Le migliori cartine dei sentieri sono quelle che ci permettono con un rapido sguardo di individuare tracce, quote, dislivelli, rifugi… l’arte della cartografia è antica, ma oggi si sposa con le nuove tecnologie, rendendo la vita ancora più facile a noi escursionisti. Scopriamo allora quali sono le migliori cartine dei sentieri CAI e non solo.

Il Club Alpino Italiano

Quando acquistiamo una carta escursionistica nella maggior parte dei casi stiamo cercando un modo per individuare i sentieri CAI che percorreremo durante le nostre gite.

La storia del CAI, Club Alpino Italiano, è strettamente legata a quella del nostro paese. Il CAI nasce infatti a Torino nel 1863, dopo soli due anni dall’Unità d’Italia. Il fondatore è Quintino Sella, tre volte Ministro delle Finanze e protagonista della scena politica del paese appena nato.

Il Club Alpino Italiano “ha per iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”.

Così recita lo statuto, dichiarando una missione in linea con l’emergente interesse europeo per l’alpinismo, un’attività sconosciuta fino a qualche decennio prima.

Tra i compiti pratici del CAI, troviamo “il tracciamento, la realizzazione e la manutenzione di sentieri, opere alpine e attrezzature alpinistiche”.

Il CAI è quindi uno dei tanti collanti di un paese unito da poco. È infatti un’associazione a carattere nazionale, diffusa capillarmente in ogni regione. E così saranno i sentieri CAI: una rete fitta, che attraversa tutta Italia.

La rete dei sentieri CAI

Una rete così vasta che 120 anni dopo la fondazione del Club Alpino Italiano è potuta nascere l’idea, concretizzatasi nel 2018, di un Sentiero Italia. Oggi un escursionista può seguirlo da Trieste alla Sicilia, percorrendo 7000 km di sentieri segnati, e dormendo in bivacchi e rifugi gestiti dal CAI.

Ma i sentieri CAI sono ovunque e sono adatti a tutti, dal principiante all’alpinista… a patto di avere nello zaino delle cartine dei sentieri aggiornate, che permettono di orientarsi in sicurezza anche nei luoghi più selvaggi.

Ad oggi, con i suoi 60mila chilometri di percorrenza, la rete sentieristica italiana è una delle più ampie d’Europa. In questo certo il CAI ha tenuto fede al suo proposito di:

diffusione della frequentazione della montagna e delle escursioni, anche in forma collettiva, costruendo e mantenendo in efficienza strutture ricettive e sentieri”.

Grazie al contributo dei soci, il CAI individua, traccia e mantiene i sentieri. I bolli bianchi e rossi, diffusi in tutta Italia, sono il segno nazionale che indica un sentiero CAI. Dove troviamo un bollo, possiamo essere sicuri di essere su un percorso segnato, che ritroveremo sulla nostra cartina dei sentieri.

Allo stesso tempo, in Italia sono migliaia i sentieri non direttamente gestiti dal CAI che si possono percorrere in tranquillità. Si tratta di percorsi locali, anelli storico-naturalistici, antiche vie di comunicazione ancora ben mantenute… una buona carta escursionistica segnalerà anche questo tipo di sentieristica.

Come scegliere le cartine dei sentieri

Le carte escursionistiche non sono tutte uguali. Ci sono alcune caratteristiche che dobbiamo prendere in considerazione prima di un acquisto, per essere certi dell’utilità del prodotto.

Alcune mappe dei sentieri sono infatti rivolte a turisti di passaggio, e volutamente non sono dettagliate, lasciando l’orientamento alla segnaletica al suolo (cartelli, bolli…).

Ai camminatori seriali può però capitare di ritrovarsi in situazioni di scarsa visibilità, come per esempio in caso di nebbia o neve fitta. A questo punto una mappa superficiale non ci sarà di nessun aiuto.

Quali sono quindi i fattori da valutare per comprare una cartina dei sentieri (sentieri CAI e non solo, ovviamente) deve avere per essere utilizzabile da una Guida?

La scala di riduzione

Ogni cartina dei sentieri è una rappresentazione in scala di un territorio geografico. Al variare della scala, varia anche la leggibilità e l’accuratezza della mappa. Che in questo modo diventa più o meno utile e precisa in caso di smarrimento.

