Hai appena finito di sciare, sei l’immagine che sull’enciclopedia sarà abbinata all’espressione “stanco ma felice”. Non vuoi fare altro che raggiungere comodamente il primo bar, per una cioccolata calda o una birra, evitando di bagnarti o sentire freddo. Per questo ti servono i migliori doposci e scarpe da neve sul mercato: scopriamo quali sono e come sceglierli.

Che cosa sono i doposci?

Il doposci è una calzatura da neve calda e impermeabile, che mantiene i piedi asciutti in qualsiasi condizione di innevamento. Spesso sono stivali imbottiti di pelliccia sintetica (o vera), oltre ad essere ricoperti di membrane di Gore-Tex ed altri materiali idrorepellenti.

I doposci sono comodi e facili da indossare e da togliere. Garantiscono un comfort immediato una volta che ci si toglie i pesanti e rigidi scarponi da sci. Alcune scarpe da neve si limitano a proteggerci i piedi nel tragitto dalle piste al ristorante, altri possono accompagnarci in escursioni o lunghi lavori nella neve.

Il termine “doposci” richiama gli après-ski, quegli eventi o locali che animano le giornate (e le serate) degli sciatori una volta finite le discese. Queste calzature permettono infatti di continuare a godersi la montagna invernale e l’aria aperta anche dopo lo sport, senza rimpiangere il calore della camera d’albergo.

I doposci “da astronauta”: un’eccellenza italiana

In Italia, e non solo, quando si parla di doposci e scarpe da neve vengono subito in mente i Moon Boot. Un nome che viene a volte usato come vero e proprio sinonimo di doposci, ma che in realtà è un marchio registrato, e una delle tante storie di eccellenza del settore italiano delle scarpe.

Montebelluna, provincia di Treviso, è uno dei centri di produzione di calzature da montagna più importanti al mondo. Da qui vengono alcuni tra gli scarponi, scarpe da arrampicata, da trail running e doposci più amati dagli appassionati di outdoor.

Spesso questi grandi brand nascono come calzaturifici familiari, ed è questo il caso anche dei produttori dei Moon Boot. Si tratta di un marchio che ai suoi albori, nel 1960, vendeva scarpe anti-infortunistiche per i lavoratori delle Dolomiti. Quel calzaturificio oggi è una multinazionale, serve undicimila punti vendita ed esporta in settanta Paesi.

Il brand si chiama Tecnica Group, e negli anni ’60 passa dalle scarpe da lavoro alle calzature da roccia e agli scarponi da sci. Rivoluzionando da subito il mercato.

All’epoca la pelle era il materiale più usato per questo tipo di prodotti, ma in America si iniziava a sperimentare con gli scarponi da sci di plastica. La Tecnica si mette alla guida di questa avanguardia, proponendo Tecnus.

Si tratta del primo scarpone da sci al mondo a doppia iniezione. Ovvero con due durezze diverse a seconda dei punti, per favorire la vestibilità e la comodità

Ma la vera rivoluzione in casa Tecnica deve ancora arrivare.

I Moon Boot: l’icona delle scarpe da neve

20 luglio 1969. Neil Armstrong è il primo uomo a mettere piede sulla luna. L’astronauta saltella sul suolo bianco lunare, con addosso degli stivali tanto goffi all’aspetto, quanto iconici, al pari del casco. Giancarlo Zanatta, fondatore di Tecnica, osserva quelle immagini storiche, e prende appunti.

Negli anni ’60, una volta tolti gli scarponi da sci, si usavano le pedule in pelle per camminare sulla neve. Il risultato: ci si bagnava subito. Guardando Armstrong, Zanatta immagina una scarpa da neve leggera e impermeabile, con un design unico… il sogno si concretizza con due materiali: schiuma di poliuretano e nylon.

Da quegli appunti nascono così i Moon Boot, gli “stivali da luna”, comodi, caldi, inconfondibili. Ma la gente apprezzerà questi doposci da astronauta e dai materiali innovativi? Dopo 22 milioni di esemplari venduti possiamo tranquillamente rispondere di sì. È più o meno come se ogni abitante dell’Australia ne avesse un paio.

Da allora i Moon Boot diventano un’icona pop. Non solo doposci, ma simbolo di ogni momento di svago passato sulla neve. Dalle piste da sci ai musei che ne celebrano il design, i Moon Boot e il loro design fuori dagli schemi sono una delle storie di maggior successo della moda italiana.

