Continuiamo con le recensioni dei migliori modelli Hoka, scarpe che noi di Montagna Made in Italy apprezziamo particolarmente.

L’azienda produce sia modelli da strada che da trail running, ed è su quest’ultimi che ci stiamo soffermando.

Di Hoka ci piace particolarmente la calzata, il comfort, e soprattutto l’ammortizzazione che è eccellente.

Ma a differenza di altri modelli che abbiamo già visto (come le Mafate Speed 3 o le Speedgoat 4) oggi vi parliamo di una scarpa Hoka un po’ particolare, che possiamo definire “ibrida”, ovvero la Challenger ATR 6.

Si tratta di un modello pensato per stare su suoli molti diversi tra loro, come l’asfalto e i sentieri. Ecco perché la definiamo ibrida, per la sua natura che è divisa in due. Quel “ATR” sta per All Terrain Ready, ovvero pronta per ogni tipo di terreno.

Se da un lato è un’affermazione un po’ eccessiva (vedremo dopo in dettaglio che non può essere usata davvero su qualunque terreno), dall’altro è vero che passare dalla strada all’off-road e viceversa si è rivelato molto facile con queste scarpe.

Vediamo allora come sono fatte le Hoka One One Challenger ATR 6.

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Caratteristiche principali delle Hoka One One Challenger ATR 6

Le Hoka One One Challenger ATR sono arrivate alla sesta edizione e hanno mantenuto la versatilità che le contraddistingue.

Vediamo assieme come sono fatte, nella suola, nell’intersuola e che tipo di tomaia hanno.

Tomaia

La tomaia è realizzata in un tessuto riciclato chiamato Unifi Repreve, che proviene dalla plastica. Molto confortevole e morbido, sembra anche essere abbastanza traspirante.

In generale il comfort della parte superiore della scarpa è molto buono, con un piccolo difetto per alcuni runner: lo spazio in punta è un punto a sfavore di questa scarpa, perché chi ha piedi leggermente più larghi può sentire qualche fastidio. Ma niente di tragico, perché con l’uso la scarpa tende ad adattarsi.

La linguetta è imbottita senza essere né troppo piena né troppo sottile.

In generale, come dicevamo, la comodità della scarpa una volta indossata è eccezionale. Il che ci porta subito a dire che possono andar benissimo, vista anche l’ammortizzazione, per chi corre molte ore.

Intersuola

Una delle parti migliori di queste scarpe. Nelle Challenger l’intersuola è realizzata in CMEVA, un materiale compresso.

É un’intersuola che regala un’ammortizzazione che è molto piacevole, ma ben più contenuta se paragonata alle sorelle (ad esempio le Stinson o le Speedgoat). Non è troppo morbida, e anzi preserva abbastanza reattività, anche se è in ogni caso un modello per chi non va troppo veloce.

Detto questo, se da un lato prediligono un ritmo non troppo vivace, le Challenger sono provviste di quella tecnologia di Hoka chiamata Meta Rocker che “spinge” il piede in avanti, donando quindi una certa propulsione e aumentando il passo.

In generale sono scarpe rigide, che ricordano un po’ le Speedgoat, ma senza essere così dure. Regalano molta protezione sotto il piede, anche troppa per alcuni runner. Infatti non si sente affatto il terreno, il che può piacere come no. Di sicuro non si avranno fastidi su rocce e altri oggetti appuntiti.

Il differenziale tacco-punta è di 5 millimetri, il che le distingue dalla maggior parte degli altri modelli di quest’azienda, che usano un 4mm. Non cambia poi molto, in ogni caso promuovono l’appoggio di punta o a metà piede, a differenza di scarpe con drop alti, 8-10mm, che invece tendono a farci atterrare più facilmente con il tallone.

Altro aspetto presente in tutte le Hoka è il cosiddetto Active Frame, ovvero una particolare forma che avvolge il piede. In pratica il piede non si appoggia semplicemente sull‘intersuola, ma in qualche modo entra nell‘intersuola perché progettata con dei bordi rialzati ai lati. Questo accorgimento fa si che si aumenti la stabilità del piede.

Suola

Si notano subito i tasselli molto piccoli, ben diversi da altre scarpe da trail. E questo ci dice subito che le Challenger possono andar benissimo sui fondi più compatti, come gli sterrati.

Infatti durante i nostri test le abbiamo portate su molte stradine di campagna e collina, ottenendo davvero un’ottima sensazione. Il grip è ottimo.

E ovviamente le abbiamo testate sull’asfalto, dove dobbiamo ammettere che fanno un lavoro eccellente, sembra quasi di avere un modello da strada.

Quindi promossa a pieni voti la filosofia “ibrida” di cui parlavamo prima.

Dove invece le Challenger non danno il meglio è sui sentieri più impegnativi. Soprattutto se c’è umidità depositata sulle rocce o pioggia. In presenza di fango hanno poi una tenuta molto ridotta.

Se vogliamo qualcosa per questo tipo di fondi è meglio comprare le Hoka Speedgoat (vedi la nostra recensione qui).

Ma se invece si fanno strade asfaltate e strade forestali, le Challenger sono eccezionali.

Molta larga la pianta, forse aumentata rispetto alla versione precedente, il che aumenta la stabilità generale.

Costo

In generale le Hoka non sono economiche, ma le Challenger sono forse quelle che costano meno tra i loro modelli da trail. Siamo infatti attorno ai 120€, un ottimo prezzo.

Vista anche la loro durabilità, che dopo aver corso circa 500 km sembra buona, il costo è equilibrato.

Conclusioni sulle Hoka One One Challenger ATR 6

Ricapitoliamo i vantaggi di questo modello:

In conclusione a chi sono adatte le Hoka One Challenger ATR 6? Sono sicuramente ideali per chi cerca leggerezza, eccellente ammortizzazione, comfort superiore e corre la maggior parte del tempo tra asfalto e sterrati, con qualche piccolo tratto di sentiero tecnico.

Vengono usate anche da alcuni ultrarunner proprio per il comfort che riescono a dare.

In definitiva un modello davvero ben fatto, brava Hoka!

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