Le carte escursionistiche più dettagliate sono in scale 1:25.000 (o 1:10.000, in qualche caso). Molte mappe adottano poi una scala 1:50.000, che permette di coprire un territorio più vasto, sacrificando la precisione. Si tratta comunque di buone cartine dei sentieri per una gita in luoghi frequentati e ben segnati sul campo.

Purtroppo ci sono ancora alcune carte in circolazione che non indicano chiaramente la loro scala. Si tratta prevalentemente di cartografia locale, pensata per turisti e gite brevi. Meglio comunque evitare di affidarsi a questi prodotti, quando si può avere nello zaino una carta dei sentieri più accurata.

Datazione delle cartine dei sentieri

Nessun territorio è immutabile ed eterno, tanto meno in montagna. Valanghe, erosioni, incuria, l’avanzare del bosco… sono tanti i motivi per cui un sentiero o un bivacco potrebbero essere inagibili.

Quando acquistiamo una cartina dei sentieri è quindi importante verificare la sua datazione. Un’ottima carta degli anni ’70 può non esserci d’aiuto se ci perdiamo nel 2021. Le mappe escursionistiche più affidabili vengono aggiornate ciclicamente, per darci una visione rigorosa del territorio che percorriamo.

Alcune cartine in commercio riportano sì i sentieri più recenti, ma li “disegnano” su uno sfondo che può risalire agli anni ’50 e alle rilevazioni dell’Istituto Geografico Militare di allora. Chiaramente in 70 anni strade forestali, piste sterrate, impianti di risalita e altre strutture sono cambiate, e non ci ritroveremo più in quella vecchia “foto” sbiadita.

Valutando le cartine dei sentieri dovremmo quindi fare attenzione a dei dati che gli editori più scrupolosi riportano sempre:

  • data di produzione della carta
  • data dei rilevamenti geografici: la carta potrebbe essere entrata in produzione nel 2021, ma i rilevamenti potrebbero essere degli anni ’50
  • data di aggiornamento o ricognizione: quando si è verificata sul campo l’accuratezza del rilevamento geografico fatto su basi aeree o altro

Equidistanza tra le curve di livello

Nelle cartine dei sentieri le curve di livello, o isoipse, sono quelle linee sinuose che uniscono i punti alla stessa quota. Vedremo nel prossimo capitolo come leggere al meglio una mappa escursionistica, nella quale le isoipse svolgono un ruolo molto importante.

Indicativamente, una cartina 1:25.000 avrà isoipse ogni 25 metri di quota, mentre una 1:50.000 le avrà ogni 50. Questo dato, l’equidistanza tra le curve di livello, si trova nella legenda dei simboli. Anche se può capitare che su terreni molto ripidi questa regola sia violata per necessità di rappresentazione grafica.

Le curve di livello sono molto utili per capire come si sviluppa un sentiero, quanto dislivello ci aspetta e quanto ripido (e quindi pericoloso) può essere un passaggio.

Coordinate

Le cartine dei sentieri più affidabili e professionali riportano le coordinate chilometriche UTM. Si tratta di un’indicazione che potrebbe essere importante in caso di smarrimento e assenza o mal funzionamento del GPS.

In questo caso, infatti, comunicando al Soccorso Alpino queste coordinate potremmo essere individuati con facilità. Si tratta comunque di una caratteristica purtroppo assente in molte mappe escursionistiche anche valide, che preferiscono inserire le coordinate geografiche solo ai vertici del foglio.

Datum

Entrando in territorio più specialistico, sarebbe utile in caso di chiamata dei soccorsi comunicare il “datum” della mappa. Di cosa si tratta?

In breve è un codice riportato sulla cartina che indica quale parametro matematico di approssimazione della superficie terrestre è stato usato per disegnarla. Nella cartografia italiana sono utilizzati il Roma 40, l’ED50 e il WGS84.

Non dobbiamo diventare geografi per poterci permettere una gita domenicale sui monti, certo. Ma in caso di emergenza potrebbe essere importante comunicare il codice del datum riportato sulla mappa escursionistica.