Se il boom di queste scarpe da neve uscite dall’Apollo 11 è stato negli anni ’80, i 2000 hanno visto un loro ritorno retro-futuristico. Il marchio italiano è di nuovo di moda, sia come fenomeno culturale vintage che come prodotto tecnico, adatto per i più esigenti amanti dell’outdoor invernale.

Come scegliere doposci e scarpe da neve

Non solo Moon Boot: il mercato offre diverse possibilità per ogni tipo di attività invernale. Che sia per spalare la neve, fare il pupazzo con i nipoti o lavorare all’aperto con un clima inclemente, là fuori c’è la scarpa che fa per noi. Scopriamo come sceglierla.

I diversi tipi di doposci e scarpe da neve

Scarpe da neve per tutti i giorni

Gli stivali invernali casual sono pensati per chi vive in città fredde, e vuole godersi lo shopping o una passeggiata al parco con i piedi caldi. Non sono quindi certo calzature tecniche adatte al trekking o all’esplorazione artica, ma scarpe comode e dal design molto curato.

Questi stivali tendono ad avere meno gomma e più pelle e camoscio, anche se alcuni modelli fanno un ottimo lavoro nell’incorporarli entrambi. Hanno un livello moderato di isolamento e interni ben imbottiti, che ci manterranno al caldo durante brevi gite fuori casa.

Scarponi da trekking invernali

Questi sono di fatto una versione rinforzato e isolata degli scarponi da montagna. Si rivolgono quindi agli escursionisti invernali, e sono un’ottima scelta per le ciaspolate e per i trekking innevati.

Questa categoria di scarpa da neve non è alta come un classico Moon Boot, e permette movimenti agili e buona traspirabilità. Sono prodotti flessibili, con un ottimo grip (la trazione della suola), che ci assisterà in ogni attività più dinamica negli ambienti invernali.

Alcuni di questi scarponi hanno anche gli attacchi per i ramponi, che li rendono adatti all’alpinismo, ai ghiacciai e alle cascate di ghiaccio. Altri sono meno tecnici, e si limitano a proteggerci da freddo e neve in lunghe camminate rilassanti sul manto bianco e morbido.

Scarpe da neve per il freddo estremo

Se la nostra passione o il nostro lavoro ci portano a sfidare il freddo estremo, non dobbiamo preoccuparci. Ci sono scarpe da neve adatte a noi, che sono a prova di tempesta di ghiaccio.

Si tratta di stivali grandi, voluminosi, caldi e resistenti. Solitamente hanno applicazioni pesanti di gomma, nylon o pelle spessa, che funzionano meglio con temperature rigide e neve profonda.

Non sono quindi calzature agili o stilose, ma delle affidabili protezioni per i nostri piedi negli ambiente più estremi.

Doposci classici

Il più classico modello di doposci, come potrebbero essere i Moon Boot, si pone come via di mezzo tra le tre categorie analizzate qui sopra. Si tratta di scarpe da neve con:

  • un design pensato per non farci sfigurare
  • una trazione e una traspirabilità sufficienti per non farci scivolare o sudare troppo
  • un isolamento per tenerci al caldo anche con le caviglie ben affondate nella neve fresca

Non possiamo certo avventurarci in lunghi trekking con questi doposci, e una passeggiata al parco con i Moon Boot ci farebbe apparire piuttosto bizzarri… ma se il nostro obiettivo è passare dalle piste ai locali après-ski o fare a palle di neve con i nostri figli, questi modelli fanno al caso nostro.

Quanto caldi sono i doposci: i materiali

Alcuni marchi includono una valutazione della temperatura minima sopportata dalle loro scarpe da neve. Certi modelli promettono comfort anche a -30°… ma ci si può fidare?

Non esistono test standardizzati per valutare la temperatura minima alla quale un paio di scarpe continua a garantire calore ai nostri piedi. Dipende dalla persona, dal vento, dal tipo di neve e di attività… Insomma, prendiamo questi numeri come un’indicazione non troppo precisa.

Se stiamo fermi in una bufera, attendendo di fotografare un leopardo delle nevi (qualcuno al mondo avrà questo problema, supponiamo), probabilmente avremo freddo ai piedi in ogni caso. Se siamo nel mezzo di una ciaspolata da 1000 metri di dislivello, avremo caldo anche con i sandali.

Il dato che dobbiamo tenere d’occhio è soprattutto quello relativo ai materiali utilizzati per l’isolamento termico.

Isolanti sintetici

Gli isolanti più comuni oggigiorno sono sintetici, e imbottiscono la scarpa da neve tra la fodera interna e il guscio esterno. Primaloft e Thinsulate sono isolanti sintetici molto usati ed efficienti, che troviamo anche in giacche e guanti.

