Le giacche da trekking e in particolare le cosiddette softshell sono un pezzo di abbigliamento fondamentale per tutte le attività outdoor. Si tratta di prodotti traspiranti e antivento, che ci permettono di muoverci comodamente durante le nostre escursioni. Ma quali sono le migliori giacche e softshell che ci accompagneranno in montagna nei prossimi anni?

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I migliori modelli giacca softshell uomo

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Che cosa sono le giacche softshell?

Il termine “softshell” letteralmente significa “conchiglia morbida”. Una parola che solitamente non viene tradotta in italiano, e che indica una specifica categoria di giacche da montagna. Le softshell sono sempre più diffuse, grazie alla loro grande versatilità. Ma di cosa si tratta?

Per essere definita softshelle una giacca da trekking deve avere queste caratteristiche:

Le giacche da trekking softshell sono quindi pensate per mantenere il corpo caldo e asciutto in qualsiasi condizione e attività aerobica in montagna. L’esterno è resistente ed elastico, mentre l’interno è solitamente in “microfleece”, un materiale morbido e caldo ma non ingombrante.

Di cosa sono fatte le giacche softshell?

Solitamente nelle softshell troviamo tre diversi srtati:

I tre strati uniti formano un tipo di giacca da montagna molto leggera, elastica e resistente al vento e alle intemperie. Il genere di giacca che terremo addosso durante l’intera escursione, mentre magari potremmo scegliere di rimuovere un’eventuale giacca hardshell, adatta ai climi più rigidi e alla pioggia battente.

Una giacca softshell si muove insieme a noi, evitando quei fastidiosi impedimenti tipici delle giacche più pesanti. È una sorta di seconda pelle, adatta tanto a un giro in città in un giorno di vento quanto a un’arrampicata.

Giacche softshell vs hardshell e giacche da pioggia

Giacche softshell vs giacche a vento

Giacche softshell vs giacche in pile

Guida per scegliere una giacca softshell

Resistenza al vento e all’acqua

Si è già sottolineato più volte che le giacche da trekking softshell non sono impermeabili. Ma questo è un difetto insormontabile?

Le softshell sono solitamente rivestite di uno strato idrorepellente (DWR), che permette loro di sopportare piogge leggere e raffiche di vento. Nel caso di un nubifragio, tuttavia, l’acqua prima o poi si farà strada e arriverà a bagnarci.

Nella maggior parte dei casi, se programmiamo un’escursione di un giorno abbiamo la relativa certezza di bel tempo, e quindi una giacca softshell è più che sufficiente. Se invece programmiamo un’uscita di più giorni in zone fredde e dal tempo instabile, è meglio mettere nello zaino anche una hardshell.

Traspirabilità

Le giacche da montagna softshell sono per definizione traspiranti ed elastiche, il che le rende perfette per tutte le attività aerobiche, dall’arrampicata allo sci.

Le giacche softshell più traspiranti sono modelli più sottili, senza uno strato esterno a trama fitta e super resistente (e meno permeabile all’aria). Per la massima traspirabilità, la permeabilità è un’alleata, perché permette un continuo passaggio dell’aria.

D’altra parte, un flusso d’aria eccessivo compromette la resistenza agli agenti atmosferici e il calore. È sempre una questione di equilibrio, ma la maggior parte delle giacche softshell offre un’ottima traspirabilità per uno strato esterno.

Imbottitura, peso e ingombro

Tendenzialmente, le giacche softshell non sono il massimo in quanto a comprimibilità e compattezza una volta piegate. In questo senso si comportano peggio di capi meno versatili, come gli impermeabili, ad esempio i vecchi (tornati di moda) K-Way.

La trama del tessuto elastico e le fodere in micropile aggiungono volume e peso, quindi ne consegue che più calda è la softshell più si farà sentire nello zaino.

Tuttavia, negli ultimi anni il mondo dell’outdoor va verso la direzione del minimalismo e dei pesi piuma, e le giacche da trekking non fanno eccezione. Troviamo quindi dei modelli che scendono sotto il mezzo chilo: un peso che fino a poco tempo era più tipico di una giacca a vento che di una softshell.

