio a Ottobre evitando così di trovare neve nel percorso.

Qualche curiosità e informazione utile

Il Forte Verena era chiamato “l’occhio degli altipiani” ed era considerato come il miglior avamposto italiano contro gli austriaci. Gli altopiani di Asiago sono stati gli unici luoghi nel nostro Paese in cui la Prima Guerra Mondiale è stata combattuta dall’inizio fino alla fine.

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