Scrivo recensioni di scarpe da trail running da un bel po’ di tempo, ma ogni volta che mi trovo di fronte ad un nuovo paio di Salomon la prima cosa che mi viene in mente è sempre la stessa: ma quante scarpe da trail hanno fatto?

Si, perché la Salomon ha davvero un sacco di modelli di scarpe. Ormai ho perso il conto, e i nomi che vengono dati non aiutano di certo a fare chiarezza.

C’è la Sense Ride, la Sense Pro, la S/Lab Sense, la Sense Feel, la Sense Flow… quanto basta per farci impazzire! E inoltre a volte le parole vengono anche messe al contrario, su internet si può trovare la Sense Pro 4, come la Sense 4 Pro.

Come capire quale fa per noi?

Per fortuna le indicazioni che Salomon usa nel sito ufficiale fanno un po’ di chiarezza. Ad esempio, se si guarda alla frequenza di utilizzo, si nota subito che la Feel e la Flow sono indirizzate a chi cammina o fa trail sporadicamente, le altre sono invece rivolte a chi il trail running lo pratica con regolarità.

É una distinzione non da poco, perché ci permette di capire che se prendo una Sense Feel per fare montagna, probabilmente mi durerà molto di meno rispetto ad un’altra. Inoltre la protezione sul piede potrebbe essere minore, o l’aderenza sulle rocce peggiore.

Se stai leggendo questo articolo perché vuoi una scarpa che possa affrontare condizioni difficili in montagna, allora sei nel posto giusto. Perché la Salomon Sense Pro 4 è nata proprio per questo: farti correre (ma anche camminare, se vuoi) su sentieri e percorsi lontani dall’asfalto.

Passiamo allora a capirne di più di questo fantastico modello.

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Caratteristiche principali delle Salomon Sense Pro 4

Questo modello ha molte caratteristiche in comune con altre scarpe dello stesso marchio. Ci sono elementi che ricordano le Sense Ride, ma anche le più specifiche XA Amphib, per alcuni aspetti.

Quello che però è chiaro fin da subito è che le Sense Pro 4 sono dedicate a chi fa trail con un certo “impegno”, come ad esempio gli atleti professionisti, o amatori che cercano una scarpa leggera e performante, soprattutto per le gare.

Scopriamo assieme com’e fatta la tomaia, l’intersuola e la suola.

Tomaia

Montagna vuol dire anche meteo inclemente, come sanno tutti i trail runner, ecco perché qui Salomon ha voluto usare una tomaia specifica che aumenti l’idrorepellenza.

Non stiamo parlando di impermeabilità, che pur avendo vantaggi ha anche il problema di rendere le scarpe meno traspiranti, ma di capacità di respingere l’acqua, fino ad un certo punto. Quanto basta per renderci la corsa confortevole.

All’interno troviamo altre due tecnologie create dal marchio e che si sono sempre rivelate ottime in termini di efficienza, ovvero il Sensifit e l’Endofit.

Il primo è un sistema per dare maggiore stabilità e sicurezza al piede. Partendo dall’intersuola, “abbraccia” il piede e lo avvolge fino all’allacciatura.

Il secondo è invece un modo per rendere più comoda la sensazione all’interno della scarpa, una sorta di calza che contribuisce a tutto il comfort generale.

A contribuire al comfort ci pensa anche l’Endofit, ovvero la fodera interna che lavora per dare stabilità al piede. Come fa anche il Sensifit, altra tecnologia di Salomon, che aumenta la sicurezza della calzata.

Non manca ovviamente il sistema Quick Lace, che per chi non lo conoscesse è il modo in cui Salomon ha reinventato i lacci: non serve più fare nodi, basta tirare i cordini, regolandoli con il cursore. Facile e veloce, serve solo un minimo numero di prove per abituarsi.

La tomaia svolge anche un ruolo importante per quanto riguarda la protezione del piede, che non è necessaria solo nella parte a contatto col terreno, ma anche sui lati, davanti e dietro. Soprattutto nelle Sense Pro, che a parte un rinforzo in punta in gomma non hanno altri punti rinforzati, ma la tomai fa bene il suo lavoro.

Per quanto riguarda la vestibilità possiamo dire che siamo in linea con le altre scarpe Salomon, ovvero sono strette, il che non è l’ideale per chi ha piedi molto larghi ma renderà davvero felici coloro che cercano precisione, stabilità e sicurezza in montagna.

Intersuola

Quando si parla di intersuola si parla anche di ammortizzazione, quindi chiariamo subito che le Sense Pro 4 sono fatte per andare veloci e agili, e non per le uscite a ritmi tranquilli.

Infatti l’ammortizzazione, seppure presente, è minima. Questo aumenta l’agilità e la stabilità generale. Per intenderci, una Hoka Speedgoat non avrà mai la stabilità di questa Salomon. Certo sarà più morbida, dipende quindi dalle priorità che abbiamo.

Nonostante la poca ammortizzazione, le Sense Pro impiegano l’Optivibe, tecnologia vista anche sulle Sense Ride, che ha un ruolo importante nell’assorbire e ridurre le vibrazioni causate dall’impatto con il terreno. Questo diminuisce anche la fatica muscolare.

C’è anche la pellicola Profeel, come un sottile rock plate inserito nell’intersuola che protegge il piede dai sassi.

La differenza di altezza tra tacco e punta, detto anche drop, è di 4 millimetri, il che facilita chi già atterra a metà piede o in punta.

Suola

In questo modello la Salomon ha voluto mettere una suola che fosse capace di avere aderenza su diversi terreni, dalle rocce asciutte che potremmo trovare su un sentiero, agli sterrati di una strada forestale, al fango dopo un temporale. Ecco che la Contagrip MA è la mescola più indicata in questi casi, proprio perché offre un giusto compromesso.

E garantisce anche una buona durabilità, cosa che invece non succede con suole più morbide.

I tasselli sono di 4 millimetri, con struttura molto simile a quella delle Sense Ride 4, altra scarpa creata per fondi molto diversi tra loro.

Costo

Le Salomon Sense Pro 4 si trovano su Amazon a circa 120€.

Conclusioni sulle Salomon Sense Pro 4

Ricapitoliamo i vantaggi di questo modello:

In conclusione un modello perfetto per chi cerca velocità e prestazioni su tutti i terreni di montagna.

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