Un’escursione al Rifugio Giussani consente di conoscere un’autentica perla delle Dolomiti Ampezzane. Si tratta di un luogo incantevole, situato nella zona delle Tofane e in grado di affacciare su Nuvolau e sulle Cinque Torri. Ecco tutto ciò che bisogna sapere riguardo a questo punto di interesse tutto da scoprire.

Scheda tecnica

Difficoltà: media

Tipo di percorso: E

Lunghezza totale a + r: 5,5 km circa

Durata totale a + r: 2 :30 h

Dislivello: 497 m

Punto più basso: 2083 m

Punto più alto: 2580 m

Luogo di partenza: Rifugio Dibona

Punti di appoggio: Rifugi Dibona, Giussani

Cartografia: Carta Tabacco 03 – Cortina d’Ampezzo, Dolomiti (clicca qui se hai bisogno di acquistarla)

Come arrivare al punto di partenza e dove parcheggiare

Il punto di partenza ideale per un’escursione al Rifugio Giussanni è situato presso il Rifugio Dibona. Per giungere presso quest’ultimo, è possibile partire da Cortina d’Ampezzo e dirigersi verso il passo Falzarego. Quindi, si prosegue attraversando il ristorante La Locanda del Cantoniere e la località di Vervei, fino a raggiungere il bivio di Fedarola. La strada conclusiva è piuttosto stretta e con fondo in sterrato, ma piuttosto sicura. Al termine del percorso, si raggiunge un ampio parcheggio. In alternativa, è possibile recarsi presso il Dibona con l’autobus della Dolomiti Bus, in partenza da Cortina.

Itinerario e sentieri da seguire

L’itinerario necessario per raggiungere il culmine del Rifugio Giussani risulta abbastanza semplice e lineare.

Ci vuole circa un’oretta e mezza per raggiungere un luogo che offre un ampio panorama sulle Dolomiti.

Si attraversa Carrareccia, per poi immergersi verso la zona in ghiaia tra la Tofana di Rozes e quella di Mezzo. Il percorso prosegue lungo una mulattiera e si risale per una sequenza di tornanti, delimitati da pilastri imponenti. Nella parte conclusiva, il sentiero passa lungo un macereto e risulta quasi pianeggiante. Ed ecco che con una certa facilità è possibile raggiungere il rifugio prestabilito.

Alternative al percorso

La partenza da Rifugio Dibona non è l’unica possibilità per salire fino alla vetta del Rifugio Giussani. Infatti, ci si può muovere anche altri due rifugi, ossia il Duca d’Aosta e il Pomedes. Dopo essere transitati per quest’ultimo, si va avanti per il sentiero Astaldi, contraddistinto da una sequenza di rocce variopinte.

Quindi, si raggiungono le pendici di Punta Anna e del Torrione Dibona. Il tragitto resta immerso tra l’erba del Valon, dal quale si procede all’itinerario menzionato in precedenza. Anche in questo caso, per raggiungere la vetta, si impiega circa un’oretta e mezza.

Inoltre, un gruppo formato da persone più esperte può divertirsi per una via molto più lunga e complicata. Infatti, in tal caso, è possibile partire dalla cittadina di Fiames, nei pressi del parcheggio del Parco Naturale Dolomiti d’Ampezzo. Una volta superata la strada iniziale, si risale lungo la Val Travenanzes e il Majarié de Tofana. L’escursione può avere una durata complessiva compresa tra le 4 ore e mezza e le cinque ore. Inoltre, è possibile attraversare l’altrettanto impegnativa Scala del Minighel, che richiede a sua volta una certa cautela.

È pericoloso?

Il raggiungimento della vetta del Rifugio Giussani non presenta particolari insidie, nonostante non manchino i tratti caratterizzati da curve a zig-zag. La parte conclusiva in sterrato va affrontata con una certa attenzione in caso di condizioni ambientali avverse. In ogni caso, resta un’escursione adatta a un pubblico trasversale, con la chance di ammirare la bellezza delle Dolomiti senza dover sostenere uno sforzo eccessivo.

Abbigliamento e attrezzatura consigliata

La zona del Rifugio Giussani si caratterizza per condizioni climatiche tipiche di un qualsiasi ambiente montano a quote superiori a 2000 metri. Durante la stagione estiva, è consigliabile attuare la tecnica della vestizione a cipolla, con la prospettiva di adattarsi perfettamente a ogni condizione termica.

Dalle calze da trekking al pantalone comodo a gambe lunghe, dalla mantella antipioggia alla giacca impermeabile e traspirante, senza dimenticare scarponi, pile e cappello parasole, ogni indumento risulta importante.

Al tempo stesso, bisogna curare in maniera intensiva l’equipaggio da condurre durante il percorso. Non possono mancare gli occhiali da sole, così come bisogna condurre con sé uno zaino e un pratico coprizaino per proteggerlo da eventuali variazioni climatiche. Importanti sono anche i bastoni telescopici, la crema protettiva e la patente con tessera sanitaria, oltre ovviamente alla carta d’identità.

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Quando andare?

Il Rifugio Giussani può essere raggiunto dal 15 giugno al 20 settembre. A causa delle condizioni meteorologiche avverse, sarebbe poco consigliabile intraprendere un’escursione del genere in piena stagione invernale. Di conseguenza, molto meglio approfittare di un clima ben più mite e accingersi a un percorso che può rivelarsi davvero ricco di suggestioni intriganti.

Informazioni aggiuntive

Il Rifugio Giussani si chiama così dal 1972 ed è attualmente gestito da Mauro Dapoz e dalla sua famiglia. Oggi comprende ben 60 posti letto ed è situato presso la forcella Fontananegra. La sua costruzione è dovuta anche ai finanziamenti della Banca Commerciale Italiana, con il contributo fondamentale del CAI di Cortina.

A sinistra, consente di ammirare il Valon de Tofana, mentre a destra ecco il macereto che affaccia sulla Val Travenazes e sulla vetta della Tofana de Rozes. Il vecchio e caro Rifugio Tofana, invece, funge da bivacco invernale ed è stato ristrutturato nel 1994. Il Cantore è ormai un rudere. Chi raggiunge la cima può ammirare anche il Nuvolau, la Croda da Lago, i Lastoi de Formin e il ghiacciaio della Marmolada. Inoltre, nelle quote più alte, è possibile scoprire piante piccole di vario genere.

Cenni storici

Il Rifugio Giussani risale al 1972 ed è intitolato all’alpinista Camillo Giussani. In origine, a partire dal 1886, era denominato Rifugio Tofana. Ha subito uno scossone notevole durante la prima guerra mondiale, con un progressivo abbandono. Nel 1921, il rifugio fu dedicato al Generale Cantore, caduto in battaglia nei pressi della forcella Fontananegra.

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Dove dormire

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