Nel caso si utilizzi un GPS dovrebbe essere impostato sullo stesso datum, per fare coincidere con precisione le coordinate del dispositivo con quelle della cartina.

Come leggere le cartine dei sentieri

La parola “topografia” viene dal greco “topos”, luogo, e “grafia”, scrivere. È quindi la scienza della rappresentazione su carta bidimensionale di una porzione tridimensionale della superficie terrestre.

Le cartine dei sentieri sono anch’esse carte topografiche. Utilizzano quindi un tipo particolare di scrittura simbolica, che dobbiamo imparare a leggere per poterci orientare nelle nostre escursioni. Scopriamo come farlo.

Leggere le isoipse

Le abbiamo già nominate: le curve di livello, o isoipse, sono uno dei simboli chiave delle cartine dei sentieri. Grazie a loro possiamo infatti capire in un attimo se il sentiero sarà ripido o dolce, una cresta o una valle… ma come leggere queste curve caotiche e sinuose che ricoprono tutta la mappa?

Le isoipse identificano punti che stanno alla stessa altezza. Se il Rifugio X e il Rifugio Y si trovano sulla stessa curva di livello, vorrà dire che sono alla stessa quota.

A seconda delle cartine, le isoipse possono essere tracciate per ogni 25 o 50 metri di quota. Nel caso delle cartine 1:25.000 (le migliori in commercio), troviamo 5 isoipse ogni100 metri di dislivello. La linea che corrisponde al centinaio avrà uno spessore maggiore, mentre le linee che indicano 25, 50 e 75 metri saranno più fini.

Come orientarsi nel caos delle isoipse? Basta avere chiaro quanto segue:

  • più sono ravvicinate e fitte le isoipse, più il pendio è ripido. Dobbiamo pensare che a ogni linea corrispondono 25 o 50 metri di salita. Più linee = più salita = più fatica. Nel caso di una valle dolce, troveremo poche isoipse
  • se il punto A e il punto B sulla mappa sono fisicamente vicini ma tra di loro troviamo diverse isoipse, sappiamo che A e B sono in realtà separati da un notevole dislivello
  • tutte le isoipse sono anelli chiusi. Seguiamo con un dito una di queste curve di livello: torneremo in breve al punto di partenza. Tutti i punti su quell’anello si trovano alla stessa quota
  • se le isoipse hanno un andamento regolare e poco “corrugato”, indicano un territorio dolce. Se hanno un andamento irregolare, pieno di onde e picchi, il territorio sarà aspro

Capire i colori

Le cartine dei sentieri utilizzano colori per darci informazioni preziose e facili da leggere.

Alcuni sono di comprensione immediata, altri un po’ meno:

  • corsi d’acqua, laghi e ghiacciai sono azzurri. L’azzurro è usato anche per segnalare parcheggi.
  • boschi e altre aree coperte di vegetazione sono verdi
  • le aree urbane o comunque antropizzate sono grigie o rosse, con gli edifici indicati da rettangoli neri
  • le strade asfaltate principali solitamente sono rosse/arancioni (autostrade e statali) e gialle (provinciali o di collegamento). Quelle secondarie sono bianche, mentre quelle minori, non sempre raggiungibili in auto sono nere, dal tratto sottile
  • le isoipse, o curve di livello, sono marrone chiaro, e ricoprono tutta la cartina
  • i sentieri CAI sono segnati con linee rosse continue o tratteggiate, mentre mulattiere e sentieri secondari sono tratteggiati in nero. Ricoveri, bivacchi e rifugi sono segnati anch’essi in rosso
  • le cartine escursionistiche danno anche un’idea della tridimensionalità del territorio con il lumineggiamento. Ovvero la rappresentazione della plasticità di monti e valli con l’uso di sfumature di colori, luci e ombre. Le cime risultano più illuminate, mentre le parti basse dei rilievi sono in ombra

Capire la scala

La scala di una carta topografica indica che rapporto c’è tra le dimensioni reali del territorio e quelle della carta. La scala viene indicata con un rapporto numerico, ad esempio 1:25.000 vuol dire che 1 cm della carta equivale a 25.000 cm (= 250 m) della realtà.