Alcuni modelli una volta ripiegati non sono più grandi di una mela, e sono davvero ottimi per sport leggeri come l’arrampicata o i trekking da più giorni.

Elasticità

Una giacca softshell deve essere elastica e muoversi insieme a noi sullo snowboard, su una parete di granito o durante una corsa in salita.

In contrasto con una giacca impermeabile e “rigida”, una giacca softshell si flette e asseconda i nostri gesti, senza farsi sentire.

Quando si parla di tessuto elasticizzato ci si riferisce a uno strato esterno che è una miscela di fibre più statiche (tipicamente nylon e poliestere) intrecciata con il 5/15% di fibre elastiche.

Questo consente al materiale di allungarsi in risposta al movimento, in tutte le direzioni. Ed è forse la caratteristica vincente di questo tipo di giacche da montagna, che sono pensate proprio per chi vive l’outdoor a 360 gradi.

Giacche softshell con membrana

Alcuni softshell sul mercato presentano una membrana laminata all’interno del tessuto esterno in nylon, per fornire resistenza al vento e una ulteriore protezione dall’acqua.

Questi indumenti svolgono un ottimo lavoro nel bloccare gli elementi, al costo di una minore traspirabilità. Esistono molti tipi diversi di membrane, alcune delle quali sono completamente permeabili all’aria e altre no.

Se la membrana è impermeabile all’aria, il sudore deve evaporare a forza, solo grazie al diverso gradiente di umidità tra l’interno e l’esterno del guscio.

Chiaramente questo processo di traspirazione è molto meno efficiente di quello riscontrato negli indumenti permeabili all’aria.

Vestibilità

La vestibilità dipende dai diversi tipi di modelli, che vanno dal più casual, adatto anche alla città, al più tecnico, pensato per falesie o piste da sci.

Essendo giacche elastiche, le softshell permettono di indossare qualche altro strato sotto, come ad esempio una maglia di lana, un micropile e altro abbigliamento tecnico.

Idealmente, la giacca softshell da montagna è comunque piuttosto aderente, per permettere movimenti agili senza disperdere il calore.

Il comfort è un altro punto di forza di una buona softshell, in particolare per quanto riguarda la sensazione sulla pelle. Le morbide fodere in micropile (o microfleece, che dir si voglia) le rendono abbastanza comode anche se indossate a diretto contatto con la pelle.

Calore

Le giacche softshell possono variare notevolmente in spessore e calore, passando da gusci sottili che non offrono isolamento a giacche spesse foderate in pile. Dipende quindi dall’uso che vogliamo farne.

Se stiamo andando a scalare una cascata di ghiaccio, ovviamente opteremo per softshell più spesse e imbottite. Che però sarebbero un ingombro inutile per un trekking estivo, con tempo variabile.

Bisogna comunque ricordare che, come vedremo tra un attimo, ogni abbigliamento da montagna prevede più strati. Si può quindi scegliere di acquistare una giacca softshell più leggera, apprezzandone la traspirabilità, coprendoci poi con ulteriori strati in caso di necessità.

Una giacca troppo pesante non può essere alleggerita, mentre una leggera può essere “appesantita” con una hardshell, un piumino o una maglia termica a diretto contatto con la pelle.

Tasche

Al variare dei modelli di giacche da montagna softshell troviamo diverse soluzioni per le tasche. Si va dalla tasca singola sul petto di una giacca minimalista, fino a design a sei tasche in modelli più versatili.

In una giacca casual, possiamo accontentarci di due tasche scaldamani di altezza standard (appena sopra i fianchi) e una o due tasche sul petto per riporre oggetti di valore.

Dovrai decidere se vuoi dare la priorità al risparmio di peso (meno tasche) o alla praticità e all’organizzazione (più tasche).

Qualche consiglio:

Cappucci

Un buon numero di giacche da trekking softshell è venduto sia in versione con cappuccio che senza cappuccio.

In generale, chi vuole una giacca performante sceglierà la versione con cappuccio per una migliore protezione dalle intemperie. Anche se non è impermeabile, il cappuccio può dare sollievo da pioggia leggera e vento e offrire ulteriore calore.

Se vuoi usare la giacca softshell come strato intermedio o come capo da città, la giacca senza cappuccio potrebbe essere la tua opzione migliore.