I doposci con isolanti sintetici non sono ingombranti né pesanti, e continuano a mantenerci caldi anche quando sono bagnati. Solitamente i grandi marchi hanno dei loro isolanti registrati, come nel caso della North Face (isolante Heatseeker) o della Columbia (isolante Omni-Heat).

Per avere un’indicazione del grado di calore, possiamo controllare il numero di grammi di isolante utilizzati nel doposci (valore misurato pesando una sezione di 1 metro per 1 metro).

Gli stivali da leggeri a medi avranno un isolamento da 200 a 400 grammi, mentre gli stivali pesanti per il freddo estremo ne avranno molto di più.

Feltro, pelle di pecora e lana

Alcuni stivali puntano sull’efficacia vintage di isolanti naturali, come spesse fodere di feltro o pelle di pecora. Sebbene questi materiali siano ingombranti, garantiscono un ottimo livello di calore e di comfort.

A differenza degli isolanti sintetici, le fodere in feltro, pelle di pecora e lana possono bagnarsi se esposte alle intemperie, ma continueranno a mantenerci caldi. E in molti modelli questi rivestimenti sono rimovibili, quindi puoi metterli ad asciugare accanto al fuoco tra una corsa e l’altra sulla collina da slitta.

Imbottitura in piuma

Gli stivali con isolamento in piuma (dei piumini da piede, di fatto) non sono molto comuni e non sono l’opzione più sicura.

Se l’imbottitura in piuma è ottima in una baita fredda, mentre cerchiamo di accendere il fuoco, può fare poco all’aperto, con l’umidità della neve. Quando questi stivali si bagnano, smettono di isolarci. Sono quindi scarpe buone solo per l’interno della tenda, dopo un lungo trekking invernale.

Altezza di doposci e scarpe da neve

Le scarpe da neve hanno una gamma abbastanza ampia di altezze: da appena sopra le caviglie ad appena sotto le ginocchia.

In generale, le varie altezze sono in linea con le categorie di cui abbiamo parlato. I modelli da trekking invernale saranno più bassi, per garantire agilità. Questo li rende più leggeri e più flessibili, ma anche più inclini a far entrare la neve sopra la parte superiore dello scarpone se affondi.

Per questo motivo è meglio sempre usarli con delle ghette, che risolvono il problema.

Stivali da lavoro e modelli per condizioni meteorologiche estreme si trovano più in alto sulla gamba, arrivando fin sotto il ginocchio. Ovviamente l’altezza extra inibisce la libertà di movimento e gli stivali di questo tipo possono richiedere una vera lotta da rimuovere alla fine della giornata.

Per concludere, gli stivali nella categoria casual sono da qualche parte nel mezzo, con modelli più o meno alti, ma senza mai arrivare agli estremi.

Peso

Come per l’altezza degli stivali, il peso di doposci e scarpe da neve varia in modo significativo. Non sorprende che i modelli più pesanti siano pensati per le condizioni peggiori, raggiungendo anche i 3 kg al paio.

All’altra estremità dello spettro ci sono gli scarponi da trekking invernale, che possono pesare anche solo un kg al paio. Nella maggior parte dei casi, il peso aumenta all’aumentare del livello di isolamento.

Chiaramente non si può pensare di fare una lunga ciaspolata con addosso 3 kg di doposci, quindi la scelta va ancora una volta fatta in base al tipo di attività.

Fodere rimovibili

Alcune scarpe da neve hanno fodere isolanti rimovibili. Il vantaggio di questi modelli è che sono estremamente resistenti e comodi.

Solitamente hanno un guscio esterno fisso in gomma e pelle, impermeabile e isolante. E poi hanno fodere esterne rimovibili, imbottite e morbide, che garantiscono più comfort rispetto a un tipico design monopezzo.

Questo permette anche di rimuovere le fodere per asciugarle più rapidamente se i doposci si bagnano. Ma sono quindi meglio in assoluto rispetto ai modelli monopezzo?

Per un uso attivo come l’escursionismo o le ciaspolate, o se vuoi mantenere il peso e l’ingombro al minimo, è meglio optare per uno scarpone monopezzo.

Questi modelli hanno spesso un design da scarpone, e offrono una calzata più precisa e una sensazione di maggiore agilità, controllo e stabilità su terreni tecnici. Sono anche in media più leggeri, il che è positivo per le escursioni più lunghe.