Quando abbiamo davanti una cartina dei sentieri 1:25.000, sappiamo che:

  • 4 cm = 1 km
  • 2 cm = 500 m
  • 1 cm = 250 m

Alcune mappe hanno una custodia trasparente dove troviamo dei “righelli” da usare per individuare le distanze. Basta appoggiare la custodia sulla cartina e leggere i numeri sul righello.

Individuare le coordinate con il reticolo UTM

Molte cartine dei sentieri sono suddivise in un reticolo di linee orizzontali e verticali che formano dei quadrati. Ogni quadrato è rappresentato da due numeri, posti sui bordi della mappa.

Questi numeri indicano le coordinate UTM (Universal Transverse Mercator), che abbiamo nominato più sopra. Il sistema UTM è quello più usato nelle nuove edizioni delle cartine topografiche, e permette di:

  • orientare velocemente la mappa
  • localizzare le coordinate del sentiero dove ci si trova
  • poter comunicare la tua posizione in caso di emergenza

Capire il tipo di sentiero

  • una linea bianca con i bordi scuri indica una sterrata percorribile anche con una 4×4
  • una linea rossa continua indica una mulattiera, o un sentiero ben segnalato dal CAI, che può in parte corrispondere a una strada sterrata da 4×4
  • una linea rossa tratteggiata spessa indica un sentiero di montagna, segnato e sicuro, anche se potenzialmente impegnativo e faticoso
  • una linea rossa tratteggiata sottile o con pallini rossi indica un sentiero per escursionisti esperti
  • una linea rossa tratteggiata con pallini intervallati da spazi vuoti indica un sentiero per escursionisti esperti e con traccia incerta, che richiede orientamento
  • una linea rossa tratteggiata a croci (+++) indica una ferrata: un tratto attrezzato che richiede esperienza con le esposizioni, imbrago e caschetto.
  • una serie di puntini neri indicano un itinerario di alta montagna impegnativo, su tracce di sentiero

Trovare il nord

Per leggere al meglio le cartine dei sentieri bisogna sapersi orientare, trovando il nord. Prendiamo quindi una bussola e spostiamo la mappa facendo corrispondere il suo bordo superiore con il nord indicato dall’ago magnetico.

Mentre ti orienti fai attenzione a non essere in contatto con oggetti metallici o nei pressi di campi magnetici, che falserebbero l’indicazione del nord.

Le migliori offerte

Chiariti quali sono i criteri per scegliere e utilizzare le carte escursionistiche, diamo un’occhiata alle migliori offerte che si trovano su Amazon. Nel capitolo successivo proporremo invece le nostre recensioni delle migliori cartine in commercio.

Le 4 migliori cartine dei sentieri: recensioni

Tabacco

La casa editrice Tabacco di Udine è da decenni un sinonimo di escursionismo, grazie alle sue celebri cartine dei sentieri in scala 1:25.000.

La Tabacco si concentra sull’area alpina del nord-est, dall’Adamello e dal Lago di Garda a Ovest fino alla Slovenia a Est e a parte dell’Austria a Nord. Nella sua cartografia sono quindi comprese tutte le Dolomiti, “Patrimonio dell’Umanità”.

La storia della Tabacco nasce agli inizi anni ‘60, per rispondere alle richieste dei turisti che negli anni del boom economico avevano iniziato a frequentare in massa proprio le Dolomiti.

Negli anni successivi è stata prodotta la serie 1:50.000, la prima con riportati i sentieri segnalati e i percorsi escursionistici. Qualche anno dopo arriveranno le più accurata mappe 1:25.000, derivate dai tipi dell’Istituto Geografico Militare.

Delle originali rilevazioni le cartine Tabacco mantengono inalterata la qualità del disegno, abbinando molti altri elementi grafici, come l’ombreggiatura.

Negli ultimi anni la Tabacco ha digitalizzato le sue mappe, che oggi si possono facilmente consultare con l’app Tabacco Mapp. In questo modo con un semplice smartphone possiamo individuare la nostra posizione sul sentiero e ritrovare la strada perduta molto facilmente.

Nel loro catalogo, oltre ad 80 cartine dei sentieri “normali”, fanno parte anche alcune mappe speciali. Come ad esempio quella dedicata interamente al selvaggio Parco delle Dolomiti Friulane, che prima era “spezzato” in diverse carte.

