In Val di Fassa, nel cuore del Massiccio del Catinaccio si trova il Lago Antermoia. Incantevole lago di origine glaciale, le sue acque turchesi riescono a mantenere un buon livello grazie all’alimentazione del Ruf de Antermoia che, scorrendo lungo un percorso sotterraneo, è protetto dal caldo estivo ed evita al lago di prosciugarsi.

Il paesaggio ha un fascino ipnotico: il particolare colore dell’acqua, le montagne che vi si specchiano, il ghiaccio che in un piccolo tratto rimane anche in estate, la diversa consistenza della roccia, da quelle più grandi a quelle piccolissime che da lontano potrebbero persino dare l’idea di scogli e spiaggia. E poi la luce, intensa, accecante, surreale!

Scheda Tecnica:

Difficoltà: Facile

Tipo di percorso: E

Lunghezza TOTALE a + r: 5,8km

Durata TOTALE a + r: 5h

Dislivello: 750 m

Punto più basso: 1848 m

Punto più alto: 2516 m

Luogo di Partenza: Rifugio Micheluzzi

Punti di appoggio: Rifugio Micheluzzi; Rifugio Artermonia

Cartografia: Carta Tabacco 06 – Val di Fassa – (clicca qui se hai bisogno di acquistarla)

Come arrivare al punto di partenza e dove parcheggiare

Il punto di partenza consigliato è Campitello, comune della val di Fassa, dal quale partono con regolarità piccoli bus-navette e fuoristrada che portano al Rifugio Micheluzzi.

Itinerario e sentieri da seguire

Dal Rifugio Micheluzzi parte la strada sterrata indicata dal segnavia 532 in direzione Val Duron. Il primo tratto è pianeggiante e attraversa verdi prati adibiti a pascoli. Si incontra la Baita Brach, luogo di sosta impreziosito da particolari sculture in legno.

Per i primi due chilometri si tratta quindi di una passeggiata rilassante, fino ad arrivare a una biforcazione dove bisogna imboccare il sentiero a sinistra 578. Da qui a breve bisognerà attraversare un torrente e subito dopo inizierà la strada in salita che conduce al Passo delle Ciaresole 2282m slm che collega la Val Duron alla Val Udai.

Il percorso da seguire è adesso il 580 e il paesaggio comincerà a cambiare: i verdi prati lasceranno il posto al classico panorama roccioso dolomitico. In questa zona è facile che si alzi il vento e che vi capiti di incontrare qualche marmotta.

Il cammino procede ripido e con alcuni tornanti che regalano paesaggi fiabeschi e si inerpica sulla montagna, costeggiando le pareti del Catinaccio, fino a giungere al punto più alto di questa escursione, il Passo de Dona 2516m slm. Adesso, prima di iniziare la discesa verso la meta, è consigliabile fare una breve sosta per poter godere dell’ineguagliabile panorama.

È ormai alle spalle la parte più impegnativa della strada (che in realtà, per gli appassionati, impegnativa non è!); da qui capiterà di incontrare qualche piccolo sali e scendi ma, per lo più, il percorso degrada dolcemente fino ad arrivare al Rifugio Antermoia e da lì al lago.

Lo spettacolo offerto val bene la fatica fatta: immaginate un enorme turchese incastonato in uno scrigno di rocce chiare.

Per il ritorno alla base è consigliato rifare il percorso al contrario ma non prima di aver fatto una sosta al rifugio e ricordandosi di fare attenzione al primo tratto che ha un fondo ghiaioso che in salita non crea alcun problema ma in discesa potrebbe risultare scivoloso.

Alternative al percorso

Le alternative sono davvero tante: di seguito le più frequentate.

Da Mazzin si può seguire la SS per Campitello per circa 500 m. Alla vista di un antico capitello, si taglia per i prati e si continua fino alla case di Bee dove imbocca il sentiero 580. Si arriva a destinazione attraverso la Valle Udai con il sentiero 579.

Da Pera de Fassa partono ben tre percorsi alternativi a quello descritto: il primo segue i sentieri 546 e 584 attraversa la Val del Vajolet, passa per la località Gardeccia, ed infine il Passo Antermoia; il secondo invece prevede lo spostamento fino a Ronc e da lì il sentiero 579 e poi il 580: questo percorso è più breve ma più ripido. L’ultimo è realizzabile da giugno a settembre perché prevede l’utilizzo della seggiovia (aperta appunto in questo periodo dell’anno) fino al Rifugio Ciampedie. Da qui seguendo il sentiero 540 si arriva al Rifugio Gardeccia dove, poco prima del ponticello antistante, si imbocca il sentiero 583 e si arriva alla ferrata che, in due ore, conduce al passo delle scalette. Ovviamente questo percorso è adatto ai più esperti escursionisti (classificazione EEA). Si passa quindi per la piana del ‘del Lèch Séch’, per la Valle dei Camosci fino ad attraversare il Passo de Laussa dal quale si ha una visione privilegiata del lago che si scorge dall’alto. In alternativa dal Rifugio Gardeccia si può seguire il più abbordabile percorso che prevede di seguire i sentieri 546 e 584.

Da Vigo di Fassa si può prendere la seggiovia fino al Rifugio Ciampedie. Per proseguire valgono gli itinerari sopra descritti.

Da Fontanazzo di Sotto, tramite il sentiero 577 si attraversa un fitto bosco fino ad arrivare alle pianure della Val di Dona. Dal Rifugio omonimo si incrocia il tratto ghiaioso del sentiero 580 fino al Passo di Dona e al Lago Antermoia.

Dall’Alpe di Siusi si può intraprendere un percorso molto facile (per dislivello!) ma lungo, servendosi dei sentieri n.2, 4, 594, 532, 555, 578, 580. Con questa escursione si attraversano, in una sola volta, i passi di Tires, Duròn, Ciaregole e Dona.

E’ pericoloso?

No, l’itinerario non presenta tratti esposti o particolarmente impegnativi.

Abbigliamento e attrezzatura consigliata

Sportivo con scarponi da trekking. Vista l’altitudine e i cambi di temperatura, a volte repentini in montagna, è consigliata una giacca a vento.

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Quando andare?

Da Giugno a Settembre

Curiosità

Il nome del lago è legato alla leggenda della maledizione che affliggeva un giovane amante della musica che non poteva toccare alcuno strumento senza che questo si rompesse. La verità gli fu svelata dalla sua amata Antermonia una creatura misteriosa che viveva nei boschi: una ‘Saliga’. Gli disse inoltre che un grande dolore avrebbe rotto il sortilegio. In cambio di questa rivelazione lei chiese al suo amato di non cercare di conoscere nè di pronunciare mai il suo nome. Un giorno però, trovandosi tra i boschi, ascoltò di nascosto dei ‘Cristannes’ parlare e scoprì il nome dell’ amata fanciulla. Senza ricordare la promessa fatta, lo pronunciò e da lei cominciò a fuoriuscire dell’acqua che generò il lago che porta il suo nome.

Meteo

Dove dormire

Puoi cercare degli alloggi nei dintorni di Vigo di Fassa o Pozza di Fassa.

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