Impermeabilità

Visto che sono pensati per permetterci di “camminare sull’acqua”, le scarpe da neve e i doposci devono avere una buona impermeabilità. E solitamente ci riescono molto bene.

Gli stivali in due pezzi che hanno una fodera rimovibile si basano su un guscio robusto per mantenere l’umidità fuori.

Gli inserti in gomma sono poi fantastiche barriere contro l’umidità, che lasciano qualsiasi cosa all’esterno, dalla neve che cade alle pozzanghere fangose. Inoltre, la tomaia in pelle trattata e la sigillatura delle cuciture ti proteggono quando cammini nella neve profonda.

Gli stivali monopezzo hanno invece una sottile membrana impermeabile e traspirante inserita tra il materiale esterno e la fodera.

Questa opzione è un po’ meno impermeabile nel complesso, ed è meglio accertarsi che la tomaia abbia ricevuto un trattamento resistente all’acqua per evitare che assorba l’umidità.

Come nel caso degli scarponi in Gore-Tex, l’impermeabilità può però essere un’arma a doppio taglio. Se per qualche motivo la neve e l’acqua entrano dall’alto, in una scarpa impermeabile rimarranno intrappolati finché non la mettiamo ad asciugare in un posto asciutto.

Il risultato è una lunga escursione con i piedi in acqua.

Per evitare questo sgradevole effetto, meglio puntare su scarpe da neve alte, o aggiungere un paio di ghette. Le ghette sono delle protezioni, solitamente in nylon, che si attaccano alla scarpa e si fissano in alto sul polpaccio. Ci riparano quindi da fango e acqua, permettendoci però movimenti liberi e agili.

Si tratta di un gadget indispensabile per i ciaspolatori, ma superfluo per chi ha già doposci alti e protettivi.

Traspirabilità

In generale, doposci e scarpe da neve privilegiano il calore e la protezione, il che ha un impatto negativo sulla traspirabilità.

Sono costruiti per intrappolare il calore all’interno, e tendono quindi a surriscaldarsi con il sole di mezzogiorno sulle piste, o durante un uso molto attivo. Potrebbe essere che questo difetto non sia un problema, se le usiamo per passeggiate e feste in rifugio, o se la temperature è costantemente molto bassa.

Ma se frequenti zone con escursioni termiche o ti muovi molto, meglio puntare su scarpe da neve che equilibrano impermeabilità e traspirabilità, con isolamenti leggeri (sui 200g).

Suole

Le scarpe da neve hanno suole con una mescola di gomma diversa rispetto ai loro cugini da trekking su sterrato.

Le suole da neve sono più morbide e non si induriscono anche quando le temperature si abbassano, il che le aiuta a continuare a fare presa su neve e ghiaccio. Inoltre, i tasselli sulla suola hanno lo scopo di prevenire l’accumulo di neve.

I battistrada esterni sono molto spessi e assorbono bene l’energia per isolare i piedi da eventuali urti violenti mentre si cammina. In generale, i modelli per l’escursionismo invernale hanno la migliore trazione, mentre gli stivali casual e da lavoro possono essere più “slittanti”.

La celebre Vibram ha creato per doposci e scarpe da neve la mescola Arctic Grip, che è specificamente progettata per aderire a superfici scivolose e ghiacciate.

Misure

La vestibilità è sempre una considerazione importante con le calzature e lo stesso vale per doposci e scarpe da neve.

Uno stivale di dimensioni adeguate dovrebbe essere abbastanza grande da contenere i calzini più spessi senza inibire la circolazione e compromettere così il grado di isolamento.

È anche importante considerare il tipo di attività: uno stivale che verrà indossato solo in città non deve adattarsi perfettamente per funzionare bene. Invece, i modelli più incentrati sull’escursionismo devono garantire un fit preciso.

Le misure variano ampiamente tra i marchi e i singoli modelli, ma in generale devi orientarti verso dimensioni più grandi rispetto a quelli che usi per le scarpe da tutti i giorni.

Le migliori offerte

Chiariti quali sono i criteri per scegliere le scarpe da neve, diamo un’occhiata alle migliori offerte che si trovano su Amazon. Nel capitolo successivo proporremo invece le nostre recensioni dei migliori modelli in commercio.

