L’escursione al Monte Cengio, situato nell’Altopiano dei Sette Comuni, ha un incredibile valore storico e naturalistico. Questo luogo infatti conserva il ricordo terribile dell’offensiva lanciata dall’esercito austro-ungarico che il 28 maggio 1916 cercò di espugnare il Monte Cengio, ultimo baluardo difensivo della pianura vicentina. Il percorso si snoda attraverso una serie di trincee, gallerie e mulattiere di arroccamento che rendono ancora più suggestivo l’intero paesaggio.

Scheda Tecnica

Difficoltà: facile

Tipo di percorso: T

Lunghezza TOTALE a+r: 3.1 km

Durata TOTALE a+r: 1:25 h

Dislivello: 304 m

Punto più basso: 1201 m

Punto più alto: 1329 m

Luogo di Partenza: Piazzale Principe del Piemonte

Punti di appoggio: Rifugio al Granatiere

Cartografia: foglio n.50 – Altopiano dei Sette Comuni – Tabacco 1:25.000 (clicca qui se hai bisogno di acquistarla)

Come arrivare al punto di partenza e dove parcheggiare

Il punto di partenza della nostra escursione è il Piazzale “Principe del Piemonte” situato a 1.286 metri di altezza, nel comune di Cogollo del Cencio. Per raggiungere il luogo, è necessario arrivare all’Altopiano di Asiago dall’autostrada Val d’Astico, prendendo l’uscita di Piovene-Rocchette. Una volta arrivati sulla strada statale, seguite le indicazioni per Asiago, imboccando la Statale del Costò ovvero la SS 349 e seguendo le indicazioni per il Monte Cengio. Dopo la salita, troverete la Locanda dei Granatieri.

Se invece provenite da Asiago dovete seguire le indicazioni per Vicenza e proseguire per Treschè Conca. A pochi chilometri dalla fine del centro abitato, troverete la locanda.

Una volta arrivati ai Tre Granatieri, dovete prendere la salita che si snoda per quattro chilometri per arrivare finalmente al piazzale. Qui potete parcheggiare la vostra automobile dare inizia a questa splendida escursione.

Itinerario e sentieri da seguire

Recatevi a sinistra del piazzale e avviatevi verso sud-ovest, cartina alla mano, seguendo il sentiero come si vede nella mappa. La strada sterrata, già in questo primo tratto, è una vera e propria mulattiera da arroccamento o granatiera.

La parte iniziale del percorso è immersa nel verde; terminato questo tratto troverete sulla destra la prima galleria, La Cannoniera, un’antica postazione concepita per ospitare quattro cannoni di montagna. La galleria è lunga all’incirca 74 metri e vi consigliamo di affrontarla armati di torcia o almeno con la luce del telefonino. Una volta percorsa fino in fondo, tornate indietro, uscite e iniziate a salire di quota.

Il percorso è semplice e si snoda sulle altezze in modo graduale, dando il tempo di dominare con lo sguardo la parte finale della Val d’Astico. Superato un tratto pianeggiante, troverete una seconda e una terza galleria, separate da una piccola valle.

Una volta usciti dall’ultima galleria, dovrete percorrere un’ampia cengia ovvero una sporgenza pianeggiante della parete rocciosa. Dopo venti minuti vi troverete nel Piazzale dei Granatieri, situato a 1.285 metri, dove potrete trovare un punto di ristoro (non sempre aperto) e una piccola chiesetta votiva.

Proseguite per il sentiero CAI 643 e scendete lungo la Val Cengiotta fino all’incrocio con i sentieri che provengono da Cógolo di Cengio e Contrà Casale. Da questo punto in poi inizia la risalita che vi porterà a un’altra galleria e a un tratto che si apre in modo vertiginoso sulla Val d’Astico. Si tratta di una vera e propria balconata protetta e ritagliata letteralmente dalla roccia.

Proseguite lungo il sentiero fino ad arrivare al Salto dei Granatieri, un precipizio che potremmo definire drammatico sia per la ripidità sia per il fatto storico di cui conserva il doloroso ricordo. Fu proprio qui infatti che si sacrificarono i Granatieri di Sardegna, comandati dal generale Pennella che, durante uno di quei temibili giorni, scrisse “Si narrava già di aver veduto rotolare per le rocce strapiombanti sull’Astico nel furore dell’ardente lotta, grovigli umani di austriaci e granatieri”.

Dopo il salto si attraversa uno stretto passaggio tra le rocce che, nell’ultimo tratto, immette direttamente nella lunga Galleria di Comando, di forma elicoidale, che permette di raggiungere il Piazzale Pennella, situato a 1317 metri di altezza. Dopo una breve sosta, riprendete il vostro percorso imboccando la stradina a sinistra del piazzale che vi porterà direttamente alla Sacra Vetta del Monte Cengio.

Per tornare sui vostri passi non dovrete far altro che prendere la larga mulattiera fino al Rifugio al Granatiere e seguire la stradina asfaltata che in venti minuti vi riporterà al Piazzale di partenza.

Alternative al percorso

Per allungare l’escursione si può andare anche al Forte Corbin. Valutate bene però perchè la si allunga di molto!

E’ pericoloso?

L’escursione al Monte Cengio non è pericolosa ed è anche abbastanza semplice a patto però di non allontanarsi dai sentieri indicati. Il percorso, soprattutto nelle gallerie, può rivelarsi a tratti sdrucciolevole a causa della terra bagnata. Un consiglio: aiutatevi con le corde presenti nella grotta in modo da scongiurare eventuali cadute.

Un altro tratto che può rivelarsi insidioso si trova lungo la mulattiera di arroccamento perché vi troverete a strapiombo sulla Val d’Astico. Se soffrite di vertigini, rimanete il più possibile vicino alla parete rocciosa ma non negatevi questa escursione perché rappresenta un vero e proprio tuffo nella storia del nostro paese. Il percorso non è adatto ai passeggini, munitevi quindi di un marsupio. Mentre è fattibile con bambini.

Abbigliamento e attrezzatura consigliata

In questa escursione è indispensabile portare con sé una torcia da testa a Led o una semplice torcia a batterie per illuminare i tratti bui delle gallerie. Non dimenticate i bastoni telescopici, uno zaino abbastanza capiente e un coprizaino. Consigliato l’abbigliamento termico, i pantaloni lunghi e gli scarponi da trekking, caratterizzati da gomme inferiori con alto grip per migliorare l’aderenza nei punti più scivolosi. Indossate o portate con voi una giacca traspirante e impermeabile.

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Quando andare?

L’ideale è da maggio a Ottobre. Da evitare quando c’è neve.

Meteo


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Dove dormire

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