Ricordati comunque che se usi un casco il cappuccio deve essere della misura giusta per adattarcisi.

Quali caratteristiche cercare in una giacca softshell

Riassumiamo alcune caratteristiche molto importanti, e magari non scontate, che sono da valutare per un acquisto:

Come vestirsi a strati con le giacche softshell

L’utilità di una giacca softshell diminuisce se ci impili sotto una serie infinita di strati: più isolamento hai, più il tuo calore corporeo sarà intrappolato da quegli strati. Indossare una buona giacca da montagna sopra uno strato di base leggero o medio è la migliore combinazione se si ci si muove con il freddo.

Inoltre, meno materiale hai sotto la softshell, più questa è capace di “respirare”. Una volta che ti fermi, è importante indossare rapidamente una giacca isolante per intrappolare il calore del corpo, perchè la necessità di traspirabilità non è più critica.

Insomma: le softshell funzionano meglio quando sono vicine alla tua pelle.

Per finire, come già detto le giacche softshell possono anche essere abbinate a una hardshell o a una giacca antipioggia in caso di maltempo. Diverse softshell offrono infatti diversi livelli di protezione dagli agenti atmosferici, ma nessuna è completamente impermeabile.

Le migliori offerte pe giacche softshell uomo

Chiariti quali sono i criteri per scegliere le giacche da montagna softshell, diamo un’occhiata alle migliori offerte che si trovano su Amazon. Nel capitolo successivo proporremo invece le nostre recensioni dei migliori modelli in commercio.

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Le 5 migliori giacche softshell uomo: recensioni

Arc’teryx Gamma LT Hoody

La Arc’teryx è un’azienda canadese dal nome bizzarro, ed è probabile tu non l’abbia mai sentita nominare. Ma c’è un motivo se compare sempre nelle classifiche internazionali di attrezzatura e abbigliamento da montagna.

L’estrema cura per i dettagli, la continua ricerca tecnologica e uno stile molto diverso da tanti brand rivali fanno di Arc’teryx una realtà ormai consolidata nel mondo dell’outdoor. E se c’è una cosa in cui questo marchio eccelle sono proprio le giacche, a partire dalle softshell.

La loro Gamma LT è praticamente la miglior rappresentazione del concetto di giacca softshell da attività all’aria aperta. Esistono sul mercato giacche più leggere o più protettive, ma questa è la vera tuttofare, adatta ad ogni tipo di sportivo e appassionato di montagna.

Il tessuto Wee Burly è iper-resistente, e riesce ad esserlo mantenendo un peso moderato, adatto anche ai trekking di più giorni. Questa giacca fa inoltre un ottimo lavoro nel difenderci da vento e pioggia moderata, senza sacrificare nulla in termini di traspirabilità.

Il suo design pulito e minimalista, marchio di fabbrica della Arc’teryx la rende poi adatta anche a un giro casual per le strade del centro. A prima vista, nessuno potrà dire che avete addosso un concentrato di tecnologia adatto alla mountain bike (il cappuccio è a prova di casco), all’arrampicata e all’escursionismo di ogni tipo.

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Arc’teryx Proton FL Hoody – Donna

Rimaniamo in casa Arc’teryx per una giacca softshell ibrida, confortevole e traspirante, ma con una buona imbottitura adatta all’attività anche invernale. La Proton Fl Hoody è leggermente più solida della classica softshell, rendendola un buon anello di congiunzione con una hardshell dinamica.

Il cappuccio è ben elasticizzato, e si adatta ad ogni tipo di casco. Le tasche sono scaldamani, e l’intera struttura della giacca è agile e segue ogni nostro movimento. Si tratta di un modello molto versatile, perchè può funzionare sia come strato intermedio che come strato ultimo, nelle giornate più miti.

Sci, alpinismo, arrampicata su ghiaccio, gita domenicale, campeggio… difficile trovare un’attività in montagna in cui questo modello da donna non sia perfettamente a suo agio. E il vento non sarà un problema, grazie al doppio pannello in tessuto “Fortius Air 20”, traspirante ma molto protettivo.

Per quanto riguarda l’isolamento termico, la Proton FL fa meglio della maggior parte delle giacche da montagna rivali. Ma la cosa incredibile è che riesce ad essere così calda a soli 270 grammi: un vero peso piuma.