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CMP Hanki, Scarpe da Barca Unisex-Adulto, Argento (Argento A604), 40 EU
  • Taglio alto per un'ottima protezione della gamba
  • Ottima flessibilità e resistenza
  • Tessuto confortevole
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Moon-boot Nylon, Stivali da Neve Bambino, Blu (Avio 078), 23 EU
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  • Grazie alla morbida fodera interna in poliestere, gli stivali invernali hanno un elevato comfort.
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  • La fodera prodotta da isolamento
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  • Stivali alti in tessuto con lacci elaborati a livello della tomaia e della tomaia
  • Ampia banda di marca al livello della tomaia
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Sorel Caribou, Scarpone invernale Donna, Nero Black Stone 011, 36 EU
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Le 5 migliori scarpe da neve: recensioni

Migliori doposci uomo: Mucks Boots Arctic Ice Tall

Definirli doposci da uomo è forse riduttivo, perché gli Arctic Ice Tall sono la migliore scarpa da neve a 360 gradi, o quasi. Inadatti al trekking e all’alpinismo, questi stivali si comportano egregiamente in qualsiasi altro reparto: dall’isolamento termico al design, dal grip della suola all’impermeabilità.

La protezione in neoprene ci permette di avanzare nella neve alta come se camminassimo su un sentiero qualsiasi. Ed è più facile che ci bagniamo i gomiti che i piedi, grazie al guscio di gomma che ci isola completamente.

La suola ha una trazione aggressiva che fa preso su ghiaccio e neve dura. Il peso può dare fastidio per le lunghe camminate, ma d’altra parte è garanzia di resistenza, calore e protezione. Per lunghi lavori nella neve o feste invernali all’aperto: questi ultra doposci da uomo sono di un altro livello.

Muck Boots Arctic Ice Tall, Stivali in Gomma Uomo, Brown, 48 EU
  • 8mm CR Flex-Foam
  • Warm Fleece Lining
  • Extended Rubber Exterior

Migliori doposci donna: Sorel Caribou

Questo modello è semplicemente un classico senza tempo. Uscito nel 1962, spesso imitato, mai eguagliato, il Caribou della Sorel è un mix di design e prestazioni tecniche.

Caldo e comodo, questo doposci da donna è del tipo sfoderabile. Ha quindi una fodere che si può togliere e mettere ad asciugare: un’ottima soluzione che garantisce praticità e isolamento termico eccellente.

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  • Materiale resistente
  • Colore del prodotto: marrone
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Migliori doposci bambini: Moon Boot

Poteva mancare il modello di doposci più famoso al mondo? Questi doposci per bambini sono semplicemente la versione a taglie piccole dell’iconico Moon Boot, la scarpa da neve che è anche fenomeno culturale.

Realizzato in nylon tecnico, questo stivale sarà il compagno di giochi invernali preferito dei tuoi bambini. Divertimento e protezione da freddo e umidità: un mix che permetterà di vivere momenti indimenticabili sulla neve.

Migliori scarpe da neve casual: Columbia Fairbanks

Il brand Columbia è sinonimo di qualità nel mondo dell’outdoor, scarpe da neve comprese. Le Fairbanks sono un loro modello da città o gita fuori porta, con un occhio di riguardo al design e allo stile.

I Fairbanks sono dotati di membrana traspirante e impermeabile Omni-Tech con cuciture termosaldate e di imbottitura a 200 gr certificata fino a -32° C. Sono scarpe da neve ottime tanto per una camminata al parco sotto la neve, quanto per la sosta successiva in un locale in centro per un drink.

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Columbia Fairbanks Omni-Heat, Scarponi Invernali Uomo, Nero (Black, Rusty), 42 EU
  • Materiale esterno: Sintetico
  • Fodera: Sintetico
  • Materiale suola: Gomma

Migliori scarpe da neve per trekking invernale: Scarpa Triolet GTX

La Scarpa è una delle leader mondiali del mercato dell’alpinismo. Il modello in Gore-Tex Triolet è uno dei loro grandi classici, usati da appassionati di escursionismo invernali. Si tratta di scarponi da neve ramponabili, adatti quindi anche al ghiaccio.

Una scarpa che si presta all’alpinismo tecnico, alle vie ferrate e all’escursionismo alpino con carichi pesanti. Ma che con la sua tomaia idrorepellente e la sua longevità eterna si comporta al meglio in qualsiasi altra situazione innevata o a basse temperature, lavori pesanti compresi.

SCARPA Triolet GTX, Scarponi da Montagna Uomo, Tonic Gore-Tex NAG PENTAX II XT, 43 EU
  • Materiali: Tomaia: pelle e materiali vari; Imbottitura e suola interna: tessuto; Suola esterna: materiali vari.
  • Presenza di parti di origine animale: le scarpe contengono parti non tessili di origine animale.

Foto di freestocks.org da Pexels