Questa cartina dei sentieri friulani più scenografici e meno turistici farà da guida per decine di escursioni memorabili. Su Amazon si trovano chiaramente anche le altre 80 carte Tabacco, che coprono tutto il Nord Est.

Kompass

L’azienda altoatesina Leimgruber pubblica da anni le cartine Kompass, grande punto di riferimento per gli escursionisti. Le Kompass coprono l’arco alpino meridionale, soprattutto Trentino – Alto Adige, Veneto, Lombardia, Piemonte. E si estendono in parte anche ad altre regioni montuose italiane, oltre che in Austria e in Svizzera.

Negli ultimi anni la Kompass offre anche un servizio gratuito di cartografia digitale di base, oltre a un’app – Aktiv Guide – dove scaricare a pagamento le cartine dei sentieri.

L’escursionismo non significa necessariamente sola montagna, e per questo la Kompass offre carte che vanno oltre i soliti monti. Ad esempio il Golfo di Napoli, Corsica e Sardegna, Eolie e perfino Canarie, Grecia, Malta…

Le loro carte vanno dalla scala 1:25.000 alla 1:50.000, offrendo sempre dati aggiornati e affidabili.

Un loro best seller è questo set di 4 carte escursionistiche delle intere Dolomiti in scala 1:35.000. L’acquisto di questo set cartaceo garantisce la possibilità di avere allo stesso tempo le carte in formato digitale, consultabili anche offline con l’app per smartphone della Kompass.

Istituto Geografico Centrale

L’Istituto Geografico Centrale è una casa editrice italiana di carte topografiche, specializzata in carte escursionistiche ed alpinistiche delle montagne del Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria.

Già negli anni ’50 pubblicò la cartina dei sentieri del parco nazionale del Gran Paradiso, oltre ad altre mappe in scala 1:50.000 relative all’arco alpino dalla Lombardia occidentale fino alla Liguria.

Seguirono nella serie altre carte più dettagliate in scala 1:25.000, destinate agli scalatori e agli alpinisti che, oltre ai sentieri e le vie di ascensione, evidenziano anche gli itinerari di sci-alpinismo.

Noi abbiamo selezionato la cartina 1:25.000 del Gran Paradiso, il parco nazionale più vecchio d’Italia, istituito nel 1922 e situato a cavallo delle regioni Valle d’Aosta e Piemonte. Una meta obbligatoria per gli appassionati di alpinismo, escursionismo e fotografia naturalistica.

4LAND

4LAND è una casa editrice specializzata in cartografia stampata e digitale, con sede a Bolzano. Le loro cartine dei sentieri coprono Trentino – Alto Adige, Lombardia, Veneto, Toscana, Sardegna, Liguria ed Emilia Romagna.

La particolarità dell’offerta cartografica di 4LAND consiste nell’utilizzo di dati GPS raccolti sul terreno per realizzare carte stampate e digitali di precisione.

Da alcuni anni la cartografia 4LAND viene distribuita, oltre che in forma stampata, anche in forma digitale, per mezzo dell’applicazione Avenza Maps. Questa cartografia digitale viene anche utilizzata dal Soccorso Alpino Servizio Provinciale Trentino per coordinare le ricerche e gli interventi sul territorio.

La produzione delle loro cartine segue un iter particolarmente accurato:

  • Rilevamento GPS dei sentieri
  • Inserimento dei dati GPS nel geodatabase, validazione con immagini satellitari e integrazione con altri dati
  • Fasi di correzioni, verifiche, sopralluoghi, revisione di bozze da parte di esperti del territorio
  • Realizzazione delle ombreggiature di sfondo per far risaltare la morfologia del terreno
  • Assegnazione dei colori e ritocchi grafici con software dedicati

Tra le loro tante mappe escursionistiche abbiamo scelto quella che racconta Val Badia, Tofane, Sasso della Croce, Gruppo del Sella, Le Odle e Plan de Corones. Una cartina adatta per chiunque voglia praticare escursionismo, mountain bike, sci-alpinismo, ciaspolate e passeggiate a cavallo nel cuore delle Dolomiti.

Foto di copertina di cottonbro da Pexels