La giacca ha due ampie tasche sul petto, che forniscono un buon spazio anche quando si indossa un’imbragatura. Le tasche scaldamani sono morbidamente foderate per offrire comfort e calore extra. Sia il cappuccio che l’orlo sono facili e veloci da regolare, così come i polsini.

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Black Diamond Alpine Start

La Alpine Start è il vero campione dei pesi piuma nel campionato delle giacche softshell. In soli 210 grammi questo modello riesce a garantirci massima elasticità e traspirabilità, senza trascurare l’idrorepellenza tipica delle softshell.

Il cappuccio regolabile permette di indossare un casco sotto la giacca senza problemi, mentre una tasca all’altezza del petto ci dà lo spazio sufficiente per riporre gli oggetti fondamentali. Chiaramente un modello minimal di questo tipo è pensato soprattutto per chi ha bisogno di limare ogni grammo, come i climber.

Si tratta di una giacca softshell quattro stagioni, che non ci farà sudare troppo nemmeno nei giorni più caldi dell’estate. E che in inverno farà da pratico strato intermedio, sopra a maglie tecniche o sotto a giacche hardshell.

Difficile trovare una giacca che bilanci così bene resistenza a vento e acqua e traspirabilità. Di fatto, siamo di fronte a un ibrido tra softshell e giacca a vento, o giacca da trail running.

Chiaramente tutta questa leggerezza non le permette di essere anche calda, ma fa parte delle caratteristiche di un prodotto all’avanguardia, dedicato a chi ha la leggerezza come priorità.

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Outdoor Research Ferrosi Hoody

La giacca softshell con cappuccio Ferrosi della Outdoor Research è leggera, resistente e adatta ad ogni tipo di attività outdoor. A questo aggiunge un prezzo moderato, che la rende forse l’affare più vantaggioso sul mercato delle softshell.

Non bisogna pensare che il prezzo “budget” significhi scarsa qualità. La traspirabilità di questo modello è paragonabile a quella di rivali ben più costosi, e risponde alle esigenze di trail runner, ciclisti e climber.

Non si tratta di una giacca particolarmente calda, ma la sua buona resistenza al vento impedisce che la temperatura corporea crolli troppo velocemente. Anche in questo caso troviamo poi un cappuccio che si adatta al casco.

Testata sotto la pioggia battente, questa giacca resiste 30 secondi prima di far entrare l’acqua. Un tempo assolutamente nella media delle softshell, soprattutto in questa categoria di ultraleggere e traspiranti.

E proprio la traspirabilità è un parametro rispetto al quale la Ferrosi non teme rivali, neanche tra i marchi più blasonati.

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Patagonia Galvanized

Patagonia è un marchio mitico per tutti gli appassionati di montagna, sinonimo di performance e attenzione all’ambiente. Con la giacca Galvanized la Patagonia propone un ibrido tra soft e hardshell.

Si tratta di un modello con membrana idrorepellente, che garantisce una protezione da acqua e vento tipica delle hardshell in Gore-Tex. Ma con l’elasticità e la traspirabilità di una classica softshell da attività dinamiche. Insomma: il meglio dei due mondi.

Calda, protettiva e comoda, questa giacca forse non ha la traspirabilità di altri modelli adatti anche alla corsa. Ma si tratta di un prodotto pensato per chi cerca protezione e calore a un peso ridotto, e con la mobilità che si presta anche a una scalata di una cascata di ghiaccio o all’alpinismo invernale.

Questa giacca presenta due grandi tasche scaldamani, strategicamente posizionate in alto sul busto per limitare le interferenze da una cintura o di un imbrago da arrampicata. Ha anche una tasca esterna sul petto, perfetta per telefoni, batterie e accendini.

Per tenere a bada il freddo, la giacca softshell Galvanized ha una serie di cordini assortiti e di chiusure a cordoncino: tre per il cappuccio e uno per l’orlo. Il cappuccio è abbastanza grande per un casco da arrampicata e fornisce un’eccellente protezione dalle intemperie grazie alla tesa rigida e al sistema di regolazione a tre punti.

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Foto di copertina di Guduru Ajay bhargav da Pexels

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